Mauro Buti

Political & Social Networking…

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Effetto Silvio

Scritto da Mauro Buti 31 gennaio 2011

Evasione fiscale scoperta nel 2010: 50 miliardi, +46% rispetto all’anno precedente.
L’imponibile evaso è stimato intorno al 20-25% del pil, a quota 300 miliardi di euro.

La pressione fiscale intanto è ai massimi storici, oltre il 50%.

Bicchiere mezzo pieno: beh, almeno ne hanno pescati un po’ di più.
Bicchiere mezzo vuoto: probabilmente ne hanno pescati di più perchè c’è sempre di più da pescare.

Nonostante scudi fiscali, condoni, depenalizzazioni dei falsi in bilancio, in alcune specialità nazionali continuiamo ad essere maestri.

Ma la politica non c’entra, vero? O piuttosto si? (nel link qui a sinistra: carta e numeri cantano. Buona lettura…)

Il Sogno degli Italiani

Scritto da Mauro Buti 27 gennaio 2011

“Il circo Bazooko è tutto quello che il mondo alla moda sarebbe al sabato sera se i tedeschi avessero vinto la guerra. È il Sesto Reich.”

Mi chiedo cosa scriverebbe una penna al vetriolo come quella di Hunter S. Thompson sulle vicende politiche italiane di questi giorni.
Mentre i dettagli sul circo di nani e ballerine continuano ad uscire, e il sultano sotto assedio si arrocca nel suo bunker. Pronto a morire al suo interno, se necessario…

Mi chiedo anche cosa direbbe di noi. Noi italiani, dico.
Noi che guardiamo quotidianamente lo show. I fedelissimi di Silvio che si immolano, arrampicandosi sugli specchi nei vari talk-show. La privacy, i complotti, i poteri forti, l’oscuro disegno… Tutta sta roba per giustificare un vecchio che sbava dietro a delle ragazzine? Ma siamo seri, suvvia. Non sarà mica l’unico al mondo…

E poi chi se ne importa delle passioni sessuali del premier?
Chi se ne importa se chiama in questura per far liberare una amichetta minorenne dalla lingua troppo lunga e col vizio di ficcarsi nei guai?
Chi se ne importa se candida la sua estitesta, il commercialista, la parrucchiera (mestiere ingrato :D ), o piuttosto l’igienista dentale?
Chi se ne importa se depenalizza il falso in bilancio (guardacaso proprio mentre è imputato, va tu che coincidenze)? Se distrugge la RAI con la complicità dei suoi lacchè per favorire le sue aziende? Se con un minuscolo scudo fiscale avvalla il più grande rientro di fondi neri della Storia d’Italia? Se mezzo paese è suo, e l’altro mezzo per quanto lo riguarda può pure affondare?

I sondaggi non si muovono dopo le prese di posizione della CEI e di Confindustria, non si muovono dopo gli sbrocchi a telefono in diretta televisiva, non si muovono dopo la protesta degli universitari, non si muovono dopo i comunicati indignati della polizia e degli addetti alle scorte. Non si muovono con la crisi, né con la disoccupazione giovanile o con le casse integrazioni. Insomma, non si muovono e basta.

Tutto torna: siamo fermi. Crescita zero. Futuro zero. Presumibilmente morti, o comunque in coma farmacologico.

Sogni d’oro…

Cannoli

Scritto da Mauro Buti 22 gennaio 2011

Salvatore “Totò” Cuffaro è stato condannato a 7 anni di reclusione.
Si è consegnato alla polizia con dignità, spendendo parole di rispetto nei confronti delle istituzioni.

