Mauro Buti

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Notizie

Scritto da Mauro Buti 23 settembre 2009

Renato Brunetta, controverso ministro della funzione pubblica, ha arruolato come consulente un uomo dalla sicura moralità e dalla curiosa storia politica. Si tratta di Gianni De Michelis, ex ministro socialista dell’epoca Craxi, meglio noto per essere stato condannato in via definitiva a 2 anni e 6 mesi per corruzione nell’ambito delle tangenti autostradali del Veneto, e a 6 mesi per la celeberrima maxitangente Enimont (pene entrambe sospese con la condizionale).
De Michelis, passato alla Storia d’Italia per le sue feste e per la sua nomea di viveur (oltre che per le condanne, naturalmente), non mancherà di dare un prezioso contributo alla crociata moralizzatrice dell’amico Renato. Un uomo chiamato da Enzo Biagi “avanzo di balera” e capace di lasciare conti da 490 milioni di vecchie lire in hotel da 370 mila lire a notte per coprire “gli extra e le spesucce” ha sicuramente qualcosa da insegnarci in tema di fannulloni, del resto…

Zitto zitto, lemme lemme, come da tradizione per i migliori colpi di Berlusconiana memoria, l’adorabile scudo fiscale si è appena esteso anche ai reati di natura tributaria. Chi l’avrebbe mai detto: evadere le tasse in Italia rimane una attività diffusa, amata, e promossa a livello statale. Diverte e non impegna. Gli anni passano e cambiano tante cose, ma per fortuna almeno in alcune piccole tradizioni Silvio rimane una garanzia

Caso Rai & Annozero. Di fronte all’impedenza sul contratto di Marco Travaglio, Michele Santoro lancia un ultimatum: “Marco ci sarà, se non c’è lui non c’è Annozero. Annozero e Travaglio sono la stessa cosa”. La RAI deve già a Santoro un corposo mucchio di soldi per non averlo mandato in onda negli anni del diktat bulgaro. L’impressione è che si passerà molto presto da “corposo” a “sfacciato”, con buona pace delle casse statali. Applaudono e ringraziano i diretti concorrenti di Mediaset, forti di un proprietario “super partes” e privo di qualunque interesse diretto nella faccenda. Deve essere proprio per questo che si prepara un piccolo blitz per occupare anche Rai 3, l’ultima rete pubblica rimasta in mano all’opposizione. Ma non fatevi una cattiva idea: non è che in Italia non si possa fare libera informazione. Ci si può benissimo provare, poi sta al buon senso di ciascuno capire che forse non è il caso…

Dulcis in fundo, economia. Tremonti vara trionfalmente la sua “finanziaria leggera”. In realtà i tagli erano tutti nella triennale precedente, comprese le mannaiate a scuola e università che stanno per entrare a regime e segheranno il lavoro a un centinaio di migliaia di persone. Piangono anche Regioni e Province, che infatti disertano la riunione di Palazzo Chigi in merito alla nuova legge e si lasciano andare a qualche dichiarazioni al vetriolo sulla consistenza del denaro promesso dal governo. E se tutto questo non basta per incrinare l’ottimismo di Tremonti, ecco i dati freschi sulla disoccupazione: nuovo record a 7,4%, e quasi 400.000 posti di lavoro persi negli ultimi tre mesi. Con buona pace del presidentissimo non c’è bisogno di tifare per la crisi: sembra farcela benissimo anche da sola.

Ne riparleremo. Nell’attesa, una piccola chicca di chiusura per farvi tornare il sorriso…

Posted via email from Mauro Buti

Curioso…

Scritto da Mauro Buti 15 settembre 2009

In Italia, come noto, non esiste alcun problema relativo all’informazione. Lo dimostrano in maniera lampante i fatti.
Negli ultimi giorni:

1) La principale trasmissione “antagonista” al potere Berlusconiano, Annozero di Michele Santoro, è bloccata nel limbo a causa di annosi problemi tecnici legati a contratti e personale. Annozero dovrebbe cominciare il 24 di settembre (il condizionale è d’obbligo). Ad oggi, però, sulle reti nazionali non si hanno notizie in merito. Gli spot pubblicitari volti a promuovere una delle poche trasmissioni in forte attivo del palinsesto RAI sono stati oscurati, e non hanno trovato spazio in televisione. In compenso sono già fra i video più visti in assoluto su Youtube

2) Parlavamo di difficoltà legate ai contratti. Volete provare a indovinare quale siano i dieci minuti di trasmissione più delicati da approvare? O è troppo facile?

