Prima di qualunque altra cosa: novanta minuti di applausi alla signora Annarella, l’idolo vivente che potete ammirare qui sopra alle prese con l’onorevole Anna Maria Bernini (PdL).
E adesso veniamo a noi. Dopo un’altra assenza (il vostro affezionatissimo ha conquistato il Canada, e oltre a visitare Toronto, il Niagara, ed altre amene località, ha controllato di persona che sua sorella maggiore fosse ancora viva e in buona salute) riprende il normale corso delle trasmissioni qui sul blog. L’annunciatissima crisi di governo, di cui parlavamo su queste pagine già da più di un anno, è attesa per il 14 dicembre. Una sorta di giorno del giudizio nel quale si esprimeranno contemporaneamente la Camera e il Senato sulla fiducia al Governo, e la Consulta in merito allo scudo SalvaSilvio, meglio conosciuto come (il)legittimo impedimento.
Diversi amici mi hanno chiesto qualche riflessione sul futuro politico a cui andiamo incontro. La verità è che il momento è fluido, e ogni previsione difficilissima. La mia impressione, peraltro abbastanza diffusa, è che si produrrà uno stallo nel quale Berlusconi manterrà il controllo del Senato, ma non quello della Camera. Il risultato sarà un tira e molla di alcuni mesi che ci porterà alle elezioni a Marzo, senza la possibilità di cambiare la legge elettorale.
Con l’attuale legge in vigore l’ipotesi più credibile è che si sviluppino tre poli: uno di centro (Casini + Fini + MPA + fuoriusciti vari), uno riformista (PD + IdV + SeL), e uno di destra (Lega + PdL). Alla Camera avrebbe larga maggioranza la coalizione vincente, mentre al Senato è quasi certo che per governare non si potrà prescindere dall’intesa con il nuovo soggetto di centro. Un accordo del genere coinvolgerà il nome del premier, che difficilmente sarà uno di quelli indicati in anticipo dalle tre coalizioni. Andiamo incontro a una premiership delegittimata fin dal primo giorno di governo, e ad un altro prolungato periodo di instabilità. La prossima legislatura sarà ancora una volta di transizione prima che di riforme, e non potrà permettersi di stravolgere gli equilibri e i nodi irrisolti del paese.
Nel frattempo la situazione economica continua a peggiorare, e Irlanda e Portogallo ci ricordano come il baratro sia appena a un passo da noi.
Ci sarà tempo nei prossimi giorni per qualche riflessione sul tema, mentre per un commento sulla situazione globale e sulla clamorosa sconfitta dei democratici di Obama alle elezioni di mid-term è già in preparazione il terzo appuntamento con il tradizionale post “State of The Union” di fine anno (qui le edizioni 2009 e 2008). Ne sentirete delle belle, dal momento che la crisi globale non è finita, e per molti versi non è ancora nemmeno cominciata. Si intravedono le avvisaglie di un futuro cupissimo: l’area euro che si sgretola implodendo, una nuova stagione di protezionismo, e una guerra fredda economica sull’asse USA – Cina, combattuta con bombe nucleari a forma di progressive svalutazioni della propria moneta.
Troppo complicato, e troppo poco spazio per spiegarsi a dovere: ne riparleremo. Vi lascio piuttosto con qualcosa di ben più semplice da denunciare e da capire.
Secondo il Fondo Monetario Internazionale, fatta eccezione per la terremotata Haiti, l’Italia è il peggior paese al mondo (!) a livello di crescita su base decennale. Nessuno ha fatto male quanto noi nel periodo 2000-2010. Tanto basterebbe a far sotterrare dalla vergogna qualunque classe dirigente. Purtoppo, come ben noto, la nostra fa sempre eccezione. “Incanta laggente, incanta li serpenti…”
Ultimi degli ultimi, governati dai peggiori dei peggiori. Finirà mai? Non senza una, dieci, cento Annarelle, e non senza il vostro voto e le vostre preferenze. Diversamente la crisi della Seconda Repubblica si risolverà come quella della Prima: una metamorfosi di forme, simboli e colori, che lascerà immutati i nomi e le facce. Non fatevi ingannare dal “finto nuovo”: Fini è in politica dal 1977, Vendola dal 1985, Bersani da ben prima, Berlusconi non è altro che la prosecuzione del finto “socialismo” alla Craxi, e così via. Il cambiamento che stiamo aspettando non arriverà mai da fuori, o da solo: saremo sempre e solo noi…