
In questi giorni il tema caldo in città è quello di Roberto Lassini, candidato nelle liste del PdL.
Lassini si è guadagnato gli onori della cronaca grazie a un manifesto che associava la magistratura alle Brigate Rosse. Le polemiche che ne sono seguite gli hanno garantito una immensa esposizione mediatica, e con ogni probabilità lo porteranno ad essere eletto nel consiglio comunale in carrozza. Ci può anche stare, del resto. I candidati che sono abbastanza geniali, o abbastanza stupidi, da trovare il modo di guadagnarsi una immensa notorietà di solito vengono eletti. Si tratta di un meccanismo politico ben noto: se si mettono 48 personaggi semi-sconosciuti in una lista a lottare per le preferenze, e di questi solo uno va sulle prime pagine di tutti i giornali per un paio di settimane, di che nome si ricorderà la gente nel buio e nella solitudine della cabina elettorale?
Ma in realtà ci sta anche per molti altri motivi. Ad esempio per il cosiddetto “principio di rappresentanza”. Lassini diventerà consigliere perchè molta gente la vede come lui. Perché il suo pensiero è rappresentativo di una fetta (ahimè) corposa di società.
La Moratti su questa cosa sta impazzendo. A torto o a ragione pensa che Lassini nelle sue liste non sia esattamente una buona pubblicità per fare di nuovo il sindaco.
Anche Berlusconi su questa cosa sta impazzendo. A torto o a ragione pensa che Lassini dica esattamente le stesse cose che dice lui, e quindi cose buone e giuste.
E siamo arrivati al punto. Perchè Lassini deve fare un passo indietro (che infatti non fa) per aver preso una posizione eversiva, se poi è identica a quella del Presidente del Consiglio? Perchè parlare di “brigatismo giudiziario” è eversivo in bocca a Lassini, e lecito e normale quando a disquisire è Berlusconi? Lassini dice una cosa che pensa tanta gente, purtroppo. Ma questa gente pensa così perchè ha parlato Lassini, o piuttosto perché su questi temi imperversa da anni, a reti unificate, Berlusconi?
Cara Letizia, mi spiace. Purtroppo non puoi eliminare Roberto Lassini dalle tue liste. O meglio potresti, ma eliminare Lassini comporta eliminare anche il tuo candidato capolista Silvio Berlusconi. Le due cose vanno di pari passo, nel bene e nel male.
Ci stracciamo le vesti da anni dicendo che “Berlusconi non può”, “Berlusconi non oserà”, “Berlusconi questa volta non arriverà a tanto”… E non siamo molto svegli. Può, oserà, lo farà e arriverà. Berlusconi non è mai cambiato di una virgola: con tutto il male che si può dire di lui almeno è un coerente. Se pensiamo che Lassini sia un cretino, o un pericoloso eversivo, non c’è da piangere lacrime e sangue sullo stato delle istituzioni, andare da Napolitano a chiedergli di toglierlo dalle liste, o da Papa Ratzinger per ottenere la scomunica papale. L’unica cosa che ha un effetto concreto e utile è non votare Lassini alle elezioni, e sostenere qualcun altro. Se pensiamo che Berlusconi stia sfasciando lo Stato pur di non farsi processare non c’è da interrogarsi su “quanto oserà, quanto farà, dove arriverà, dove finiremo”. Lo sappiamo già: oltre (niente panico, però, non saremo soli…)
Basta non votare Berlusconi alle elezioni, e sostenere qualcun altro. Fino a prova contraria ad eleggere Berlusconi siamo stati noi, e ad eleggere Lassini saremo ancora noi.
Sostenere Giuliano Pisapia Sindaco (e se non disturba troppo anche il vostro affezionatissimo consigliere, via…
) e sbattersi per riuscire a dargli anche solo un voto in più.
Non andare al mare. Portare la mamma e la nonna che non hanno voglia e devono cucinare al seggio. Con le lusinghe, se necessario.
Tutto il resto sono chiacchere, e vent’anni di disastri e di una classe politica indegna.