3) Porta a Porta di questo martedì, relativo alla consegna delle nuove abitazioni alla popolazione abruzzese, andrà in onda a reti unificate. Per non disturbare l’insetto nazionale nel suo trionfale encomio al miglior governante degli ultimi 150 anni sono state spostate sia la prima puntata di Ballarò che quella di Matrix. Non si tratta di decisioni concertate, naturalmente, o se ne dovrebbe preoccupare l’Antitrust. Lo stesso che persegue Google News per abuso di posizione dominante, e poi si lascia sfuggire giusto un insignificante, miserabile monopoliuccio in ambito televisivo.

A fronte di questa situazione, come ovvio, il “Presidente di Garanzia” della Rai, Mr Galimberti, non accenna a dimettersi e si limita a qualche pigolio di protesta.
Non è il solo Presidente ad attraversare un periodo poco fortunato, a quanto pare. E se è inutile infierire oltre sul nostro Presidente del Consiglio, l’unico in un paese occidentale che può preferire delle puttane ai suoi appuntamenti istituzionali senza finire eiettato dalla poltrona, è curioso notare quanto sta accadendo alla Terza Carica dello Stato, Gianfranco Fini.

Dopo essersi smarcato dalla linea del “lider maximo” in tema di mafia (che poi è quella consueta relativa alla giustizia in generale: i giudici sono tutti pazzi) Mr Fini ha regalato un inquietante accenno alle altrui frequentazioni massoniche, segnalando la sua distanza da “grembiulini e compassi” in occasione del seminario del PdL di Gubbio.
Il risultato? Scontato: crocifissione pubblica da parte della macchina mediatica Berlusconiana, per interposta persona di Vittorio Feltri.

Nel mentre, fra le imbarazzate risatine di circostanza e i colpi di gomito, una delle due forze politiche di governo si permette una giornata di libertà in riva al Po, e sputa per l’ennesima volta sulla Costituzione Italiana, urlando in pubblica piazza i suoi lodevoli propositi di seccessione. Risultato: una prima pagina di giornale su tutte le testate in edicola, e nemmeno un minuto sui telegiornali.

Ehi, visto che in Italia non esiste nessun problema relativo all’informazione? :)

Posted via email from Mauro’s posterous

Ehi, che sorpresa… (2)

Scritto da Mauro Buti 17 aprile 2009

viacrucis2333AnnoZero di ieri sera: vittoria netta negli ascolti contro la De Filippi.

Una trasmissione di approfondimento politico si scontra con un varietà, e trionfa.
Portando lustro, gloria, e soprattutto soldi a una rete come Rai2. Una rete che vive di alterne fortune, di alterna qualità dei programmi, e di alterni rientri economici dal punto di vista pubblicitario.

Alla gente AnnoZero piace. Per un motivo o per l’altro viene seguito, per un motivo o per l’altro fa esattamente quello che una trasmissione di approfondimento politico deve fare, e cioè innesca il dibattito e la discussione. E così facendo svolge un preziosissimo servizio pubblico, in un paese disinteressato e disinformato come il nostro.

Costa così tanta fatica ammettere la verità?
In mezzo a tanti giornali che non vendono più, in mezzo a tanta gente bravissima a criticare gli altri e pessima fare il suo mestiere, Santoro è un professionista di rara competenza. Un vanto e un notevole valore aggiunto per la sua azienda.

Il resto è fuffa, così come è fuffa stabilire quando sia simpatico, antipatico, arrogante, eccessivo, irriverente mentre svolge (bene) il suo lavoro. Non a caso a creare le polemiche è proprio chi fa capo all’azienda direttamente concorrente…

Anno Primo

Scritto da Mauro Buti 14 aprile 2009

piccoli_fascisti1piciIl governo a reti unificate ha deciso che si deve chiudere AnnoZero. Ed è una notizia, soprattutto perchè si tratta di una delle poche questioni capaci di riappacificare il premier Berlusconi e il Presidente della Camera Gianfranco Fini. Inutile entrare nel merito della scusa, sappiamo tutti che il motivo specifico è del tutto irrilevante. L’obiettivo è dichiarato da tempo: basta voci fuori dal coro.

