Il giorno di dolore che uno ha…
11 giugno 2011Ultimo e doveroso aggiornamento a tutti gli amici prima di una necessaria pausa di riflessione.
Il Sindaco di Milano non ha ritenuto che il contributo di IdV in giunta fosse necessario, e quindi il quadro complessivo non si è mosso e il vostro affezionatissimo rimane il primo dei non eletti del suo partito.Credo sia impossibile spiegare a parole quanto faccia male. Alla fine non sono entrato perchè:
- il mio partito ha perso 5 punti rispetto alle regionali (alla vigilia nessuno sulla faccia del pianeta avrebbe mai pensato che non prendessimo nemmeno due seggi col sindaco vincente)
- sono mancati 3000 voti (2,8% invece di 2,5%) per arrivare al secondo resto col metodo d'Hondt (come noto subdolamente sfavorevole per i partiti piccoli)
- non ci è stato possibile partecipare alla giunta
- Giorgio Napolitano non ha firmato il decreto che (fra le altre cose) manteneva a 60 il numero dei consiglieri milanesi. Aggiungerei "grazie a Dio", visti i contenuti complessivi del decreto, ma è curioso notare come con 60 consiglieri sarei stato l'ultimo degli eletti
Ora sarebbe da ben misero uomo lamentarsi di quanto sopra, quindi mi limito ad assorbire il puro dolore che ne deriva. Cercate di capirmi: per essere eletto un cristiano qualunque ci butta soldi, passione, sangue. A questo giro ho lasciato sul campo 7 chili, e un po' di sanità mentale, decidete voi se un po' di sofferenza è una reazione lecita.
Ma passiamo oltre. I singoli non sono nulla e la politica è tutto. E cosa ci dice la politica? Ci dice che il Sindaco ha ritenuto di volere al suo fianco Tabacci, esponente centrista, e di non volere al suo fianco nessun esponente di IdV. Non mi risultava fosse questa la sua posizione durante la campagna elettorale, ma sarebbe da ben misero uomo lamentarsene, no? Già sento le urla: "ORRORE, LOTTIZZAZIONE, FUORI I PARTITI DALLE GIUNTE". Mah…Sarò di parte ma fatico a vedere come lottizzazione il coinvolgimento di qualcuno dei tanti che si sono spaccati la schiena perché domenica si possa votare ai referendum. E fatico a vedere come "partito ingerente e dannoso" proprio il mio. O piuttosto è ingerente e dannoso nel senso che rompe le balle averlo in mezzo ai piedi? Io non ho niente contro Tabacci. Mi piace Tabacci. Mi piace la giunta ampia e trasversale. Certo, mi "infastidisce lievemente" vedere Tabacci fare il parlamentare E l'assessore dopo decenni di carriera politica. Di modo che il sottoscritto finisca a non fare niente del tutto. Mi "infastidisce lievemente" anche il suo partito di appartenenza, che ha dato spazio e casa a personalità politiche non sempre vicine alla mia sensibilità. Ma al di là di Tabacci mi infastidisce moltissimo che nella seconda città d'Italia sia utile e positivo avere in giunta i centristi, *quelli che il Sindaco nemmeno lo hanno sostenuto*, e negativo avere noi. Il messaggio che passa è terribile. Da quando è cominciato tutto il can can sulle alleanze ho sempre avuto la vaga impressione che fra tanti teorici "amici" qualcuno ci odi, e ci preferisca morti. Ma cosa vuol dire per la gente e per i cittadini averci morti? Cosa rappresenta il mio partito? Guardandola in senso ampio direi che al di là di limiti e difetti che inevitabilmente affliggono tutti i partiti IdV incarni un richiamo forte al rispetto della legalità (e una buona volta prima per i colletti bianchi, che per il sedicenne fumatore di spinelli) e alla questione morale. Una sintesi fra idee liberali (sul serio, non alle vongole berlusconiane) per economia e informazione, e posizioni laiche e progressiste sulle grandi questioni ambientali ed etiche. La voglia di cambiare in meglio e