Mauro Buti

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Cuore

Scritto da Mauro Buti 1 aprile 2010

Mentre fatico a rimettere insieme le idee e a rendermi conto che le elezioni sono davvero passate, ne approfitto per pubblicare qualche foto della nostra campagna elettorale “low cost”. Sono certo che chi ha il giusto tipo di occhi non mancherà di capirle e apprezzarle
Il post di analisi sul mio voto è in preparazione, ma dovrete aspettare ancora qualche giorno prima di vederlo pubblicato. Non riesco a fare una riflessione lucida mentre mi sento ancora così tanto coinvolto dal punto di vista emotivo…

A conti fatti la politica fa spesso male al cuore, ma vale la pena di sopravvivere ai suoi lati più crudeli. Perchè le sensazioni che ho provato a contatto diretto con la gente non hanno prezzo.
In questi giorni mi viene spesso in mente la consigliera del PD che in televisione derideva le mie velleità a basso costo: “Non verrai mai eletto”.

Aveva ragione: come prevedibile non sono stato eletto. Ma per inseguire i sogni impossibili e per cambiare le cose bisogna avere il coraggio di perdere. A testa alta.
Anche perché (ahimè) si perde, si perde, si perde. A volte sembra quasi di non fare altro che perdere.

Eppure…

Grazie a tutti gli amici che mi vogliono bene, e a tutti gli elettori che hanno creduto in me. Ricordatevi di questa battaglia, di tutto quello che siamo riusciti a fare con un budget ridicolo, e di queste parole: non finisce qui:)

Posted via email from Mauro Buti


La grande attesa per il voto regionale di questo weekend si è risolta in un nulla di fatto. Il paese del Gattopardo, quello dove tutto cambia di modo che si riesca a non cambiare mai nulla, è riuscito nell’impresa di confermare se stesso.

Due vincitori indiscutibili:

  • l’astensionismo, lo schifo e il distacco della gente (primo partito italiano, ma come noto si tratta di un problema che con la politica non ha a che vedere…)
  • la Lega Nord di Umberto Bossi

Uno sconfitto indiscutibile:

  • il PD (novità, novità…)

Nelle ultime settimane bisogna dare atto a Berlusconi e ai suoi di aver tentato in ogni modo possibile di perdere le elezioni. Figure da cialtroni a ripetizione, problemi con le liste, panini, scontri interni, intercettazioni e ingerenze in RAI oltre il livello dello Zimbabwe… Purtroppo l’armata brancaleone del Popolo della Libertà Provvisoria (copyright: Marco Travaglio) si è scontrata con un nemico imbattibile: la cronica allergia alla vittoria da parte dei quadri dirigenti del Partito Democratico. Della quale parlarono già altri molto prima di me

Il sedicente partito riformista ha espresso come leader, nelle regioni in cui ha perso:

  • Agazio Loiero in Calabria
  • Vincenzo De Luca in Campania
  • Mercedes Bresso in Piemonte
  • Emma Bonino in Lazio
  • Filippo Penati in Lombardia
  • Giuseppe Bortolussi in Veneto

Criticare a posteriori è fin troppo facile, ma non si può non notare come si tratti di politici di una certa età, riciclati, con una ampia carriera alle spalle. E quindi dotati di uno scarso appeal nei confronti di quella parte di elettorato (sempre più incisiva: viste le percentuali dei Grillini?) affamata di nuovo e cambiamento. Allo stesso modo non si può non notare come sia andato l’unico candidato di rottura: Nichi Vendola in Puglia. Lo stesso contro cui il PD aveva lottato strenuamente fino all’ultimo secondo utile, pur di imporre il nome di un altro probabile perdente: il d’alemiano Boccia.

Si sente ogni giorno straparlare di ricambio generazionale. Ma dove sono le facce nuove? Perchè non escono mai? Forse non possono uscire, e sta proprio qui l’inghippo.