Non so se Santoro faccia bene o male al PD, a Di Pietro, o piuttosto a Berlusconi. Di sicuro so che in un mare piatto e senza onde solo Santoro tentava di essere diverso, e di dare voce a una Italia diversa. Che pure esiste, e ha un peso, se è vero come è vero che Santoro fa regolarmente record di ascolti sulla sua rete, e finanzia il suo lavoro con una parte dei corposi introiti pubblicitari che la trasmissione procura alla RAI.

Fa male pensare che sia eversivo mandare in onda Santoro, mentre è del tutto normale che inquisiti come Moggi (il re di calciopoli) e Del Turco (il socialista che è affondato insieme a tutta la sua giunta in Abruzzo) pontifichino in prima serata sulla loro innocenza. Senza che nessuno faccia un fiato, senza contraddittorio, senza nemmeno disturbarsi ad avere uno scrupolo per le centinaia di migliaia di cittadini truffati e umiliati dal loro comportamento.

La politica italiana di oggi vive nella dorata illusione che non esista più la realtà. Perchè solo quanto ha copertura televisiva è davvero reale: il resto è il resto di niente.

Ma anche dominando i media, anche creando il pensiero unico, anche isolandosi in un sistema partitico blindato e inaccessibile, anche realizzando al 95% il Piano di Rinascita Democratica, l’illusione non basterà mai a scacciare paura e terrore.

Perchè la realtà rimane: il re è nudo, l’economia è in ginocchio, la coesione sociale è a rischio. E nel frattempo il pensiero libero è già volato via. Lontano dai potenti, troppo vecchi e corrotti per capire che un futuro diverso è cominciato da tempo. Informazione e comunicazione fluttuano libere in un nuovo media, dopo aver abbandonato senza rimpianti quella scatola colorata che ha dominato il mondo occidentale per decenni.

Con calma e pazienza serbano la memoria collettiva, e la verità, e così facendo mettono le basi per una atroce rivalsa. Perchè quando verrà il momento nessuno si potrà nascondere dal freddo e brutale Giudizio della Storia.

Informazione “libera”?

Scritto da Mauro Buti 28 gennaio 2009

L’articolo sulla manifestazione di Roma di oggi è online da circa un’ora su Repubblica.it
Sono già stati lasciati più di 150 commenti, previa registrazione obbligatoria al sito, dei quali circa il
90% sono di critiche e insulti per l’assurda faziosità del testo
.
Corriere.it, da tempo più avanti rispetto al rivale storico, con prudenza non lascia nemmeno la possibilità di commentare la sua versione della notizia.

Che dire di più se non, di nuovo, res ipsa loquitur? I fatti parlano da soli.

La rete è sana, e non accetta senza protestare che un articolo tratti degli attacchi portati in occasione di una manifestazione, e non si disturbi nemmeno a discutere il resto dei contenuti. Non tollera dei media che sono del tutto disinteressati a dare voce e rilievo a un organismo “fazioso ed eversivo” come la Associazione dei Familiari delle vittime della Mafia. Uomini e donne che gridano il loro dolore alle Istituzioni e nel farlo, stranamente, non si sentono a disagio pur essendo a fianco di terribili “agitatori” come l’Arcinemico del Bene e dell’Ordine Costituito Beppe Grillo.

Inutile illudersi su quanto si leggerà domani sulla carta stampata. L’assalto mediatico al “terzo incomodo” Antonio Di Pietro avviene oramai alla luce del sole, a tutto campo.
Eppure non è il caso di disperare per il futuro: in politica l’eccesso di veemenza si rivela spesso un pericolosissimo boomerang, e può innescare spirali dagli esiti imprevedibili.

Il passo che separa il reietto dal martire è brevissimo. Più o meno come quello che separa Palazzo Chigi da Hammamet, del resto…

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