Mauro Buti

Political & Social Networking…

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L’insostenibile leggerezza della politica…

Scritto da Mauro Buti 29 marzo 2011

Giovani_idivvini

In foto giovani idivvini milanesi accolgono con affetto il grande ritorno di Silvio in un’aula di tribunale dopo otto anni di latitanza. I partiti hanno tanti difetti, ci mancherebbe. Ma in alcune piccole cose il mio è solo adorabile.

Standing ovation per l’eroico trio (da sinistra, onore al merito a: Luciano Messenio, Luca Ragone e Agostino Cullati).


Casa139manifesta

  • Esteri (il delirio): tsunami in Giappone, centrali nucleari a rischio Chernobyl a due passi da Tokio, guerra in Libia.
  • Interni (la stabilità): Silvio autoproduce, per interposta persona di Maurizio Paniz, l’ennesima leggina anti processi. Primo si alla responsabilità civile per i magistrati, e alla “epocale riforma” della giustizia di cui il paese ha tanto bisogno. Nel mentre, silenziosamente, nuovo record per il debito pubblico. Ma 300 milioni nel cesso per boicottare il referendum si possono buttare via sempre in allegria…
  • Milano (il vuoto spinto): la Moratti tappezza tutte le fermate del bus della città di sue foto risalenti agli anni 80, e photoshoppate già all’epoca per farla sembrare più giovane. Prosegue il lavoro di sensibilizzazione sulla crisi culturale della città e sulla chiusura della Casa 139 dopo la splendida manifestazione di sabato scorso. Per fortuna che Pisapia c’è, anche nei sondaggi. Farcela è difficile, ma non impossibile…
  • Mauro (la stanchezza): lavora troppo. Vorrebbe sfoderare una serie di post bellissimi e di riflessioni sulla politica internazionale, ma allo stato attuale delle cose boccheggia e annaspa anche solo per riuscire a preparare tutto quello che gli servirà di qui a meno di due mesi.

Presto il blog cambierà forma e abbandonerà i massimi sistemi. Come l’anno scorso ci concentreremo per qualche settimana sul piccolo, sul personale, e sulla mia bella Milano. Ebbene sì, “l’è bela”. Nonostante tutti i tentativi di imbruttirla da parte dei soliti noti. Non fidatevi degli eretici che dicono il contrario!

E’ curioso come le amministrative arrivino proprio in un momento in cui c’è così tanta carne al fuoco. Ma sono davvero discorsi nuovi? O piuttosto se ne era già parlato? Del nucleare l’anno scorso, quando il mio partito, da solo, si è sobbarcato la raccolta di firme per il referendum. E della Libia in una delle tante chiacchere sulla crisi economica, quando si diceva che l’effetto più immediato dello shock sarebbero state conflittualità e guerre, specie nei paesi più poveri.

Il Medio Oriente sta cambiando? Forse. O forse no. Alla fine si diceva la stessa cosa coi Talebani in Afghanistan, quando se ne andò lo Scià in Iran, o quando le “forze di liberazione” abbatterono il regime di Saddam Hussein. Il cambiamento crea dei vuoti, e in politica i vuoti si riempiono. Sempre. Ma troppo spesso di cose analoghe, se non peggiori, rispetto a quelle che esistevano prima. Non è forse successo anche nel nostro Bel Paese? In principio era Bettino, e poi fu Silvio. Il Gattopardo insegna…

Strani pensieri, in queste nervose notti pre-elettorali…
Ne riparleremo. E nell’attesa restate sintonizzati: mai come quest’anno tutto è davvero possibile. Ma non senza il vostro aiuto… :)

Bella lì…

Scritto da Mauro Buti 17 marzo 2011

20110316_beltrandi_marco

Per un voto, quello del deputato radicale Marco Beltrandi (eletto in quota PD), è stato bocciato l’accorpamento dei referendum con le elezioni amministrative.
Lo stato italiano ha saggiamente scelto di gettare 300 milioni di euro nel cesso per non far raggiungere il quorum ai tre quesiti su acqua pubblica, nucleare, e legittimo impedimento.

