Mauro Buti

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Dopo il Piemonte, il Molise…

Scritto da Mauro Buti 18 ottobre 2011

Beppe-grillo-anno-zero

Abbiamo perso l’ennesima regione.
Non posso dire che Frattura fosse il mio candidato ideale, ma la scelta di un soggetto molto trasversale ha pagato parecchio. 87.637 voti personali contro 72.807 di coalizione sono una differenza importante. Si poteva anche farcela, cosa che alla vigilia non immaginavo. Invece i voti del Movimento Cinque Stelle sono stati di nuovo decisivi, così come era accaduto in Piemonte con la Bresso. Al grido di “tanto peggio, tanto meglio”, strano ma vero, ha finito per vincere il peggio.
Il movimento di Grillo non vuole fare alleanze, pesca soprattutto dal serbatoio di sinistra, e pur non avendo alcun peso a livello costruttivo si sta rivelando un fattore distruttivo non da poco. Il Molise va a Iorio per la terza volta, e i grillini *NON* prendono il consigliere (il risultato di lista è tutto sommato povero rispetto a quello del candidato presidente). Politicamente parlando è un segnale inquietante. Due coincidenze valgono come una prova? L’assetto attuale potrebbe finire per pesare come un macigno anche alle prossime politiche. I grillini candideranno un giovane e affascinante nessuno, e il tutto finirà per mangiarsi una fetta importante del consenso che serve per abbattere l’immortale Berlusconi.

Un movimento che non vuole alleanze, col quale è impossibile mediare, e che non ha nessun interesse a ragionare in un’ottica di gruppo. Come si fa a fare politica con un soggetto del genere? Un gruppo di persone che propone contenuti affascinanti e in larga parte condivisibili, e poi se ne fotte bellamente di lavorare per renderli concreti. Cosa che richiederebbe, come noto, alleanze, sacrifici e mediazioni.

Quale è la cosa giusta da fare per gestire la relazione con un soggetto del genere? C’è una cosa giusta da fare? Come sempre si accettano suggerimenti.. :)

P.S. Siccome me lo hanno chiesto in molti: si può discutere sull’opportunità della candidatura di Cristiano Di Pietro, ma l’idea che il figlio di un politico non debba candidarsi per principio è allucinante così come il suo contrario. Cristiano, che fra l’altro è stato consigliere in comune e in provincia per anni prima di arrivare in regione (e in questo non è molto paragonabile al trota), è stato eletto dal popolo e da una bella quantità di preferenze. E il popolo fino a prova contraria è sovrano. Certo, il nome d’arte è un bel vantaggio, così come del resto è un vantaggio essere famosi o andare in televisione. L’ultimo partecipante al Grande Fratello sarà sempre avvantaggiato rispetto ad un illustre sconosciuto come il vostro affezionatissimo. Fa parte del gioco, no? Ma chi viene votato dalla gente, per qualunque motivo ciò accada, rappresenta i suoi elettori e occupa in maniera del tutto normale e legittima il suo posto nelle istituzioni. E’ la democrazia, bellezza. A meno di liste bloccate non possono mai essere le candidature il vero problema. Il problema sono i voti…

Real World…

Scritto da Mauro Buti 2 aprile 2010

Le elezioni sono finite.

Prima grande presa di posizione dei due neo-governatori leghisti: la pillola abortiva RU-486 non s’ha da fare. La Chiesa incassa e annuisce soddisfatta, mentre quel furbacchione di Umberto Bossi continua a tessere la sua tela indisturbato. Naturalmente in un paese nel quale non esistono più giornalisti nessuno chiede quanto le posizioni cattoliche siano compatibili con il “Bianco Natale” di Coccaglio, e con il caritatevole atteggiamento di apertura che i leghisti hanno sempre mostrato nei confronti degli immigrati.

Poco male, no?

Tanto il dato interessante è un altro. Non se ne è parlato in campagna elettorale, naturalmente, ma la nostra economia continua ad andare a catafascio. Incremento del rapporto debito/pil (o se preferite rapporto deficit/pil) nel 2009: 5,2% da dato Istat. Ufficiale. Immagino che Tremonti si affretterà a bollarlo come un successo, sulla falsariga del PD che continua a perdere voti e amministrazioni ma festeggia di fronte alle telecamere perché “si è ridotta la forbice”.

