Mauro Buti

Political & Social Networking…

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Grandi ritorni…

Scritto da Mauro Buti 29 aprile 2011

Locandina2

Dopo una lunga assenza il vostro candidato preferito tornerà a calcare le scene degli studi televisivi più “in” della bassa milanese.

Parteciperò alla trasmissione “Notizie Oggi” di Sabato 30 Aprile 2011. L’orario da come sempre le dimensioni delle durezze e le difficoltà insite nell’azione politica: 6:00am – 8:00am.
Sto riflettendo seriamente sul da farsi.

  • Opzione a: volantinare fino a notte fonda sui Navigli, tirare dritto e andare a dibattere fresco come una rosa subito dopo aver finito serata
  • Opzione b: saltare il volantinamento nella *preziosissima* serata di venerdì, stare tranquillo, e andare a dibattere forte del sonno dei giusti

Inutile dire come al momento la prima ipotesi sia ampiamente più quotata…
Quelli di voi che saranno con me sui Navigli potranno visionarmi in diretta prima di svenire sul Canale 83 del digitale terrestre, o sul canale 883 (parlavamo di numeri simbolici qualche post fa, o sbaglio? :D ) sul satellitare di SKY.

Per tutti gli altri ci sarà, come di consueto, la visione liberamente obbligatoria sul nostro canale youtube.

Risposte agli elettori…

Scritto da Mauro Buti 27 aprile 2011

Dipietro_grillo_demagistris

Andando in giro per i consueti volantinamenti al calor bianco “da campagna elettorale” una delle domande che ho ricevuto più di frequente è stata sul Movimento a 5 Stelle di Beppe Grillo. Il Movimento, come noto, è molto vicino al mio partito per contenuti e proposte. Ciò nonostante non ho mai valutato seriamente di aderire per due motivi:

  1. Nemmeno potrei: avendo una esperienza politica pregressa secondo le regole statutarie del Movimento sono escluso a priori
  2. Questo articolo di Michele Serra, segnalato da un mio adorabile elettore alle Colonne di San Lorenzo (grazie!), che vi propongo come valida sintesi della mia opinione sul tema

Buona lettura.

Merita molta simpatia un ragazzo di vent’anni (Mattia Calise, grillino) che vuole fare il sindaco di Milano, disinteressatamente, spendendo per la sua campagna elettorale quello che Letizia Moratti spende per una messa in piega, e dichiara ai giornali, insieme a qualche comprensibile fesseria, anche molte cose giuste. Ma la simpatia non basta quando il ragazzo Mattia ripete la solfa (vecchia come il cucco) «destra e sinistra sono la stessa cosa», e mette sullo stesso piano Moratti e Pisapia, che sono due persone profondamente diverse in rappresentanza di culture diverse, interessi diversi, mondi diversi. Per i grillini tutto – tranne loro stessi – è “vecchia politica”, ma in questa macina indistinta e rozza tritano persone, esperienze, ideali, comunità che hanno qualche merito da spendere, e qualche esperienza da raccontare. Non voterei mai per un candidato minore (è il caso di Mattia) che rifiuta di dirmi con chi intende allearsi in un eventuale secondo turno di ballottaggio. Il voto non è solo una nobile testimonianza, è una monetina che serve, insieme a milioni di altre monetine, a formare un patrimonio. Si va in politica, si fa politica, per battersi e spesso anche per allearsi e compromettersi. «Destra e sinistra sono uguali» non è politica né antipolitica: è un lusso per presuntuosi. La politica è umile. E fa i conti con l’imperfezione.

(da “La Repubblica” del 21/04, articolo di Michele Serra)

Torna a casa, Lassie…

Scritto da Mauro Buti 23 aprile 2011

Viabr

In questi giorni il tema caldo in città è quello di Roberto Lassini, candidato nelle liste del PdL.

Lassini si è guadagnato gli onori della cronaca grazie a un manifesto che associava la magistratura alle Brigate Rosse. Le polemiche che ne sono seguite gli hanno garantito una immensa esposizione mediatica, e con ogni probabilità lo porteranno ad essere eletto nel consiglio comunale in carrozza. Ci può anche stare, del resto. I candidati che sono abbastanza geniali, o abbastanza stupidi, da trovare il modo di guadagnarsi una immensa notorietà di solito vengono eletti. Si tratta di un meccanismo politico ben noto: se si mettono 48 personaggi semi-sconosciuti in una lista a lottare per le preferenze, e di questi solo uno va sulle prime pagine di tutti i giornali per un paio di settimane, di che nome si ricorderà la gente nel buio e nella solitudine della cabina elettorale?