Beltrandi: “I miei compagni radicali lo sanno: io sono ferocemente contrario all’abbinamento fra amministrative e referendum. Lo ritengo un escamotage per raggiungere il quorum. Il mio dissenso è politico, figuriamoci se voglio passare in maggioranza. Inoltre c’erano molti assenti anche tra i Democratici, il gruppo ha perso 22 deputati e non ho mai visto questa reazione”.

Dissenso politico… Val bene una messa, e 300 milioni di euro di soldi pubblici, ci mancherebbe.

Complimenti vivissimi.

Riportando tutto a(lla) Casa…

Scritto da Mauro Buti 13 marzo 2011

Iniziamo dal fondo, e cioè dai ringraziamenti.
Volevo dire grazie di cuore agli eletti nelle istituzioni della mia città, che oltre ad essere degli amici e dei compagni di battaglia si sono spesi prontamente e “sulla fiducia” in merito alla questione della Casa 139.

Grazie quindi al mio coordinatore cittadino, Giulio Cavalli, alla Senatrice Giuliana Carlino, e al nostro capogruppo in Regione Lombardia, Stefano Zamponi.

E veniamo alla Casa. È oramai ufficiale che si terrà una manifestazione di protesta il 19 di marzo in piazza Fontana, alle 15:00. Nei giorni scorsi ho partecipato ad alcune riunioni organizzative, e devo dire che non è stato semplice. Perchè non mi era, e non mi è tuttora troppo chiaro come un partito possa o debba esprimere solidarietà rispetto a una situazione del genere. Non a tutti fa piacere che la politica si avvicini a determinate questioni, e sebbene sia una posizione che non condivido la capisco benissimo. Sono il primo a non essere orgoglioso del funzionamento e dell’efficienza dei partiti italiani.

Ma rimane che il luogo preposto dove ottenere una politica e una amministrazione più vicina ai nostri desideri sono le elezioni, che peraltro si terranno di qui a pochi mesi. Si fa presto a dire “non dobbiamo essere pregiudiziali nei confronti di nessuno”, quando poi sono proprio il Comune e la Giunta a deliberare di chiudere un filotto di locali molto frequentati e molto amati a due mesi dalle elezioni. E come si cambiano le cose nel pratico se non vincendo alle elezioni?

Sono d’accordo sul fatto che la questione della Casa non vada strumentalizzata a livello politico. Ma trovo sempre un po’ triste e deprimente vedere quanto poco la gente abbia voglia di spendersi per la politica. Dal disinteresse. Come se la politica fosse una cosa sporca e sbagliata a prescindere, in assoluto. Vederla vissuta come un male inevitabile, col quale si deve per forza convivere, e non come un processo a cui è normale, e magari pure piacevole, partecipare.

In America Obama ottenne una vittoria clamorosa e inaspettata mobilitando una massa enorme di entusiasmo e voglia di fare. I musicisti più famosi cantavano per lui (ad esempio l’idolo della mia adolescenza, Mr. Bruce Springsteen). In suo favore si spendevano attori, sportivi, personaggi importanti. E lo stesso accadeva dall’altro lato, ci mancherebbe il contrario. Che male può mai esserci?

Ce li vedete in Italia dei musicisti a fare lo stesso per un partito in cui si riconoscono? Alle riunioni dei giorni scorsi più volte ho sentito qualcuno dire “vabbè ragazzi, siamo sinceri, qua dentro non è che ci sia molta gente che voterà la Moratti”. L’onestà intellettuale va riconosciuta, ci mancherebbe. Ma la vera domanda è: “perchè nessuno degli astanti pensa di spendersi e di metterci la sua bella faccia se poi desidera che vinca Pisapia”? Fare campagna per Pisapia, e questo lo dico al di là degli interessi del mio partito, dovrebbe essere naturale e spontaneo così come è stato naturale e spontaneo muoversi tutti assieme, mettendoci ciascuno la capacità che poteva offrire, per difendere un principio. Che per quanto mi riguarda non è “due pesi e due misure” o “alcuni locali devono stare aperti a prescindere anche se non sono perfettamente a regola”.

