Mauro Buti

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C’è un miglioramento!

Scritto da Mauro Buti 15 maggio 2009

berlusconi1Lo ha affermato Silvio Berlusconi, come di consueto senza preoccuparsi in alcun modo di valori vetusti e superati come la realtà e il buon senso. Cose del passato, nell’era della comunicazione mediatica “Made in Arcore“…

L’esercizio di equilibrismo dialettico del premier è delizioso, specie se si considera che l’uscita viene in commento ai dati Istat per il Prodotto Interno Lordo nel primo trimestre 2009.

Con -5,9% abbiamo registrato la contrazione più ampia della storia della statistica, cominciata nel lontano 1980. Si tratta di un dato drammatico, che fotografa impietosamente la terribile situazione dell’economia italiana. E a riguardo ha ben poca importanza cosa dica il premier, dal momento che il problema sono e rimangono i fatti.

Negli anni di crescita siamo stati a lungo il fanalino di coda dell’area Europa, e in quelli di tracollo difendendiamo la nostra prestigiosa posizione di classifica con le unghie e coi denti. I conti pubblici allo sfascio, del resto, sono uno di quei casi emblematici nei quali la politica italiana ha sempre potuto vantare una certa coerenza bipartisan. Un po’ come per i tagli a scuola, ricerca e università…

Che dire di più? Rispetto alle stime del tesoro (-4,2%) il dato Istat è peggiore di quasi due punti percentuali. Se il trend non si inverte il nostro rapporto Debito/PIL volerà altissimo, ben al di là di quanto non abbia già fatto nei ruggenti anni di governo di Bettino Craxi…

Il rischio che si corre è sempre lo stesso: un tracollo brutale, una spirale inarrestabile di perdite e fallimenti, lo spettro del modello argentino e dell’insolvenza…
E anche senza credere in scenari così tragici il problema di fondo permane. Il punto non è tanto uscire dalla crisi (un evento che dipende soprattutto dell’andamento dei mercati globali), quanto piuttosto l’assetto con il quale ci si prepara a sfruttare la ripartenza.

Un po’ come un centometrista che parte da seduto, invece che rannicchiato sui blocchi, il nostro paese rischia di riscoprirsi ancora una volta statico e immobile, governato da una classe dirigente vecchia e priva di fantasia proprio durante il momento decisivo della ripresa. Una colpa imperdonabile che verrà come sempre accollata alle generazioni future, e pagata negli anni…

Che bello, è finita la crisi! :)

Scritto da Mauro Buti 11 maggio 2009

48edd134a292b_zoom2Quasi sembra che non ci sia stata, vero?

Mr Trichet, presidente della Banca Centrale Europea, ha dichiarato come la crisi economica abbia toccato il fondo e il mercato sia tornato ai livelli precedenti al fallimento della Lehman.

Sicuro. Le notizie del fallimento Lehman iniziano a circolare a settembre 2008, con il Dow Jones a 11.500 e il suo equivalente europeo, il DJ Euro STOXX, a 3350. Oggi i valori sono rispettivamente 8500, e 2400.

Mi segno le roboanti affermazioni di Mr Trichet, quindi, e le inserisco a fianco a quelle di Mr Roubini (uno dei pochissimi economisti ad aver previsto con largo anticipo il tracollo finanziario che stiamo vivendo in questi mesi) sulla finta guarigione delle banche Usa, e a quelle di Mr Cheng (presidente dello Stock Exchange di Hong Kong) rivolte ai risparmiatori: “a questi livelli e in questa borsa io non investirei un soldo“.

Nell’attesa di scoprire quale sarà il futuro dell’economia mondiale, però, magari vale la pena di osservare cosa stia accadendo a quella italiana. Il premier Berlusconi ci ha ricordato a più riprese come la situazione italiana sia stabile e strutturalmente migliore rispetto a quella degli altri attori europei. E come non fidarsi?

Istat, dato sulla produzione industriale nel trimestre gennaio-marzo: -23,8%. E’ il dato più basso mai registrato nella storia di questa statistica, cominciata nel gennaio del 1991.
Ministero dell’Economia sul gettito fiscale nello stesso trimestre: -4,6%. Si potrebbe lungamente dibattere su quanto del calo derivi dall’evasione, e quanto dalla crisi economica. Ma sarebbe un dibattito futile in un paese nel quale il sommerso è pari a un quinto del prodotto interno lordo.