Ma in realtà ci sta anche per molti altri motivi. Ad esempio per il cosiddetto “principio di rappresentanza”. Lassini diventerà consigliere perchè molta gente la vede come lui. Perché il suo pensiero è rappresentativo di una fetta (ahimè) corposa di società.

La Moratti su questa cosa sta impazzendo. A torto o a ragione pensa che Lassini nelle sue liste non sia esattamente una buona pubblicità per fare di nuovo il sindaco.
Anche Berlusconi su questa cosa sta impazzendo. A torto o a ragione pensa che Lassini dica esattamente le stesse cose che dice lui, e quindi cose buone e giuste.

E siamo arrivati al punto. Perchè Lassini deve fare un passo indietro (che infatti non fa) per aver preso una posizione eversiva, se poi è identica a quella del Presidente del Consiglio? Perchè parlare di “brigatismo giudiziario” è eversivo in bocca a Lassini, e lecito e normale quando a disquisire è Berlusconi? Lassini dice una cosa che pensa tanta gente, purtroppo. Ma questa gente pensa così perchè ha parlato Lassini, o piuttosto perché su questi temi imperversa da anni, a reti unificate, Berlusconi?

Cara Letizia, mi spiace. Purtroppo non puoi eliminare Roberto Lassini dalle tue liste. O meglio potresti, ma eliminare Lassini comporta eliminare anche il tuo candidato capolista Silvio Berlusconi. Le due cose vanno di pari passo, nel bene e nel male.

Ci stracciamo le vesti da anni dicendo che “Berlusconi non può”, “Berlusconi non oserà”, “Berlusconi questa volta non arriverà a tanto”… E non siamo molto svegli. Può, oserà, lo farà e arriverà. Berlusconi non è mai cambiato di una virgola: con tutto il male che si può dire di lui almeno è un coerente. Se pensiamo che Lassini sia un cretino, o un pericoloso eversivo, non c’è da piangere lacrime e sangue sullo stato delle istituzioni, andare da Napolitano a chiedergli di toglierlo dalle liste, o da Papa Ratzinger per ottenere la scomunica papale. L’unica cosa che ha un effetto concreto e utile è non votare Lassini alle elezioni, e sostenere qualcun altro. Se pensiamo che Berlusconi stia sfasciando lo Stato pur di non farsi processare non c’è da interrogarsi su “quanto oserà, quanto farà, dove arriverà, dove finiremo”. Lo sappiamo già: oltre (niente panico, però, non saremo soli…)

Basta non votare Berlusconi alle elezioni, e sostenere qualcun altro. Fino a prova contraria ad eleggere Berlusconi siamo stati noi, e ad eleggere Lassini saremo ancora noi.

Sostenere Giuliano Pisapia Sindaco (e se non disturba troppo anche il vostro affezionatissimo consigliere, via… :D ) e sbattersi per riuscire a dargli anche solo un voto in più.
Non andare al mare. Portare la mamma e la nonna che non hanno voglia e devono cucinare al seggio. Con le lusinghe, se necessario.
Tutto il resto sono chiacchere, e vent’anni di disastri e di una classe politica indegna.

Lucky Seven

Scritto da Mauro Buti 22 aprile 2011

È ufficiale, siamo in piena campagna elettorale.
Oggi pomeriggio allaccerò gli scarpini da ginnastica, la fascia da Rambo, e mi preparerò a passare la Pasqua mangiando carta e volantini invece del pranzo tradizionale.

L’obiettivo è ambizioso: distribuirne più dei 50.000 dell’anno scorso. Come sempre a mano, a piedi, e col cuore. Uno ad uno.
Il posto in lista che mi è toccato in sorte sembra essere un auspicio di buona fortuna.

Lucky Seven. 7 – BUTI MAURO.

Speriamo: ci sarà bisogno di fortuna. Per il vostro affezionatissimo e anche per Giuliano Pisapia.
Perché quella di quest’anno sarà una battaglia campale.

Ma non ci basterà solo la fortuna. Un ragazzo ieri sera al Saloon of the Artists di Milano ha visto il volantino e mi ha detto qualcosa come: “Italia dei Valori? E tu in che valori credi? Che valori vuoi portare in Comune?“.
Sono gli stessi dell’anno scorso. Saranno gli stessi l’anno prossimo. Sono sempre gli stessi.