Esiste un motivo molto pratico e concreto per cui la Casa è stata chiusa, ed è quello che riposa nelle carte della polizia annonaria. Non credo che il punto sia di fare cagnara sulle irregolarità contestate. Credo il punto sia piuttosto che se un locale fa buona musica, ed è un locale con un suo pathos, una sua storia, e un valore aggiunto per la città, l’amministratore non può rapportarsi con il locale stesso entrando, contestando l’irregolarità, e chiudendo i muri. L’interesse dell’amministratore e quello del locale devono essere comuni. E sono due:

  1. che il locale stia aperto e continui a fare il suo servizio sociale e a regalare positività, felicità e a suo modo anche cultura a chi lo frequenta
  2. che il locale sia sicuro, e che per questo chi lo possiede e ne ha responsabilità investa laddove necessario, e abbia perfettamente presente che non provvedendo entro determinati tempi alle richieste incorrerà in multe, sanzioni, e come “extrema ratio” anche nella chiusura

Extrema ratio, però. Possibile che l’unica maniera di gestire il processo sia di chiudere baracca all’improvviso, mettere i sigilli, causare un danno potenzialmente devastante all’attività, e poi passare alle carte e agli avvocati? Io non ci credo che non esista una maniera di maggiore buon senso di gestire il tutto.

Quanto al resto, rimango dubbioso su come mai potrà vincere Pisapia se la gente che dovrebbe farlo vincere il suo sostegno lo sussurra, come fosse una cosa di cui vergognarsi. Questo non tanto per la questione della Casa, che è giustamente cosa separata ed estranea, pur rimanendo colorata di “politica” (e lo testimonia la presenza di Boeri e di Majorino del PD alla riunione di questo sabato).

La questione sono piuttosto le dieci, cento, mille Case 139. E intorno noi che giriamo con gli occhi fissi sul dito, e mai sulla luna. Tutti tristi perchè i locali chiudono, e la città è sempre più grigia e meno accogliente. Ma mai pronti a rischiare del nostro, e a metterci il faccione perchè poi le cose cambino davvero, e nel concreto. E cosa aiuta di più a ottenere sto benedetto “change we need”? Riaprire la casa sarebbe un gran bel risultato, certo. Ma viene solo a me il dubbio che dopo un ballottaggio alle provinciali del 2009 nel quale Penati ha perso di 0,1% faccia più differenza la singola persona che riusciamo a mandare, o non mandare, a votare?

Nel dubbio procediamo per gradi, e andiamo a goderci un po’ di musica sabato. Sperando che nessuno si arrabbi troppo se all’evento si presenta anche qualche “malvagio politico”… :D

Auguri, fanciulle! :)

Scritto da Mauro Buti 8 marzo 2011

Mazzo-di-mimose

Sono un po’ commosso dalla risposta che si sta generando sulla questione della Casa 139. A riguardo arriveranno ulteriori aggiornamenti al più presto, anche perchè da venerdì in poi non siamo stati fermi un secondo, nè abbiamo intenzione di fermarci nei prossimi giorni. E questo clima di adorabile comunanza di intenti e “battaglia giusta” è perfetto per concedersi il lusso di qualche mimosa sul blog, e per fare i miei più sentiti auguri alla metà del cielo che preferisco. Se non ci foste voi saremmo rovinati, quindi grazie di esistere e abbiate pazienza se invece ci siamo noi (e proprio per quello tendenzialmente siamo rovinati… :D )

Buon 8 marzo!!!

Hanno chiuso La Casa 139 (e pure ammazzato Kenny…)

Scritto da Mauro Buti 7 marzo 2011

Kenny

Quando arrivai a Milano, oramai più di un decennio fa, i punti di riferimento per il weekend e la vita serale non erano molti.
Oggi sono rimasti più o meno gli stessi, fatta eccezione per quelli che vengono chiusi senza nessun senso. Curioso: stanno iniziando a diventare quasi tutti.