Sembra ieri, no?
La condanna in primo grado festeggiata coi cannoli. E poi tempo che passa, lento e umile. Un giorno dopo l’altro. Il vassoio di cannoli che si svuota…

C’è qualcosa di fortemente simbolico nell’immagine di Cuffaro rimasto solo.
Prima prega, in chiesa. Poi esce e parla ai microfoni. E alla fine sale sulla macchina dei carabinieri e si lascia portare via. Sipario.
Una immagine da vecchia Italia. Che per un attimo ritorna seria, drammatica. Meno sguaiata rispetto alle ragazzine di Berlusconi, e al Circo Tognazzi che cinge d’assedio Palazzo Chigi.
Subito dopo aver letto dei cannoli ricordo di aver pensato a questo momento. All’epoca non l’avevo presa proprio benissimo…

Oggi che è arrivato la sensazione è strana e indecifrabile. Giustizia è fatta, no?
Salvatore Cuffaro non è stato un brav’uomo. Il suo comportamento di oggi non cancella quello degli anni passati. Ma le sue colpe rimangono poco più di una goccia nel mare.
Un mare fatto di incredibili tassi corruzione, di spreco, di evasione fiscale…

Mafia: sesti al mondo. Lo ricorda con orgoglio il presidente Berlusconi…
Sviluppo economico: penultimo posto. Vicini vicini ad Haiti…
Spesa nell’istruzione? penultimi, però stavolta solo in Europa. Non male.
Evasione fiscale, primo alloro. Almeno nel vecchio continente li mettiamo tutti in fila.
Libertà di stampa? Intorno al 70 posto, ma ce la giochiamo di brutto con Tonga, Namibia e Bulgaria. La squadra può crescere.
Corruzione? 67esimi, dietro al Ruanda.

Nel 1992 veniva arrestato Mario Chiesa. Due anni dopo la politica italiana era cambiata. In peggio. Oggi Totò Cuffaro entra a Rebibbia. E Berlusconi starà anche male, ci mancherebbe.

Ma io non sono poi così sicuro di sentirmi benissimo

Sulla crisi di identità, e il superuomo nietzschiano…

Scritto da Mauro Buti 21 gennaio 2011

Parole e musica di Nadia Macrì, professione escort: “abbiamo fatto il bagno in piscina, dove ci raggiunse il presidente. Nudo. Noi eravamo sei, sette ragazze. Siamo stati tutti quanti insieme a ridere, a scherzare, a toccarci. Poi lui dopo un pò si è avvicinato ad un’altra camera dove c’è un lettino in cui fai i massaggi e dopo un pò disse: ‘Avanti la prossima, avanti la prossima’. E ogni cinque minuti noi aprivamo la porta e consumavamo il rapporto sessuale. Una alla volta…”

Rianalizziamo gli elementi:

  • Silvio Berlusconi
  • 74 anni
  • sei-sette rapporti consecutivi (!!!)
  • consumati con delle ragazzine che, come noto, hanno per primo obiettivo quello di compiacerlo, lasciandolo soddisfatto e desideroso di ulteriori sessioni

Ci deve essere un trucco, da qualche parte. Le voci in merito si sprecano da tempo, ma oramai la questione è di sicurezza nazionale. Dobbiamo sapere, o rischiamo di riversare altra crisi e altri dubbi sul già vessato popolo dei bamboccioni. Berlusconi riferisca in parlamento.

Della concussione non ci interessa particolarmente. Tanto rispetto al resto delle porcate perpetrate negli anni vale più o meno come la parte di cena in cui intratteneva le ospiti cantando… Ma qui o ci svela il segreto per arrivare ai 74 in quelle condizioni, o ci mette a disposizione zone di allenamento e il suo esercito di volontarie per allenarci nelle ripetute 5+5+5+5+5+5 e ritrovare noi stessi, o sarà il panico.

Qui è in corso una seria crisi di identità. E se avesse ragione lui su tutto? Non è che alla fine ad essere fatti sbagliati sono tutti gli altri, il vero problema politico della sinistra italiana è che non ci piace abbastanza la **** (censura), e in realtà sotto le mentite spoglie del “nano dal cranio bitumato” (cit), nascosto dietro ad eserciti di escort pagate come copertura, si cela il superuomo nietzschiano? :D


Quasi 400 pagine di ordine di comparizione.

Lo studio del caso mi è costato una notte di sonno, ma ne è valsa la pena. Ho scoperto dell’incessante lavoro della bella Nicole nell’organizzare trasporti, pagare bollette, intestare ed intestarsi case. Dei traffici degli amiconi Lele (Mora) ed Emilio (Fede). Delle più o meno giustificate rimostranze di uno stuolo di petenti di fronte agli umori di papi. Sgancia o non sgancia? Nella busta di tizia c’era dentro troppo, o piuttosto troppo poco? Rispetto alla mia? Meglio ricevere il bracciale e l’anello personalizzato, per distinguersi dalla massa, o piuttosto un sovrappiù di buon vecchio contante?