Passione. Lavoro. Sacrificio. Merito.

Scaleremo la montagna delle elezioni lavorando come gruppo, sacrificandoci come singoli, e meritandoci ogni preferenza che prenderemo. Con la nostra passione.

Mi sembra quasi di sentire fischiarmi nelle orecchie Al Pacino in “Any Given Sunday”.
Il sostegno che ci serve per fare qualcosa di grande e bello è tutto intorno a noi. Peggio della pubblicità della vodafone.

“È la politica, ragazzi. È tutta qui”.

E allora basta smancerie, e filare in campo. Non vorremmo mica lasciare Mr Pisapia tutto solo, no?

Non c’entra niente. O forse si…

Scritto da Mauro Buti 16 aprile 2011

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Aldo Paraboni (1940-2011)

Ci ho pensato parecchio a questo post. E alla fine ho deciso di scriverlo, giusto o sbagliato che sia. Come dice il titolo “non c’entra niente”. O forse c’entra più di tante altre cose che sono passate qui dentro…

Oggi sono stato al funerale del professor Aldo Paraboni. Il professor Paraboni è stato il mio mentore durante tutti gli anni di università. Ha rivisto e corretto la mia tesi di laurea. Quella di dottorato. Ha firmato con me diverse delle mie pubblicazioni scientifiche. È stato il mio punto di riferimento principale in tutti gli anni (tanti) passati in università. A conti fatti è stato uno dei principali motivi per cui ho deciso di rimanere in università. Se ne è andato in un lampo, vittima di una malattia bruttissima che l’ha consumato in un mese.

Dicono di me che sono un soggetto spigoloso, difficile. Di quelli che piacciono subito oppure non piacciono proprio per niente. O magari entrambe le cose, contemporaneamente. Adorabile e insopportabile.

Il prof Paraboni non era così. Lui era solo adorabile.
Oggi lo ricordava anche il prete. Che lo conosceva da poco, perchè era arrivato nella parrocchia solo da qualche anno, ma certe cose le aveva notate lo stesso. Le notavano tutti, subito.

Il prof era una persona mite. Umile. Di una rara sensibilità umana. Univa i modi squisiti di un gentleman di altri tempi all’aria perennemente distratta che contraddistingue il genio, e lo rende dolcissimo. Una delle cose che più mi aveva colpito durante i primi incontri nel suo ufficio era proprio il suo modo di fare con gli altri. Il prof riusciva a far sentire importante e al centro dell’attenzione chiunque. Sempre. In maniera del tutto naturale.

Una sola scena (peraltro tipicissima) per capire il soggetto.

Momento caldo con consegna alle porte, documenti da chiudere, conti da rivedere. Progetto con l’ESA in pieno corso, pagine e pagine di codice in Matlab, quintali di bozze da mettere a posto. Delirio.
Mauro è impaziente, sulla soglia, in sbattimento perchè siamo in ritardo. Dentro c’è “giovine virgulto”. Deve chiaccherare delle sue prime idee in merito alla tesi. Se tutto va bene la chiuderà fra un anno e mezzo.
Il prof fa entrare Mauro, e prosegue la conversazione con giovine virgulto. Mauro è sempre molto impaziente, e cerca senza successo di far presente che una situazione di crisi incombe.

Si prosegue a disquisire della tesi che forse giovane virgulto potrebbe fare con noi. O con Tartara. O magari con Brofferio. Sta valutando, non è proprio ancora deciso. Tanto c’è tempo, no?
Nel frattempo entra la segretaria con delle carte da firmare, e il prof include anche lei nella conversazione con assoluta naturalezza. Si inizia a chiaccherare in quattro.
Dopo un quarto d’ora tutti sono usciti felici col sorriso sulle labbra, e rimangono il prof e Mauro. Poi il prof parla, e Mauro impara, per un’altra mezzoretta.

Alla fine esce col sorriso sulle labbra anche lui…

Il professor Paraboni era un luminare. Una delle persone in assoluto più geniali e brillanti con cui io abbia mai avuto a che fare. Una mente lucida, ordinata. Applicata al lavoro con passione e dedizione. E completamente fuori dal comune e fantasiosa quando le necessità del caso lo richiedevano. Il suo curriculum parla per lui. La perdita dal punto di vista scientifico è incalcolabile. Per certi versi mi ritrovo nelle splendide parole (cliccate e leggetele. Davvero.) di un mio carissimo amico. Scritte tanti anni fa per salutare un’altra grande mente del Politecnico di Milano: Marco Somalvico.