Mi guardo indietro e l’elenco di chi ha mollato baracca e burattini, o come minimo vissuto una seria quantità di multe e sbattimenti si sta facendo lunghino.
La Casa 139 questo venerdì. Le Scimmie una settimana fa. L’Atomic del buon Tucci lasciato senza musica l’anno scorso. Il Black Hole sbarrato. Il Plastic chiuso i mesi. Il dramma del Bitte: Milano conquistata a colpi di serate spettacolari e rivoluzione elettronica, per poi finire fuori dai radar.

E non finisce qui, naturalmente. Il Music Drome. La Cascina Monluè, che d’estate era bellissima… E perchè non ci aggiungiamo gli sgombri, già che siamo in tema? Lo dice pure Silvio, no? “COMUNISTI!!!”. E siccome a Milano chi vuole uscire la sera è un comunista e un impavido (specie visti i trasporti pubblici) perché non spezziamo una lancia per tutti i casini che hanno passato i ragazzi del Leo? O per la Pergola annientata, per il Cox sgombrato all’improvviso, per la Bottiglieria nata e morta nell’arco di un paio di mesi… Per chi si è asserragliato sui tetti col freddo e la pioggia, rivendicando il suo diritto a respirare e fare un po’ di casino la sera.

Un dramma, vero? Ce la immaginiamo una Milano dove la gente fa casino la sera, e soprattutto respira? Per fortuna che De Corato c’è. La migliora lui la città…

E veniamo al punto, e cioè alla Casa. L’ultimo rifugio. L’alcova per i nottambuli incalliti. Uno di quei posti dove alle tre potevi andare tranquillamente da solo, perchè tanto qualcuno lo beccavi di sicuro. Stracolma di amici, conoscenti, artisti pazzoidi. La Casa dove ha suonato una buona metà dei musicisti di Milano. La metà più bella, per quanto mi riguarda. Dove ho visto il Caravanserraglio. Dove mi sono innamorato mille volte (a sera). Dove sono stato rimbalzato mille volte (a sera). Dove ho riso, scherzato, chiaccherato, bevuto, fatto casino, conosciuto gente, e fondamentalmente vissuto.

E’ questo il degrado? Il male della mia città? Il problema sono le tessere, o l’uscita antiincendio che non è perfettamente a norma? O piuttosto sta più a fondo, nel principio che anima uno degli ultimi posti dove non abbiamo bisogno della sciarpina di seta e delle Hogan per entrare, e i cocktail non costano 10 euro? Non sarà piuttosto che di notte alla Casa 139 ci andavamo in parecchi? Forse in troppi?

Qualunque sia il problema, stavolta si è passato il segno. Apro facebook e vedo centinaia e centinaia di voci che esprimono il loro malessere e il loro disappunto. Io faccio politica, e mettere la politica dietro a certe questioni è sempre spinoso. Ma alla Casa ci vado da un decennio, sono di casa anche io con pieno diritto, e non esiste che me la chiudano così. Sarà meglio che la riaprano fra una settimana, dicendo che s’era scherzato. La abbozziamo e la chiudiamo qui subito, per una volta?

Perchè se non s’è scherzato allora è tutta un’altra faccenda. E mi spiace se la politica non piace a tutti, e se qualcuno dei ragazzi si arrabbierà con me. Ma qualche politico tutto sommato dopo quattro anni lo conosco, e qualcuno l’ho pure già messo in preallarme. Alla peggio se ne discuterà serenamente in aula in Regione e in Comune, mentre di sotto suoneranno i ragazzi che non possono più esibirsi a casa loro. Che problema c’è?

Nessuno. Nel dubbio, però, il logo “FREE CASA 139″ lo preparo. Chissà mai che non finisca nei volantini, per ricordare alla gente come votare al Comune per i soggetti tipo me o (soprattutto) Giuliano Pisapia non sia proprio una questione indifferente. E se qualcuno mi dirà che sto “strumentalizzando” vorrà dire che risolveremo la questione con un dibattito davanti a un Negroni. Alla Casa, non appena l’avremo fatta riaprire…

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