Allora, cari lettori, aprofittiamo della fine della crisi e ragioniamo con calma. Diminuisce la produzione industriale, diminuisce il PIL, e nel frattempo aumenta il debito pubblico perchè mentre si continua a sprecare (Alitalia, mancato accorpamento del referendum alle elezioni europee, fallimento del comune di Catania…) diminuiscono le entrate.

Siete preoccupati, per caso?
Maledetti disfattisti! Pentitevi e cangiate vita!

Non è mai troppo tardi per redimersi, in questo paese. Come gli apostoli prima di noi possiamo sempre abbandonare le nostre reti ad Arcore e seguirLo. In pellegrinaggio ad Aulla, per riflettere e pregare di fronte al monumento per “le vittime di tangentopoli”…

Verità e illusione

Scritto da Mauro Buti 6 maggio 2009

6a710bd08sdadaadsbac70c07a8947861b4b1e2dMentre il dibattito Berlusconi-Lario infuria, promettendo fuoco e fiamme per i mesi a venire, vorrei proporre ai miei 25 lettori una visione alternativa delle cose, di quelle che difficilmente trovano spazio sui media canonici.

Ieri, il 5 maggio 2009, sono uscite le statistiche del garante delle telecomunicazioni relative alle presenze televisive delle varie forze politiche durante il mese di aprile. Sono tante tabelle e tanti numeri, e leggerli è faticoso. Vi propongo solo i più importanti, quindi: i tempi di antenna durante i principali telegiornali nazionali. Cioè la somma dei secondi durante i quali i giornalisti riportano notizie relative a una forza politica, e di quelli nei quali sono proprio gli esponenti politici a parlare direttamente nei microfoni.

La statistica mette a confronto in un’unica tabella i tempi dedicati ai partiti e quelli dedicati ai soggetti istituzionali (Presidente della Camera, Presidente del Senato, Presidente della Repubblica, Presidente del Consiglio, Governo…)

3-15 Aprile, RAI (TG1, TG2, TG3, RAINEWS 24)
PdL 4,76%
Lega 2,76% (!!!)
PD 15,68%
IdV 1,94% (!!!)
UdC 4,36%
Presidente del Consiglio 29,57%
Governo 16,1%
(totale complessivo per i partiti: 34,67%, per le istituzioni: 65,33%)

Direttamente afferente a maggioranza: 29,57 (Berlusconi) + 16,1 (Governo) +  4,76 (PdL) + 2,76 (Lega) = 53,19%
Direttamente afferente a opposizione: 15,68 (PD) + 1,94 (IdV) + 4,36 (UdC) = 21,98%

Riassumendo: sui TG della RAI Berlusconi ha da solo più presenza di tutta l’opposizione, e forze dichiaratamente di maggioranza occupano 2,5 volte più spazio rispetto ai tempi riservati all’opposizione.

3-15 Aprile, Mediaset (TG4, TG5, Studio Aperto, TgCOM)
PdL 6,5%
Lega 1,27% (!!!)
PD 6,23%
IdV 0,39% (!!!)
UdC 2,63%
Presidente del Consiglio 51,61%
Governo 14,37%
(totale complessivo per i partiti: 19,45%, per le istituzioni: 80,55%)

Direttamente afferente a maggioranza: 51,61 (Berlusconi) + 14,37 (Governo) +  6,50 (PdL) + 1,27 (Lega) = 73,75%
Direttamente afferente a opposizione: 6,23 (PD) + 0,39 (IdV) + 2,63 (UdC) = 9,25%

Riassumendo: sui TG di Mediaset Berlusconi ha da solo cinque volte la presenza di tutta l’opposizione, e forze dichiaratamente di maggioranza occupano 8 volte più spazio rispetto ai tempi riservati all’opposizione.

Quando vi chiedete come possa Berlusconi vincere delle elezioni pur facendo gaffe e scandali a giorni alterni, considerate che per un buon 80% dell’elettorato l’unico canale di assorbimento di informazioni politiche è il telegiornale. Poi riguardate le tabelle, e scegliete con molta calma se (visto l’andazzo) conviene o meno restare a fianco di miss Lario, nel 25% di miserabili che ancora non amano il premier più bello del mondo.

Ma saranno davvero il 25%, poi? O le cose dipendono piuttosto dal lato da cui le si guarda, e da chi ha il potere e la possibilità di dirle? Se il leader più amato dagli italiani è anche quello più disprezzato dagli europei (approvazione: 17%, fonte: sondaggio Harris Interactive per France24 e International Herald Tribune), allora cosa è verità, e cosa illusione?