Viene da citare un grandissimo film francese come “La Haine” (se non l’avete ancora visto provvedete prima possibile): fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene…

Già, fino a qui. E dopo? L’unica forbice che si sta chiudendo è quella appoggiata al collo della nostra classe dirigente. Una elite di privilegiati che si illude ancora di poter tirare a campare, dimenticando che se il popolo strilla e piange perchè ha fame prima delle riforme scatta l’assalto ai forni. In politica gli equilibri instabili non sono fatti per durare

Posted via email from Mauro Buti

Cuore

Scritto da Mauro Buti 1 aprile 2010

Mentre fatico a rimettere insieme le idee e a rendermi conto che le elezioni sono davvero passate, ne approfitto per pubblicare qualche foto della nostra campagna elettorale “low cost”. Sono certo che chi ha il giusto tipo di occhi non mancherà di capirle e apprezzarle
Il post di analisi sul mio voto è in preparazione, ma dovrete aspettare ancora qualche giorno prima di vederlo pubblicato. Non riesco a fare una riflessione lucida mentre mi sento ancora così tanto coinvolto dal punto di vista emotivo…

A conti fatti la politica fa spesso male al cuore, ma vale la pena di sopravvivere ai suoi lati più crudeli. Perchè le sensazioni che ho provato a contatto diretto con la gente non hanno prezzo.
In questi giorni mi viene spesso in mente la consigliera del PD che in televisione derideva le mie velleità a basso costo: “Non verrai mai eletto”.

Aveva ragione: come prevedibile non sono stato eletto. Ma per inseguire i sogni impossibili e per cambiare le cose bisogna avere il coraggio di perdere. A testa alta.
Anche perché (ahimè) si perde, si perde, si perde. A volte sembra quasi di non fare altro che perdere.

Eppure…

Grazie a tutti gli amici che mi vogliono bene, e a tutti gli elettori che hanno creduto in me. Ricordatevi di questa battaglia, di tutto quello che siamo riusciti a fare con un budget ridicolo, e di queste parole: non finisce qui:)

Posted via email from Mauro Buti


La grande attesa per il voto regionale di questo weekend si è risolta in un nulla di fatto. Il paese del Gattopardo, quello dove tutto cambia di modo che si riesca a non cambiare mai nulla, è riuscito nell’impresa di confermare se stesso.

Due vincitori indiscutibili:

  • l’astensionismo, lo schifo e il distacco della gente (primo partito italiano, ma come noto si tratta di un problema che con la politica non ha a che vedere…)
  • la Lega Nord di Umberto Bossi

Uno sconfitto indiscutibile:

  • il PD (novità, novità…)

Nelle ultime settimane bisogna dare atto a Berlusconi e ai suoi di aver tentato in ogni modo possibile di perdere le elezioni. Figure da cialtroni a ripetizione, problemi con le liste, panini, scontri interni, intercettazioni e ingerenze in RAI oltre il livello dello Zimbabwe… Purtroppo l’armata brancaleone del Popolo della Libertà Provvisoria (copyright: Marco Travaglio) si è scontrata con un nemico imbattibile: la cronica allergia alla vittoria da parte dei quadri dirigenti del Partito Democratico. Della quale parlarono già altri molto prima di me

Il sedicente partito riformista ha espresso come leader, nelle regioni in cui ha perso:

  • Agazio Loiero in Calabria
  • Vincenzo De Luca in Campania
  • Mercedes Bresso in Piemonte
  • Emma Bonino in Lazio
  • Filippo Penati in Lombardia
  • Giuseppe Bortolussi in Veneto

Criticare a posteriori è fin troppo facile, ma non si può non notare come si tratti di politici di una certa età, riciclati, con una ampia carriera alle spalle. E quindi dotati di uno scarso appeal nei confronti di quella parte di elettorato (sempre più incisiva: viste le percentuali dei Grillini?) affamata di nuovo e cambiamento. Allo stesso modo non si può non notare come sia andato l’unico candidato di rottura: Nichi Vendola in Puglia. Lo stesso contro cui il PD aveva lottato strenuamente fino all’ultimo secondo utile, pur di imporre il nome di un altro probabile perdente: il d’alemiano Boccia.

Si sente ogni giorno straparlare di ricambio generazionale. Ma dove sono le facce nuove? Perchè non escono mai? Forse non possono uscire, e sta proprio qui l’inghippo.

