Mauro Buti

Political & Social Networking…

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Day after (2)

Scritto da Mauro Buti 16 dicembre 2010

Nel mentre, la realtà.

Italia terzo paese al mondo per livello di pressione fiscale. Con il 43,5% restano davanti a noi solo Svezia e Danimarca, che come noto vantano una “marginale” differenza a livello di servizi e di stato sociale garantito dalle spese del contribuente. Nel frattempo i mercati accolgono la fiducia a Berlusconi con una certa freddezza. Si possono ingannare elettori ed eletti, ma quando si va sulla fredda pecunia c’è poco spazio per i voli di fantasia, e i facili entusiasmi.

Nasce il Polo della Nazione. Sarà curioso vederlo esprimersi in maniera unitaria su questioni etiche e legate alla laicità dello stato, ma lo strano trio Fini-Casini-Rutelli sembra davvero intenzionato ad intraprendere un cammino comune. La direzione, almeno per ora, è ignota. Del resto in questi giorni si naviga tutti a vista, mentre le varie forze politiche si preparano alla campagna elettorale e alle (quasi) inevitabili consultazioni di marzo. Un vero e proprio giorno del giudizio per i vongolari che hanno tenuto in ostaggio il paese per un decennio, e per tutta la Seconda Repubblica. Tanto per cambiare il mondo si dividerà fra chi è con Berlusconi, e chi invece è contro di lui. L’uomo del fare contro i politici di palazzo. Suona nuovo, vero?

Sicuro che si. Talmente nuovo che potrei già dirvi quale sarà il nodo centrale della prossima proposta di programma di Silvio I. Uno della cui parola ci si può fidare (“abolirò l’ici“, “abolirò il bollo auro“, “abbasseremo le tasse“).
Coraggio: con un po’ di fortuna almeno a questo giro non si riferiranno a lui come “il principale esponente dello schieramento a me avverso”

Inevitabile, inesorabile, ed aritmetica…

Scritto da Mauro Buti 14 dicembre 2010

Diranno che non è importante, e che il governo è comunque sfiduciato. Diranno che non si può andare avanti, che si riuscirà a mangiare il panettone ma non la colomba. Prometteranno battaglia in aula.
Ma la dura realtà è che vincere o perdere fa tutta la differenza del mondo. In politica così come nella vita.

Infatti la farà anche in questo caso, quantomeno nel prolungare ed alimentare il mito. Quello dell’uomo condannato a vincere, del “comeback kid” all’italiana. Il politico più volte dato per morto e sepolto, e poi regolarmente resuscitato il terzo giorno. Unto dal Signore, benedetto dalla Dea Bendata e dal consenso del Popolo Italiano. Silvio, l’unico & il solo.

Silvio che pur con tutti i suoi difetti ha abbastanza muscoli e palle per arrivare alla conta. Silvio che si vede graziosamente recapitare un mese di tempo dai suoi (come sempre) ingenui avversari, e così può dedicarsi a tempo pieno all’attività nella quale è campione assoluto: vendere e comprare. Pentole, poltrone, televisioni, strapuntini, incarichi, deleghe, deputati… Fa davvero differenza?

Sempre Silvio. Ancora Silvio. 20 anni di Silvio, e non sentirli. Del resto ancora dopo tutto questo tempo ci sono buontemponi che si aspettano seriamente di vedergli fare un passo indietro o un gesto di responsabilità istituzionale. Scherziamo? Piuttosto meglio comprarsi i deputati ad uno ad uno, coprirsi di ridicolo, barare, sputare, graffiare, mordere, dare una immagine ridicola di se stessi e del proprio paese. Ma alla fine vincere, amico.

Perchè vincere è tutto, specie in Italia. E certi giorni più di altri sembra che vincano sempre e solo i cattivi.
Così dopo tanta attesa le luci si spengono, e cala il sipario. In parlamento rimane il vago e oramai consueto odore di vongole e caciotta, insieme ai numeri che campeggiano sul tabellone luminoso.
Il match Berlusconi – Fini, valido per la cintura di campione del mondo di trasformismo e faccia di bronzo, si conclude 314 – 311. Verdetto ai punti, giudici unanimi.