“Non posso stare con un uomo che frequenta minorenni”

Scritto da Mauro Buti 4 maggio 2009

ITALY BERLUSCONI'S WIFECosì dice Veronica Lario, annunciando le sue intenzioni di divorziare dal premier più amato del mondo. Nel misero 25% dei dissidenti rimasti era inclusa anche la moglie, a quanto pare…

Marco Travaglio osserva maligno come i tempi televisivi dati alla notizia siano stati leggermente bassi, specie in considerazione della rilevanza e della durezza delle affermazioni della (ex?) signora Berlusconi. Le intemperanze sessuali del presidente sono stranote, ma una first lady che da del pedofilo al marito è comunque difficile da passare sotto silenzio.

Presto comincerà il bombardamento mediatico, e la Lario verrà fatta a pezzi. Difficile considerarla una vittima, specie se si pensa alla buona uscita dorata che le varrà la separazione, ma è comunque curioso notare come il miglior attacco di opposizione di questa legistaltura abbia un nome e un cognome, e non sia quello di un dirigente del Partito Democratico. Una sorpresa, vero? Non a caso, del resto, Franceschini si è affrettato a sottolineare come non intenda sfruttare l’accaduto a proprio vantaggio (non sia mai, si potrebbero addirittura guadagnare dei voti…)

Invece temo proprio che della vicenda si parlerà ancora parecchio, nel bene e nel male. Il teatrino di media e politica non può resistere al richiamo del sangue. E’ una questione di istinto naturale, e contro l’istinto nulla si può. Anche se l’Imperatore Silvio preferirebbe il silenzio.

E come dargli torto? Di fronte a quanto sta accadendo giorno dopo giorno nella nostra bella Italia forse non è rimasto più molto da dire…

Bisogna specchiarci in questo paese, vederlo per quello che e’ in realta’. Un paese in cui le madri offrono le figlie minorenni in cambio di un’illusoria notorieta’. Un paese in cui nessuno vuole fare piu’ sacrifici perche’ tanto la fama, i soldi, la fortuna arrivano con la tv, con il Grande fratello. Che futuro si prepara per un paese cosi? (Veronica Lario)

Fa male?

Scritto da Mauro Buti 1 maggio 2009

rocky2Notizie della settimana.

  • Silvio Berlusconi partecipa al 18esimo compleanno della giovane Noemi Letizia. Noemi vuole fare la showgirl, chiama il Presidente del Consiglio “papi“, e sfoggia con orgoglio la collana d’oro ricevuta in regalo dall’illustre amichetto (a cui è legata da un rapporto di natura imprecisata). Le credenziali in regola per fare politica ci sono tutte, ma per ora il giovane virgulto della scuderia Berlusconiana snobba le regionali 2010, e dichiara di puntare direttamente ad un seggio da deputata.
  • Veronica Lario definisce le liste del PdL spruzzate di veline e soubrette “ciarpame senza pudore“, e si proclama insieme ai suoi figli una vittima della situazione e dei vezzi dell’Imperatore d’Italia. Berlusconi reagisce dichiarando che Veronica è stata ingannata dalle bufale della sinistra, e che nelle candidature non troveranno spazio persone maleodoranti e malvestite (non c’è di che preoccuparsi: possiamo presumere che affolleranno comunque tutti gli altri schieramenti). Quindi ritocca brutalmente i suoi elenchi, eliminando qualche testa bionda di troppo e scatenando l’ira delle escluse. Tutto è bene quello che finisce bene…
  • Il premier parla di se stesso. Poco di nuovo sotto il sole… Con il rapporto Debito/PIL che galoppa verso il 121% (stime del Fondo Monetario Internazionale per il 2010) Berlusconi ci ricorda che possiamo uscire prima e meglio di altri dalla crisi economica. Buio pesto sul come ottenere l’ambizioso obiettivo, naturalmente, ma non c’è nulla di cui preoccuparsi perchè “Silvio è meglio di Obama“. Forte del 75,1% di consensi il premier italiano è il più amato di tutto il mondo, e corre felice e spensierato verso il 100% che ha sempre sognato.

