Mauro Buti

Political & Social Networking…

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Spiace

Scritto da Mauro Buti 6 maggio 2012

S4

Mandato unico, come da tradizione per i governanti scarsi.
Saluti sentitissimi alla Francia forte e al duopolio con Angela. Purtroppo come la maggior parte delle idee targate destra conservatrice faceva pietà, e aveva pure rappresentanti pessimi.

Peccato. Carlà puoi tenerla, non c’è problema.

“It’s just a flesh wound”

Scritto da Mauro Buti 13 gennaio 2012

Multielephants_knight

Cosentino salvo. La consulta boccia il referendum elettorale.
Non ricordavo una giornata politica così deprimente dall’ultima volta che Silvio vinse le elezioni.

Una brutta botta per noi idivvini (le mani consumate a raccogliere le firme, per cui mi prendono sempre in giro gli amici, a volte non servono proprio per nulla). E una brutta botta anche per la Lega, oramai dilaniata da una lotta intestina senza quartiere. Vincono Napolitano e il governo Monti, che ne esce più stabile e rafforzato (la prospettiva di arrivare al 2013 è più che mai concreta), e soprattutto la golden share berlusconiana. Il PD di Bersani, che non ha firmato il referendum ma lo ha anche sostenuto, festeggia con moderazione e sobrietà. Avanti a vista, sempre con il chiodo fisso di trovare un metodo per annientare tutti i possibili alleati e perdere le prossime elezioni. Al massimo se proprio non si riesce e le si vincono si forma un bel governo di destra con i voti degli elettori di sinistra. Bella lì.

Poco male, la battaglia politica spesso è anche delusione. Verranno giorni migliori. Ma oggi al grido di “noi siamo noi, e voi non siete un cazzo” ha trionfato per l’ennesima volta il lato più brutto e squallido delle istituzioni italiane. Basterà questo ennesimo sfoggio di protervia dei nostri Marchesi del Grillo per risvegliare un vero desiderio di cambiamento? Ai sondaggi l’ardua sentenza: verso metà anno fare il punto della situazione sul nuovo quadro politico sarà più semplice…

Torna a casa, Lassie…

Scritto da Mauro Buti 23 aprile 2011

Viabr

In questi giorni il tema caldo in città è quello di Roberto Lassini, candidato nelle liste del PdL.

Lassini si è guadagnato gli onori della cronaca grazie a un manifesto che associava la magistratura alle Brigate Rosse. Le polemiche che ne sono seguite gli hanno garantito una immensa esposizione mediatica, e con ogni probabilità lo porteranno ad essere eletto nel consiglio comunale in carrozza. Ci può anche stare, del resto. I candidati che sono abbastanza geniali, o abbastanza stupidi, da trovare il modo di guadagnarsi una immensa notorietà di solito vengono eletti. Si tratta di un meccanismo politico ben noto: se si mettono 48 personaggi semi-sconosciuti in una lista a lottare per le preferenze, e di questi solo uno va sulle prime pagine di tutti i giornali per un paio di settimane, di che nome si ricorderà la gente nel buio e nella solitudine della cabina elettorale?

Ma in realtà ci sta anche per molti altri motivi. Ad esempio per il cosiddetto “principio di rappresentanza”. Lassini diventerà consigliere perchè molta gente la vede come lui. Perché il suo pensiero è rappresentativo di una fetta (ahimè) corposa di società.

La Moratti su questa cosa sta impazzendo. A torto o a ragione pensa che Lassini nelle sue liste non sia esattamente una buona pubblicità per fare di nuovo il sindaco.
Anche Berlusconi su questa cosa sta impazzendo. A torto o a ragione pensa che Lassini dica esattamente le stesse cose che dice lui, e quindi cose buone e giuste.

E siamo arrivati al punto. Perchè Lassini deve fare un passo indietro (che infatti non fa) per aver preso una posizione eversiva, se poi è identica a quella del Presidente del Consiglio? Perchè parlare di “brigatismo giudiziario” è eversivo in bocca a Lassini, e lecito e normale quando a disquisire è Berlusconi? Lassini dice una cosa che pensa tanta gente, purtroppo. Ma questa gente pensa così perchè ha parlato Lassini, o piuttosto perché su questi temi imperversa da anni, a reti unificate, Berlusconi?