Berlusconi vince le elezioni perchè può permettersi di occupare militarmente la TV negli ultimi giorni prima del voto, e perché così facendo ricorda la sua esistenza a un elettorato troppo annoiato, stufo e disinformato per poter anche solo pensare di cambiare qualcosa. Se esistesse una alternativa reale, però? Dotata di una faccia, una storia e delle idee in chiara controtendenza rispetto a quanto visto finora? Bucherebbe il televisore e i cuori un vecchio pelato che urla e sputa di comunisti e complotti da due decenni?

Non capisco perchè il PD odi e tema così tanto quelle primarie che sono parte del suo statuto. Le primarie fanno emergere candidati diversi da quelli di apparato e sono imprevedibili, ma rimangono un grande strumento di democrazia. Fanno sentire la gente coinvolta e partecipe, e in ultimo fanno anche vincere (Vendola, Renzi…). Perchè non usarne e abusarne, in previsione di elezioni a bassa affluenza? Chissà…

Cambiano gli anni, e cambiano i segretari, ma gli istinti suicidi del PD non accennano in alcun modo a diminuire. Per fortuna la sindrome da “grande partito privo di identità” ha contagiato anche il PdL. La creatura di cartone modellata da un predellino a immagine e somiglianza del suo leader difficilmente resterà unita ancora a lungo. Del resto la tenuta politica di Silvio è a rischio a prescindere dal discreto risultato elettorale: l’agonia economica del paese si può allungare di qualche mese, ma le condizioni al contorno e gli indicatori non lasciano scampo. Mi aspetto una crisi interna di ampie proporzioni entro la fine dell’anno, che si potrà risolvere con un rimpasto, o più probabilmente con un governo delle riforme. La mia previsione, in ogni caso, è che il ventennio Berlusconiano sia al crepuscolo.

Ma anche l’eventuale epilogo potrebbe rivelarsi una gioia breve. Il quadro politico destinato ad emergere dallo sfaldamento di grandi partiti privi di anima e spina dorsale è del tutto imprevedibile. Come disse giustamente Veronica Lario: “il pericolo non sta tanto in Silvio, quanto piuttosto in chi lo seguirà”. E il fatto che in mezzo al prevedibile caos e alla lotta per il potere il partito più strutturato e radicato sul territorio italiano sia la Lega Nord costituisce una realtà sempre più preoccupante, con la quale il paese sarà presto costretto a fare i conti

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E così…

Scritto da Mauro Buti 30 marzo 2010

680 preferenze fra Milano e Provincia, settimo nella circoscrizione, e quinto in Comune.
Non basta per passare, ma non è andata affatto male…

Vorrei dire tante cose, ma le riassumo in una sola parola: grazie. 680 e più volte.

A livello nazionale invece non è andata altrettanto bene. Ma per commenti più approfonditi vi rimando ai prossimi giorni…

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Il meglio del nostro meglio…

Scritto da Mauro Buti 23 marzo 2010

Siamo in dirittura d’arrivo, e nonostante la fatica inizi a farsi sentire teniamo duro e stringiamo i denti.

Qua di sopra potete ammirare il meglio del nostro meglio: 100 secondi realizzati dal nostro Massimo “gendama” Loiacono che sintetizzano da soli tutto il cuore, la passione, e l’energia che abbiamo speso in questa campagna elettorale. Guardateli, e se possibile diffondeteli.

Siamo partiti con soli 1000 euro, eppure il nostro materiale non sfigura rispetto a campagne portate avanti da professionisti, con budget da sogno. In questi ultimi giorni sto passando le mie giornate in giro per la città a dare volantini, ma la realtà è che adesso non dipende più né da me, né da noi. La campagna elettorale siete voi che leggete, e che contribuite mandando una mail, un messaggio su facebook, o un tweet ai vostri amici.

Grazie di averci seguito fin qui.