E prima di concludere po’ di spazio anche ai trafiletti di scarsa rilevanza:

  • Clementina Forleo viene “riabilitata” dal Tar. Il suo trasferimento fu illegittimo. A nessuno importa più nulla,  dopo anni, ma almeno scalda un pochino il cuore che da qualche parte in questo paese esista ancora il concetto di verità e di fatti.
  • Luigi De Magistris viene prosciolto per il caso Toghe Lucane. Per la disperazione di Filippo Facci e del Giornale non è più possibile nemmeno dire che Di Pietro candidi un indagato. Strano, vero? Avevamo avuto tutti l’impressione che fosse di De Magistris che si doveva diffidare, specie mentre il PdL candidava Clemente Mastella in circoscrizione sud.
  • In due righe minuscole, ovviamente assenti da tutti i giornali, si apprende come il segretario dei giovani del PD Fausto Raciti abbia invitato gli under 30 a non fare campagna elettorale e a non sostenere le liste proposte dal partito per le Europee. Questo perchè nessun candidato giovane è stato accettato da Dario Franceschini, convinto di far passare il rinnovamento dai 39 anni di Deborah Serracchiani. Sempre più strano, vero? E se volete farvi due risate sul ricambio generazionale, di cui tutti i politici si riempiono la bocca da un lustro e più, vi basta contare il numero di under 35 presentati da ciascun partito. Sotto le veline, niente.
  • L’Italia, unica nazione in tutta Europa, fa un passo indietro riguardo alla libertà di stampa, passando da “libera” a “parzialmente libera” nel rapporto dell’organizzazione indipendente “Freedom House”. I più maligni sostengono come la questione possa essere non del tutto slegata rispetto al consenso plebiscitario ottenuto dal premier più amato del mondo.
  • Buona ultima la notizia meno interessante di tutte: è dal 2006 che esisteva una lista dei palazzi a rischio crollo in Abruzzo. Erano 137, fra cui diverse costruzioni divenute poi famose per le tragedie (ospedale, casa dello studente, scuole…). Sono venuti giù quasi tutti. Curioso come in Italia in molti siano pronti a donare un euro via sms quando c’è una calamità, ma nessuno si interessi mai dei responsabili. Così la Impregilo di turno continua a fare incetta di appalti, e ci apprestiamo felici a far costruire un ponte di tre chilometri sullo Stretto di Messina da chi ha credenziali robuste come il calcestruzzo tagliato male, o il cemento armato alla sabbia marina. Allegria!

E quindi, cari lettori? Fa male? Non ancora abbastanza, a quanto pare…

Ma si consoli chi soffre e sanguina di fronte all’ennesimo scempio politico, e ad una classe dirigente che ripropone sempre e solo se stessa. Presto farà ancora più male. L’ostinazione che porta a non voler cambiare si trasformerà in una sofferenza insopportabile per la società tutta, e questo lascerà agli idealisti e ai sognatori il minuscolo spazio che serve loro per lottare e credere ancora.

Perchè laddove falliscono il buon senso, la logica, e quella ovvia verità che si fa sempre più palese agli occhi di tutti, forse potrà riuscire il dolore. Rivelandosi la forza propulsiva che spingerà finalmente un paese immobile verso qualcosa di diverso e di nuovo…

Che cos’è il Genio?

Scritto da Mauro Buti 24 aprile 2009

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Finalmente: buone notizie!

Scritto da Mauro Buti 22 aprile 2009

Dopo aver gettato dalla finestra qualche miliardo di euro per l’affaire Alitalia, il governo mostra di nuovo la sua propensione al risparmio. E ci mancherebbe il contrario, in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo.

Non ci sono soldi per la scuole e l’università, non ci sono soldi per i precari e i disoccupati, non ci sono soldi dentro alle “social card”, non ci sono soldi per le casse integrazioni, ma ci sono centinaia e centinaia di milioni di euro da buttare pur di non far andare a quorum il referendum sulla legge elettorale, accontentando così una preoccupatissima Lega Nord.

Per una buona causa, i soldi si trovano sempre. E così, 20 anni dopo, la Lega di lotta e di governo cambia definitivamente sponda, e sposa la causa di quella Roma sprecona e ladrona contro la quale si scagliava un tempo. Sic transit gloria mundi…

Nel frattempo, silenziose e sornione, si alzano le stime del Fondo Monetario Internazionale riguardo al costo della crisi e al nostro debito pubblico: per il 2010 adesso si parla del 121%.

Il premier Berlusconi continua tenace nel suo inseguimento al record siglato a suo tempo dall’amico Bettino. Auguri…

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