
- Esteri (il delirio): tsunami in Giappone, centrali nucleari a rischio Chernobyl a due passi da Tokio, guerra in Libia.
- Interni (la stabilità): Silvio autoproduce, per interposta persona di Maurizio Paniz, l’ennesima leggina anti processi. Primo si alla responsabilità civile per i magistrati, e alla “epocale riforma” della giustizia di cui il paese ha tanto bisogno. Nel mentre, silenziosamente, nuovo record per il debito pubblico. Ma 300 milioni nel cesso per boicottare il referendum si possono buttare via sempre in allegria…
- Milano (il vuoto spinto): la Moratti tappezza tutte le fermate del bus della città di sue foto risalenti agli anni 80, e photoshoppate già all’epoca per farla sembrare più giovane. Prosegue il lavoro di sensibilizzazione sulla crisi culturale della città e sulla chiusura della Casa 139 dopo la splendida manifestazione di sabato scorso. Per fortuna che Pisapia c’è, anche nei sondaggi. Farcela è difficile, ma non impossibile…
- Mauro (la stanchezza): lavora troppo. Vorrebbe sfoderare una serie di post bellissimi e di riflessioni sulla politica internazionale, ma allo stato attuale delle cose boccheggia e annaspa anche solo per riuscire a preparare tutto quello che gli servirà di qui a meno di due mesi.
Presto il blog cambierà forma e abbandonerà i massimi sistemi. Come l’anno scorso ci concentreremo per qualche settimana sul piccolo, sul personale, e sulla mia bella Milano. Ebbene sì, “l’è bela”. Nonostante tutti i tentativi di imbruttirla da parte dei soliti noti. Non fidatevi degli eretici che dicono il contrario!
E’ curioso come le amministrative arrivino proprio in un momento in cui c’è così tanta carne al fuoco. Ma sono davvero discorsi nuovi? O piuttosto se ne era già parlato? Del nucleare l’anno scorso, quando il mio partito, da solo, si è sobbarcato la raccolta di firme per il referendum. E della Libia in una delle tante chiacchere sulla crisi economica, quando si diceva che l’effetto più immediato dello shock sarebbero state conflittualità e guerre, specie nei paesi più poveri.
Il Medio Oriente sta cambiando? Forse. O forse no. Alla fine si diceva la stessa cosa coi Talebani in Afghanistan, quando se ne andò lo Scià in Iran, o quando le “forze di liberazione” abbatterono il regime di Saddam Hussein. Il cambiamento crea dei vuoti, e in politica i vuoti si riempiono. Sempre. Ma troppo spesso di cose analoghe, se non peggiori, rispetto a quelle che esistevano prima. Non è forse successo anche nel nostro Bel Paese? In principio era Bettino, e poi fu Silvio. Il Gattopardo insegna…
Strani pensieri, in queste nervose notti pre-elettorali…
Ne riparleremo. E nell’attesa restate sintonizzati: mai come quest’anno tutto è davvero possibile. Ma non senza il vostro aiuto…



