E risultato giusto, tutto sommato: vince chi ha giocato meglio, riuscendo a comprarsi addirittura qualche pezzo del partito più antiberlusconiano di tutto l’asse parlamentare (la sensazione è stata sulla falsariga di: “l’hanno distrutto, era mio…“).

Perde clamorosamente Gianfranco Fini, per cui è a rischio la sopravvivenza politica. Ma soprattutto perde l’Italia, perde la dignità, perde (come sempre) il PD, perde IdV, e in ultimo perdo io. Infatti ho il groppo in gola e pur avendo tentato in ogni modo di mantenere le aspettative basse ci metterò come minimo un paio di giorni a ripigliarmi dalla depressione. Immagino che tra le righe lo si legga, eppure non c’è niente da fare se non rimboccarsi le maniche ed insistere ancora. La politica è questa, la politica è così. Inevitabile, inesorabile, ed aritmetica…

Sul piatto rimangono solo il voto a marzo, o il rimpasto allargato a Casini e all’UDC. A riguardo, però, pesa la pregiudiziale forte già espressa dalla Lega, l’alleato più imprescindibile e fedele di Silvio. Se sarà rimpasto occorrerà calmare parecchi mal di pancia, diminuirà lo spazio interno per il PdL, e si apriranno nuove e durissime fibrillazioni. La via è troppo stretta, e la mia impressione è che l’ipotesi più probabile rimanga quella delle urne.

Vinceranno di nuovo i cattivi? Chissà…

All that is necessary for the triumph of evil is that good men do nothing.

Mara o non Mara?

Scritto da Mauro Buti 22 novembre 2010

Il destino del governo è in forse e con ogni probabilità anche quello del PdL.
I finiani hanno aperto proprio oggi la controversia sul simbolo, attesa da tempo da tutti gli addetti ai lavori. All’atto della costituzione del nuovo partito, infatti, l’emblema e i documenti erano stati depositati da Berlusconi e Fini in qualità di cofondatori. E non è difficile immaginare come la cosa possa costituire un problema legale di un certo rilievo.

Nel frattempo ha del clamoroso la dichiarazione di dimissioni da parte del Ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna, in rotta con il monopolio di Cosentino e dei suoi uomini sul PdL campano. È abbastanza divertente leggere giornali che ebbero parole di fuoco nei confronti della ex soubrette spendersi in elogi e attestati di stima per la nuova Mara, “pasionaria”, combattente, orgogliosa del suo profilo da statista e della sua indipendenza intellettuale.

Chi l’avrebbe mai detto, quando di Mara si parlava più che altro per le intercettazioni fantasma citate dal quotidiano argentino “El Clarin” (quelle di cui si perse traccia dopo la ridicola archiviazione del caso Saccà), e le chiacchere e le malignità sulla sua nomina si sprecavano? Eppure tutto cambia in fretta, in politica. O volendo anche niente. Dopotutto ha una sua linearità che dopo anni di asse Carfagna-Berlusconi il problema interno del PdL si sia scatenato sulla foto galeotta scattata da Alessandra Mussolini al duo Carfagna-Bocchino.

Lapidario il Senatore Paolo Guzzanti: “la Carfagna è solo un prodotto della cosiddetta mignottocrazia“.

Chissà. Ma se allo stato attuale delle cose Berlusconi (e lo conosciamo, Berlusconi) preferisce un imputato per reati di camorra sotto provvedimento di arresto invece di una donna bellissima, a che punto ci siamo ridotti?
È proprio crisi…

The Dog & Pony Show

Scritto da Mauro Buti 24 settembre 2010

Gianfranco Fini sotto la graticola per una società off-shore con sede in qualche paradiso fiscale, grazie ai media di proprietà del massimo esperto vivente in merito alle società off-shore.
Oramai non è nemmeno più politica, è cinema.

Dovremmo solo gustarci il tutto in poltrona comodamente svaccati e sommersi dai pop-corn. Ma c’è il dubbio che non tutti riescano davvero ad apprezzare lo humor della situazione…

AAA – Nuove Identità Cercasi

Scritto da Mauro Buti 23 agosto 2010

Scrivevo due anni fa, commentando le fasi iniziali della crisi e il fosco orizzonte politico del nostro paese: “per il futuro prossimo ci possiamo attendere una mobilità di voti forte, e la nascita di nuove formazioni“. Così è: il brand di successo del 2011 è proprio il binomio “nuovo & diverso”. Non a caso i venditori di pentole nostrani si affrettano ad appropriarsene, pur con qualche miserabile problema di marketing nell’associare il concetto a qualcosa che è sempre lo stesso, e fa sempre più schifo.

