Ho ricevuto quasi in tempo reale delle critiche per il mio ultimo post.
“Sottovaluti un problema che non provi sulla tua pelle“, “Ci vorrebbero pene severissime”.
È vero, ci vorrebbero. Ci vorrebbero molte cose che purtroppo oggi non ci sono, in questo paese.
Un post che evidenzia la demagogia e la strumentalizzazione che si fa tirando fuori gli stupri a comando a seconda delle esigenze elettorali non è un sintomo di scarsa sensibilità nei confronti del problema della violenza sulle donne. A riguardo vale la pena di ricordare come per tutti i reati contro la persona valga sempre lo stesso assunto: per tutelare la sicurezza dei cittadini sono imprescindibili pene certe, severe, e comminate con rapidità. Sono imprescindibili forze dell’ordine ben pagate, efficienti, e preparate.
Se chi si fa forte del problema sicurezza è poi il primo a tagliare i fondi che coprono la benzina per le macchine della polizia, ad eliminare le intercettazioni (notoriamente un mezzo molto efficiente per scoprire gli autori di una violenza), e a legislare sui cavilli in modo da facilitare il compito delle difese e la possibilità di arrivare a prescrizione, si evidenzia una contraddizione di fondo.
Perché per tutelare le donne, ahimè, “una ronda non fa primavera”. La ronda, infatti, agisce per arginare il problema a posteriori. Non si propone certo di affrontarlo in maniera complessiva, attaccandolo alle sue radici.
La sensibilità di ciascuno di noi non si misura solo nello scontato sostegno che diamo alle campagne contro la violenza. Si misura anche e soprattutto nella nostra capacità di informarci e di scegliere in maniera critica quali sono le politiche in cui crediamo, e quali cambiamenti auspichiamo per risolvere i problemi sociali che ci indignano e ci feriscono come collettività.
Questo vale in particolar modo per chi fa politica, o si interessa di politica, e accetta in silenzio che a farsi forte del problema della sicurezza sia la stessa gente che opera ogni giorno, e alla piena luce del sole, per sfasciare la giustizia.
Non esiste sicurezza, senza giustizia.
(approfitto dell’occasione per ricordare come il blog e il suo proprietario sostengano le donne e le battaglie a loro relative a tutto campo. Per quanto riguarda la violenza, per le sacrosante quote rosa, per i diritti sul lavoro, e via di questo passo… Una posizione figlia dell’opinione politica e di una passione sincera, sebbene raramente corrisposta, nei confronti della categoria.
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