Berlusconi vince le elezioni perchè può permettersi di occupare militarmente la TV negli ultimi giorni prima del voto, e perché così facendo ricorda la sua esistenza a un elettorato troppo annoiato, stufo e disinformato per poter anche solo pensare di cambiare qualcosa. Se esistesse una alternativa reale, però? Dotata di una faccia, una storia e delle idee in chiara controtendenza rispetto a quanto visto finora? Bucherebbe il televisore e i cuori un vecchio pelato che urla e sputa di comunisti e complotti da due decenni?

Non capisco perchè il PD odi e tema così tanto quelle primarie che sono parte del suo statuto. Le primarie fanno emergere candidati diversi da quelli di apparato e sono imprevedibili, ma rimangono un grande strumento di democrazia. Fanno sentire la gente coinvolta e partecipe, e in ultimo fanno anche vincere (Vendola, Renzi…). Perchè non usarne e abusarne, in previsione di elezioni a bassa affluenza? Chissà…

Cambiano gli anni, e cambiano i segretari, ma gli istinti suicidi del PD non accennano in alcun modo a diminuire. Per fortuna la sindrome da “grande partito privo di identità” ha contagiato anche il PdL. La creatura di cartone modellata da un predellino a immagine e somiglianza del suo leader difficilmente resterà unita ancora a lungo. Del resto la tenuta politica di Silvio è a rischio a prescindere dal discreto risultato elettorale: l’agonia economica del paese si può allungare di qualche mese, ma le condizioni al contorno e gli indicatori non lasciano scampo. Mi aspetto una crisi interna di ampie proporzioni entro la fine dell’anno, che si potrà risolvere con un rimpasto, o più probabilmente con un governo delle riforme. La mia previsione, in ogni caso, è che il ventennio Berlusconiano sia al crepuscolo.

Ma anche l’eventuale epilogo potrebbe rivelarsi una gioia breve. Il quadro politico destinato ad emergere dallo sfaldamento di grandi partiti privi di anima e spina dorsale è del tutto imprevedibile. Come disse giustamente Veronica Lario: “il pericolo non sta tanto in Silvio, quanto piuttosto in chi lo seguirà”. E il fatto che in mezzo al prevedibile caos e alla lotta per il potere il partito più strutturato e radicato sul territorio italiano sia la Lega Nord costituisce una realtà sempre più preoccupante, con la quale il paese sarà presto costretto a fare i conti

Posted via email from Mauro Buti

E così…

Scritto da Mauro Buti 30 marzo 2010

680 preferenze fra Milano e Provincia, settimo nella circoscrizione, e quinto in Comune.
Non basta per passare, ma non è andata affatto male…

Vorrei dire tante cose, ma le riassumo in una sola parola: grazie. 680 e più volte.

A livello nazionale invece non è andata altrettanto bene. Ma per commenti più approfonditi vi rimando ai prossimi giorni…

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Alla Conquista della Stampa!!!

Scritto da Mauro Buti 26 marzo 2010

Ultimo aggiornamento prima di gettarsi di nuovo in strada (oggi mi trovate in Bicocca verso l’ora di pranzo, e in Città Studi nel pomeriggio).

Se acquistate la copia odierna del Corriere della Sera troverete menzionata la nostra campagna e la mia candidatura. Date una occhiata! Voci incontrollate, inoltre, parlano di una presenza anche su Repubblica.it (nella sua versione milanese). Ma per avere la conferma e il link dovete aspettare ancora un pochino…

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Una campagna elettorale nel pallone…

Scritto da Mauro Buti 26 marzo 2010

Aggiornamento flash fra una montagna di volantini e l’altra per ringraziare di cuore i ragazzi di interisti.org e il prof. settoruccio 4C per avere ospitato due interviste del vostro candidato preferito all’interno dei loro seguitissimi spazi web. Qui di seguito ci sono i link per leggere:

Mercoledì, strano ma vero, ero a San Siro a smazzare. Chissà: magari qualcuno dei tanti lettori di questi due “giganti” fra i blog a strisce nerazzurre mi ha anche incontrato… :)

Grazie ancora per l’aiuto, la gentilezza e la simpatia!!! Prossimo obiettivo politico: una birra congiunta sull’asse settore-interisti.org alla prima occasione utile dopo le elezioni!

Posted via email from Mauro Buti

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