L’operazione in realtà costituisce professione nobile, dotata di una certa tradizione. Il trasformismo all’italiana vanta solide radici storiche ed è già stato protagonista di una performance d’eccezione durante il faticoso passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica. Il triplo salto mortale che ci ha portato dalla padella alla brace, da Craxi a Silvio Berlusconi, proprio a colpi di “diversità”, “novità”, “moralità” e “rigore”…

Ne parlavano davvero, di cambiamento. A pensarci adesso sembra incredibile, ma ricordo con una certa commozione Berlusconi pretendere incensurati nelle liste della neonata Forza Italia, e cavalcare con fierezza la grande onda della rabbia popolare, straparlando di candore e onestà. Addirittura proporre Antonio Di Pietro come Ministro dell’Interno.

Era il 1994, eppure sembra ieri. Oggi, invece?
In alto i cuori, signori, il futuro prossimo è già arrivato. È qui, e adesso.

  • Dopo anni passati a bisticciare per la paternità dello scudo crociato, è finalmente tempo di nuovo: Casini lancia il “Partito della Nazione”
  • Montezemolo è sul piede di guerra, sebbene non sia ancora del tutto chiaro con chi e contro chi voglia combattere
  • Beppe Grillo non ha dubbi: contro tutto e tutti. Il Movimento a 5 Stelle “non fa alleanze con i partiti”. Auguri…
  • Il PD vaga sperduto in una crisi di identità che prosegue ininterrotta dal momento della nascita in poi.
  • Il popolo, affamato, vagheggia sul nome di Vendola. Nel frattempo i dirigenti stanno ancora metabolizzando e piangono disperati l’addio a Rutelli, e al cilicio della Binetti
  • Il PdL ha perso Fini e lo spirito del predellino. Dopo l’impero, un Futuro e Libertà di inevitabile decadenza…
  • Silvio e Umberto sono sull’orlo della crisi di nervi, e si promettono vicendevolmente di abbandonare la politica insieme. Presto, se possibile, grazie… :)

Immagino che nella prossima e oramai imminente campagna elettorale torneremo a sentir parlare di cambiamento, moralità e rigore. Dopo sedici anni, ci voleva proprio.

Chissà se qualcuno si ricorderà dei pazzi e degli eroi che hanno avuto cuore di parlarne anche durante i decenni non sintonizzati. Difficile… Ma sicuramente ci potremo consolare con la carrellata di “nuovi” nomi che campeggeranno nelle liste (rigorosamente bloccate) per Camera e Senato, no?

Forse no.
Alla fine il Gattopardo l’ha sempre saputa lunghissima…

Posted via email from Mauro Buti

Modern Times

Scritto da Mauro Buti 10 giugno 2010

Sui giornali di oggi l’ennesima conferma dei tempi in cui viviamo: fra i tagli della nuova finanziaria è inclusa una corposa sforbiciata agli incentivi per i trasporti. Nulla di cui stupirsi: nella modernissima Italia è abbastanza coerente che si promuova l’utilizzo delle automobili rispetto a quello dei vetusti e sorpassati mezzi pubblici. Meglio ancora se le automobili sono delle Fiat, poi: comprate italiano, mi raccomando! Intanto noi chiudiamo Termini Imerese e Pomigliano per produrre a basso costo in Polonia…

Altre note di speranza sul fronte del lavoro, con un piccolo aneddoto personale. Dopo un anno e mezzo di presenza sul sito per eccellenza della ricerca di impiego il vostro affezionatissimo aveva totalizzato la bellezza di 4 consultazioni del suo profilo, e nessun contatto. Ieri la grande decisione: aprire il profilo alla consultazione da parte delle aziende estere (il che rischia di essere poco compatibile con l’attività politica, ma in questo mondo crudele pare non si viva di soli sogni e politica). In meno di 24 ore è già arrivato un primo contatto telefonico e una proposta. Alleluja & lode. Forse non tutto il mondo è paese, dopotutto. Il che in una maniera perversa spiega anche come mai sanguini così tanto il cuore all’idea di abbandonare il mio