di non accettare passivamente la prepotenza e il sopruso dei potenti. Quella che già da anni un pezzo d'Italia esprime pur senza riuscire a vincere e a sfondare. Sarebbe stata migliore l'Italia se in questi anni IdV non fosse stata in parlamento? Oggi su Berlusconi dicono quasi tutti le stesse cose che dicevamo noi da sempre. E se non le avesse dette nessuno tre anni fa dove saremmo adesso? Siamo stati inutili, allora? Mentre ci opponevamo agli inciuci e alla legittimazione di Silvio? A chi conviene IdV fuori dall'alleanza del futuro in favore dei centristi? Fuori dalle amministrazioni? Ai cittadini e agli italiani, per caso? Non credo proprio. Mi piacerebbe parlare con Adriano Celentano, una volta. Solo cinque minuti. Gli vorrei raccontare il riassunto della mia storia politica personale. Giusto per fare due risate e vincere l'imbarazzo. E poi chiedergli cosa dovremmo fare secondo lui per riuscire a farci vedere come una entità utile, sana, e positiva per il paese. Perchè lui sa che possiamo esserlo. Almeno credo. Ha sempre espresso parole di apprezzamento per Di Pietro, e di sicuro sa che se domani voterà è perchè centinaia di fessi come me si sono armati di spilline IdV e sono andati a farsi venire le mani gonfie a forza di raccogliere firme. Eppure a Milano in giunta non ci vogliono. Non serviamo, a quanto pare. Adriano, secondo te con noi fuori dalla giunta la lotta contro la cementificazione e gli abusi su Expo ne risulta rafforzata o indebolita? Noi fuori, rifondazione fuori, i radicali fuori, i grillini nemmeno parlarne. È un buon segno? È la sconfitta della lottizzazione? Non lo so più nemmeno io. Forse davvero è così. IdV è un "malvagio partito", e sotto sotto sono malvagio pure io. Rosico divorato dalla mia ambizione, e dai miei personali sogni di gloria. Uguale a tutti gli altri, altro che trentenne di belle speranze. Allora ci sta che in giunta ci vada qualcun altro. Speriamo faccia bene. Peggio di quelli prima è quasi impossibile, parte avvantaggiato. A Giuliano Pisapia: ti sei preso la responsabilità delle tue scelte. Ci sta, lo accetto. Non credo leggerai mai queste righe, ma se le leggi sappi che fra quelle responsabilità c'è anche quella di avermi spezzato politicamente il cuore. Perchè io ho amato tantissimo questa campagna. Nella quale il mio partito ti ha difeso e supportato in ogni modo, specie quando eri in difficoltà. Come credi che ci possiamo sentire oggi io e i tanti altri fessi con le mani gonfie come me a fronte delle tue scelte? Ti ho visto quattro volte in campagna elettorale, e ti ho sempre detto la stessa cosa. Punto primo "vinci", punto secondo "ricordati che hai promesso di fare il wi-fi". Magari non farò più il politico da grande, ma se entro fine anno cicchetto sul tablet per strada a spese del Comune promesso che la faccio un po' meno drammatica, la pianto di menare il torrone sulla mia disfatta, e ti perdono per aver trovato un vecchiaccio come Tabacci più sexy di noi idivvini. Ti do fiducia, in ogni caso. Per il 50% le richieste le hai già mantenute. Buon lavoro e in bocca al lupo di cuore. Dopotutto in qualche modo ho contribuito anche io: con il colpo di grazia del nome sbagliato sui tabelloni ho esaurito da solo la quota di sfighe spettante a tutta la coalizione.
Direi che è tutto. Ronzinante riposa e mangia la sua biada. Se avrà ancora un'altra corsa negli zoccoli lo scopriremo solo vivendo. Nell'attesa io mi ripiglio, consapevole che ci vorrà un po'. … Grazie a tutti quelli che hanno seguito con affetto, e hanno voluto bene all'impegno e alla passione. Ne vale sempre la pena. Anche per un solo momento, anche per uno solo di voi.
A voi studio.
