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L’avventura più grande

Scritto da Mauro Buti 26 gennaio 2010

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Molti di voi già lo sanno, ma una ufficializzazione è d’obbligo. Alle Elezioni Regionali di Marzo correrò in Lombardia per Italia dei Valori, nella circoscrizione Milano e Provincia. Si tratta di un grandissimo onore, che mi è stato tributato come riconoscimento a diversi anni di lavoro e di impegno spesi nelle file del partito. Grazie di cuore, quindi. Al Presidente Antonio Di Pietro, e a tutti coloro che hanno creduto e continuano a credere in me.

Alcuni anni fa, mentre già intuivo che la mia carriera universitaria si sarebbe arenata contro lo scoglio di un sistema bloccato e inamovibile, ho preso una decisione drastica. Non era possibile continuare a lamentarsi all’infinito dello stato di cose nel paese, e non lottarci contro. E poiché la gestione di un paese in ultimo è deputata alla politica, ho ritenuto che l’unica soluzione logica fosse quella di individuare un partito vicino, e di darmi da fare al suo interno.

Così è stato. Ho cominciato un po’ intimorito, partecipando alla prima riunione politica che avessi mai visto in vita mia. E da lì le cose sono proseguite in maniera naturale, fino a trasformare un vago interesse in una attività abituale, parte della mia vita quasi quanto un lavoro vero e proprio.

Fare politica dal vivo, e partendo dalla base della base, è stata un’avventura incredibile e affascinante. Una lezione di vita e di metodo dura e formativa, che mi ha fatto crescere in una maniera impensabile a priori… L’attività che un partito svolge quotidianamente è parecchio diversa dal dibattere di massimi sistemi sulle pagine di un blog, o dai privilegi principeschi della “casta”. Somiglia più da vicino a giornate passate al freddo per raccogliere delle firme. A telefonate a non finire per avere una sala, per chiudere una mozione, o per gestire gli equilibri del gruppo. A pile e pile di volantini da distribuire, o di aggiornamenti da scrivere per il sito ufficiale. A serate spese stando intorno a un tavolo ad ascoltare, invece che fuori con gli amici con una birra in mano. Fra entusiasmi, arrabbiature, speranze e delusioni…

Cito uno dei miei mentori: “La politica è composta al 99% da attività oscure, faticose e ingrate, che spesso si portano avanti fra l’indifferenza generale. Ma di rado, solo di rado, si focalizza per un breve attimo e si trasforma in qualcosa di grande. Diventa un movimento partecipativo, immenso, inarrestabile, e ci regala l’inebriante sensazione di poter davvero cambiare le cose. Di poter fare qualcosa di bello per noi stessi e per gli altri. Per la comunità…

… salvo poi ritornare uguale a se stessa subito dopo”. :D

E così eccoci qua, alcuni anni dopo. Nella politica ho messo tutto il meglio che avevo da dare. Il cervello e le idee, così come la tenacia e il sacrificio. Ho sempre pensato, e penso tuttora, che solo un accurato mix di tutti questi ingredienti permetta a ciascuno di noi di fare la differenza, e di sopravvivere alle alterne fortune che la sorte ci regala fino a costruire qualcosa di importante.

Per una persona che ama la politica, e che fa politica, il confronto elettorale è l’avventura più grande. Il sottoscritto non fa eccezione, e il suo spazio personale dovrà per forza di cose cambiare faccia in funzione di ciò. Nelle prossime settimane avremo quindi modo di scoprire insieme un lato molto più intimo e diretto del mio fare politica. Bisognerà “metterci la faccia”, e non mi tirerò certo indietro.

Correrò consapevole dei miei enormi limiti, e della mia totale inesperienza, ma senza risparmiare nemmeno una briciola di sforzi. Inseguendo prima ancora che un buon risultato l’idea di un approccio nuovo e diverso nei metodi e nei contenuti.

Perché il cambiamento che stiamo aspettando, alla fine, siamo sempre e solo noi…

Dedicato a te, con infinita stima, ammirazione e affetto. Perché mi manchi, perché penso sempre ad Aspen, Colorado, nel 1970, e perché senza di te nulla di tutto questo sarebbe mai potuto accadere…

Posted via email from Mauro Buti

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