Chiusura con un cameo per gli amanti delle dietrologie. Avete notato la maniera silenziosa e sorridente con la quale il compagno Fini si è improvvisamente allineato alla scandalosa proposta di legge sulle intercettazioni? Strano, specie considerando l’ultimo periodo. Infatti insieme all’accordo e alla ritrovata unità del PdL è uscita anche una Ansa sulle dichiarazioni del Presidente della Camera: “Il federalismo non è ineluttabile“. La politica è una bestia affascinante nel suo creare di continuo nuovi disegni e nuove alleanze. Fini ha deciso di chiamare il bluff del federalismo e delle coperture finanziarie. Ritrova come inedito alleato Tremonti, mentre Berlusconi accetta di buon grado di indebolire la posizione (sempre più solida) di Umberto Bossi, e permette al suo ex-delfino di picchiare duro.

Poco più che schermaglie in attesa di piatti più sostanziosi. Ma con il capitano sempre più solo ed ubriaco al timone ci sono pochi dubbi: il ballo dei topi si farà sempre più sfrenato, almeno fino a quando non sarà il momento di abbandonare velocissimi la nave. Nell’attesa, ancora avanti, con fiducia

Posted via email from Mauro Buti

Riportando tutto a casa…

Scritto da Mauro Buti 7 maggio 2010

Una lunga pausa.
Ne avevo bisogno, e spero che i miei lettori capiranno e avranno pazienza. Lo sforzo profuso nelle elezioni è stato enorme, e per un certo periodo non sono riuscito nemmeno a pensare di riprendere a scrivere di politica sul blog.

Purtroppo il mondo non ha avuto la pazienza di aspettarmi, ed è affascinante notare quanti siano i nuovi argomenti di attualità emersi in un mese solitamente “tranquillo”, come quello che segue una consultazione elettorale. Ad esempio potremmo commentare il feroce scontro di potere in corso, che a mio parere prelude a quella scissione del PdL annunciata a più riprese proprio su queste pagine. O piuttosto parlare del secondo ministro più potente d’Italia che ha appena scoperto, sbadato, di essersi fatto pagare la casa in nero da uno dei più importanti appaltatori della pubblica amministrazione. E cioè da Anemone, il celebre organizzatore delle “cose megagalattiche“, nonché procacciatore di massaggi alla cervicale, brasiliane e centri benessere ad uso e consumo del capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso.

Dettagli.

Quello che davvero conta, infatti, sta avvenendo altrove, e i nostri ottimi rappresentanti non se lo stanno certo facendo sfuggire. Il cuore mi vibra di sdegno al pensiero del Ministro dell’Economia che riferisce in merito alla crisi Greca, di gran lunga il più importante avvenimento politico in corso allo stato attuale delle cose, di fronte a un’aula deserta. Ma tenterò per l’ennesima volta di farmene una ragione…

Che i nostri deputati ascoltino o meno, del resto, ai mercati importa poco. La fredda moneta sta per riprendersi il centro della scena mondiale, dopo averlo inspiegabilmente perso per alcuni mesi. Un fugace momento di illusione, vissuto cavalcando una ripresa che ha avuto fin da principio una entità e una rapidità inspiegabile a fronte del reale andamento degli indicatori economici.

Immagino che Nouriel Roubini bollerà il tutto con sadica soddisfazione come un “sucker’s rally”. Una “corsa dei coglioni”. Prevederlo, ancora una volta, non era difficile: la coperta economica è e rimane corta da troppi lati, e guadagnare tempo non aiuta a risolvere un problema di sistema.

Ne parleremo diffusamente nella prossima settimana, con il riavvio ufficiale delle attività del blog. Vi aspetta un ampio commento sugli oscuri scenari globali, e soprattutto l’analisi promessa da tempo in merito al mio risultato elettorale. Un faccia a faccia dedicato a tutti gli amici che mi hanno aiutato e votato (grazie, grazie, grazie, infinite volte grazie!!!), per riflettere insieme su cosa significhi oggi, anno domini 2010, correre per la prima volta alle elezioni e prendere quasi 700 voti. E perdere, naturalmente… :D

Nell’attesa, buon weekend!!!

Posted via email from Mauro Buti

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