Cara Letizia, mi spiace. Purtroppo non puoi eliminare Roberto Lassini dalle tue liste. O meglio potresti, ma eliminare Lassini comporta eliminare anche il tuo candidato capolista Silvio Berlusconi. Le due cose vanno di pari passo, nel bene e nel male.

Ci stracciamo le vesti da anni dicendo che “Berlusconi non può”, “Berlusconi non oserà”, “Berlusconi questa volta non arriverà a tanto”… E non siamo molto svegli. Può, oserà, lo farà e arriverà. Berlusconi non è mai cambiato di una virgola: con tutto il male che si può dire di lui almeno è un coerente. Se pensiamo che Lassini sia un cretino, o un pericoloso eversivo, non c’è da piangere lacrime e sangue sullo stato delle istituzioni, andare da Napolitano a chiedergli di toglierlo dalle liste, o da Papa Ratzinger per ottenere la scomunica papale. L’unica cosa che ha un effetto concreto e utile è non votare Lassini alle elezioni, e sostenere qualcun altro. Se pensiamo che Berlusconi stia sfasciando lo Stato pur di non farsi processare non c’è da interrogarsi su “quanto oserà, quanto farà, dove arriverà, dove finiremo”. Lo sappiamo già: oltre (niente panico, però, non saremo soli…)

Basta non votare Berlusconi alle elezioni, e sostenere qualcun altro. Fino a prova contraria ad eleggere Berlusconi siamo stati noi, e ad eleggere Lassini saremo ancora noi.

Sostenere Giuliano Pisapia Sindaco (e se non disturba troppo anche il vostro affezionatissimo consigliere, via… :D ) e sbattersi per riuscire a dargli anche solo un voto in più.
Non andare al mare. Portare la mamma e la nonna che non hanno voglia e devono cucinare al seggio. Con le lusinghe, se necessario.
Tutto il resto sono chiacchere, e vent’anni di disastri e di una classe politica indegna.

Lucky Seven

Scritto da Mauro Buti 22 aprile 2011

È ufficiale, siamo in piena campagna elettorale.
Oggi pomeriggio allaccerò gli scarpini da ginnastica, la fascia da Rambo, e mi preparerò a passare la Pasqua mangiando carta e volantini invece del pranzo tradizionale.

L’obiettivo è ambizioso: distribuirne più dei 50.000 dell’anno scorso. Come sempre a mano, a piedi, e col cuore. Uno ad uno.
Il posto in lista che mi è toccato in sorte sembra essere un auspicio di buona fortuna.

Lucky Seven. 7 – BUTI MAURO.

Speriamo: ci sarà bisogno di fortuna. Per il vostro affezionatissimo e anche per Giuliano Pisapia.
Perché quella di quest’anno sarà una battaglia campale.

Ma non ci basterà solo la fortuna. Un ragazzo ieri sera al Saloon of the Artists di Milano ha visto il volantino e mi ha detto qualcosa come: “Italia dei Valori? E tu in che valori credi? Che valori vuoi portare in Comune?“.
Sono gli stessi dell’anno scorso. Saranno gli stessi l’anno prossimo. Sono sempre gli stessi.

Passione. Lavoro. Sacrificio. Merito.

Scaleremo la montagna delle elezioni lavorando come gruppo, sacrificandoci come singoli, e meritandoci ogni preferenza che prenderemo. Con la nostra passione.

Mi sembra quasi di sentire fischiarmi nelle orecchie Al Pacino in “Any Given Sunday”.
Il sostegno che ci serve per fare qualcosa di grande e bello è tutto intorno a noi. Peggio della pubblicità della vodafone.

“È la politica, ragazzi. È tutta qui”.

E allora basta smancerie, e filare in campo. Non vorremmo mica lasciare Mr Pisapia tutto solo, no?

Day after (2)

Scritto da Mauro Buti 16 dicembre 2010

Nel mentre, la realtà.

Italia terzo paese al mondo per livello di pressione fiscale. Con il 43,5% restano davanti a noi solo Svezia e Danimarca, che come noto vantano una “marginale” differenza a livello di servizi e di stato sociale garantito dalle spese del contribuente. Nel frattempo i mercati accolgono la fiducia a Berlusconi con una certa freddezza. Si possono ingannare elettori ed eletti, ma quando si va sulla fredda pecunia c’è poco spazio per i voli di fantasia, e i facili entusiasmi.