E non parla solo il curriculum. Per quanto mi riguarda parla molto di più la chiesa dove sono stato stamattina.
C’era tutto il Dipartimento di Elettronica e Informazione del Politecnico di Milano. Tutto. Nessuno escluso. Tutto tuttissimo. E c’era anche tanta altra gente. Qualcuno con cui ho lavorato. Qualcuno che non conoscevo.
Era una bella chiesa, e una bella giornata. Ci vuole di farsi volere molto bene per una giornata così, ed è stata una grossa consolazione.

Al prof Paraboni dico solo grazie. Per esserci stato, per tutto quello che ho imparato da lui. Per tutto quello che avrei dovuto imparare da lui, e purtroppo non riesco a imparare. Perchè sarebbe bellissimo essere così, ma non è mica facile essere così. Del resto di certe specie di uomini ce ne sono pochissime copie. Sempre meno. Di sicuro una in meno.

E quando vanno via non c’è solo da piangere. Bisogna anche sentirsi fortunati ad essere passati là vicino. Il prof Paraboni è stata una delle persone che con più costanza e più convinzione ha visto in me più di quanto non ci vedessi io stesso. A suo modo. Con la semplicità e l’umiltà che rendono tali i “grandi” dei tempi in cui viviamo. Non quelli che passano in televisione. Gli eroi veri.

Mi ha sempre incoraggiato in tutto. Anche nella politica. Voglio sperare che da lassù si divertirà. Guardando il delirio che il suo pargolo si appresta a combinare per l’ennesima volta quaggiù in terra.
Grazie di tutto. Ciao.

“Libertà e critica.

Mi candido alle elezioni Comunali di Milano!

Scritto da Mauro Buti 6 aprile 2011

Volantinobuti-fr-comunali-medi

E’ ufficiale: anche quest’anno perderò non meno di cinque chili e un po’ di salute sull’altare della mia passione politica.

Ripartiamo dall’ottimo risultato alle Regionali dell’anno scorso, 682 preferenze, con la consapevolezza tipica delle reclute sopravvissute al loro battesimo di fuoco. Forti di un sostegno maggiore all’interno del partito, di una maggiore esperienza, e del nostro asset più prezioso: la passione, la voglia di fare bene, e quella di metterci sempre il massimo impegno.

Fare politica ha un costo pesante a livello personale. Vuol dire spendere tempo, fatica, affetti e amicizie sull’altare di un qualcosa che i più non capiscono e non condividono. Nel complesso direi che mi è valso più di frequente delusioni, schiaffi brucianti e lettere al vetriolo, piuttosto che riconoscimenti e affetto. Ma non è davvero importante.

Perchè mai più di oggi è la mia generazione ad essere chiamata a dimostrare il suo spirito di sacrificio e il suo desiderio di lottare. Non possiamo lamentarci e basta. Il cambiamento che vogliamo si poggia sulla capacità che abbiamo, o non abbiamo, di farcene carico in prima persona. Di metterci la faccia e le braccia. Di creare aggregazione e consenso su una idea comune, per rompere il circolo vizioso attorno al quale si sta avvitando il nostro paese, e sta scomparendo il nostro futuro.

La possibilità di essere rappresentanti del malessere di una intera generazione è già di per se un onore e un privilegio che vale tutti i sacrifici fatti fino ad oggi. Mi spinge a farne ancora, e a spendermi anche se le possibilità sono incerte, il contesto difficile, e i problemi tantissimi. Perchè non esistono sfide già scritte: tutto è sempre possibile. Dipende solo da noi.

Sarebbe un po’ eccessivo scomodare l’eterna lotta delle forze del bene contro quelle del male, ma calcolando che all’angolo blu del ring ci sarà un simbolo con su scritto “Berlusconi Presidente per Moratti Sindaco” è difficile non vivere con un po’ di pathos la battaglia che ci aspetta. In bocca al lupo allo sfidante all’angolo rosso, allora. Il nostro Candidato Sindaco Giuliano Pisapia. E in bocca al lupo anche al vostro affezionatissimo, che si appresta ad affrontare un mese a dir poco intenso.

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