Nasce il Polo della Nazione. Sarà curioso vederlo esprimersi in maniera unitaria su questioni etiche e legate alla laicità dello stato, ma lo strano trio Fini-Casini-Rutelli sembra davvero intenzionato ad intraprendere un cammino comune. La direzione, almeno per ora, è ignota. Del resto in questi giorni si naviga tutti a vista, mentre le varie forze politiche si preparano alla campagna elettorale e alle (quasi) inevitabili consultazioni di marzo. Un vero e proprio giorno del giudizio per i vongolari che hanno tenuto in ostaggio il paese per un decennio, e per tutta la Seconda Repubblica. Tanto per cambiare il mondo si dividerà fra chi è con Berlusconi, e chi invece è contro di lui. L’uomo del fare contro i politici di palazzo. Suona nuovo, vero?

Sicuro che si. Talmente nuovo che potrei già dirvi quale sarà il nodo centrale della prossima proposta di programma di Silvio I. Uno della cui parola ci si può fidare (“abolirò l’ici“, “abolirò il bollo auro“, “abbasseremo le tasse“).
Coraggio: con un po’ di fortuna almeno a questo giro non si riferiranno a lui come “il principale esponente dello schieramento a me avverso”

Real World…

Scritto da Mauro Buti 2 aprile 2010

Le elezioni sono finite.

Prima grande presa di posizione dei due neo-governatori leghisti: la pillola abortiva RU-486 non s’ha da fare. La Chiesa incassa e annuisce soddisfatta, mentre quel furbacchione di Umberto Bossi continua a tessere la sua tela indisturbato. Naturalmente in un paese nel quale non esistono più giornalisti nessuno chiede quanto le posizioni cattoliche siano compatibili con il “Bianco Natale” di Coccaglio, e con il caritatevole atteggiamento di apertura che i leghisti hanno sempre mostrato nei confronti degli immigrati.

Poco male, no?

Tanto il dato interessante è un altro. Non se ne è parlato in campagna elettorale, naturalmente, ma la nostra economia continua ad andare a catafascio. Incremento del rapporto debito/pil (o se preferite rapporto deficit/pil) nel 2009: 5,2% da dato Istat. Ufficiale. Immagino che Tremonti si affretterà a bollarlo come un successo, sulla falsariga del PD che continua a perdere voti e amministrazioni ma festeggia di fronte alle telecamere perché “si è ridotta la forbice”.

Viene da citare un grandissimo film francese come “La Haine” (se non l’avete ancora visto provvedete prima possibile): fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene…

Già, fino a qui. E dopo? L’unica forbice che si sta chiudendo è quella appoggiata al collo della nostra classe dirigente. Una elite di privilegiati che si illude ancora di poter tirare a campare, dimenticando che se il popolo strilla e piange perchè ha fame prima delle riforme scatta l’assalto ai forni. In politica gli equilibri instabili non sono fatti per durare

Posted via email from Mauro Buti

Cuore

Scritto da Mauro Buti 1 aprile 2010

Mentre fatico a rimettere insieme le idee e a rendermi conto che le elezioni sono davvero passate, ne approfitto per pubblicare qualche foto della nostra campagna elettorale “low cost”. Sono certo che chi ha il giusto tipo di occhi non mancherà di capirle e apprezzarle
Il post di analisi sul mio voto è in preparazione, ma dovrete aspettare ancora qualche giorno prima di vederlo pubblicato. Non riesco a fare una riflessione lucida mentre mi sento ancora così tanto coinvolto dal punto di vista emotivo…

A conti fatti la politica fa spesso male al cuore, ma vale la pena di sopravvivere ai suoi lati più crudeli. Perchè le sensazioni che ho provato a contatto diretto con la gente non hanno prezzo.
In questi giorni mi viene spesso in mente la consigliera del PD che in televisione derideva le mie velleità a basso costo: “Non verrai mai eletto”.

Aveva ragione: come prevedibile non sono stato eletto. Ma per inseguire i sogni impossibili e per cambiare le cose bisogna avere il coraggio di perdere. A testa alta.
Anche perché (ahimè) si perde, si perde, si perde. A volte sembra quasi di non fare altro che perdere.

Eppure…

Grazie a tutti gli amici che mi vogliono bene, e a tutti gli elettori che hanno creduto in me. Ricordatevi di questa battaglia, di tutto quello che siamo riusciti a fare con un budget ridicolo, e di queste parole: non finisce qui:)

Posted via email from Mauro Buti

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