Tutto sommato non ne emerge un quadro diverso da quello tratteggiato sui giornali in questi giorni. Ma toccando con mano la realtà nuda e cruda dei discorsi e dei ragionamenti è impossibile non rimanere colpiti dalla natura, strana e insieme logica e “normalissima”, della corte del sultano. Che alla fine si rivela esattamente per quello che è: un vecchio riccone che per staccare dalla quotidianità e dallo stress si fa circondare da ragazzine pronte a tutto pur di spillargli un po’ di soldi. Pur di “emergere” come favorite nel gruppo delle cortigiane per guadagnarsi altri inviti ed altro denaro.

Qualcuna è più astuta, qualcuna più grezza, qualcuna forse è anche animata da un qualcosa che potrebbe lontanamente somigliare a dell’affetto e della gratitudine. Ma di fondo, almeno per chi non “si nasconde dietro a un dito”, la forza motrice che mantiene in vita un circo di falsa allegria e finta amicizia (a colpi di “amore, tesoro, puccipucci”) è il denaro di Berlusconi.

Non ci sono legami al di fuori di esso. Anche il compagno di mille battaglie, Emilio, partecipa agli show con la mente e il cuore ad altri affari, ad altri problemi. In ultimo nel tentativo di riaffermare la sua influenza. La sua capacità di muovere il denaro e l’attenzione del sultano per aiutare Lele Mora (e se stesso, almeno a quanto pare dalle carte). Silvio paradossalmente è l’indagato, ma dalle carte ne esce come una vittima: è gentile con tutti, immensamente generoso, si circonda di belle ragazze con pochissimi freni inibitori e ancor meno scrupoli, ma a conti fatti è solo come un cane in mezzo a persone che vogliono approfittarsi di lui. Non è nemmeno chiaro se della situazione sia consapevole, se non gli interessi o la giudichi inevitabile, o se si viaggi piuttosto ai limiti della circonvenzione di un incapace.

Alla fine mi sento un po’ come la partecipante casuale finita ai festini, la “signorina due lauree”. Una tipa tosta e molto sicura di se, che pure esce scioccata dalla sua esperienza di “testimone esterna” di una sessione di bunga bunga. Non tanto per aver visto qualcosa di incredibile o inaspettato, quanto piuttosto per aver toccato con mano la decadenza e lo squallore. La miseria di un potere che anche nel sesso e nel relax si rivela più vicino a una caricatura del Bagaglino, piuttosto che alla trasgressione sfrenata e perversa, ma affascinante, di Eyes Wide Shut e delle ville probite di Stanley Kubrik. Alla fine si scopre tutto, e cioè che non c’è nulla da scoprire. Triste ma vero: è proprio come ce lo si poteva immaginare. E non fa particolare invidia…

Non so cosa altro nascondano le carte e i faldoni dei PM, nè se con quanto emerso finora sarà possibile dimostrare la colpevolezza di Berlusconi in merito ai reati di concussione e prostituzione minorile. Di certo ha una sottile ironia il fatto che il problema di fondo sia un soggetto come Ruby Rubacuori: la “innocente” minore della quale il premier avrebbe abusato.

Poi è davvero importante chi abusi di chi? Dall’altro lato dell’oceano si stanno incontrando Barack Obama e Hu Jintao per decidere il futuro economico del pianeta. Nella vecchia Italia invece i giornali e i politici hanno occhi solo per la camera da letto e le lenzuola di Silvio. Dice giustamente il PdL, in coro con i fini pensatori e gli intellettuali: si tratta di un abuso. Eppure non avviene ai danni di un incapace, avviene perchè da noi, e SOLO DA NOI, un uomo politico coinvolto in vicende del genere può mantenere la carica e, come conseguenza, i fari dei media e l’attenzione pubblica centrata su di se.

La vera circonvenzione di incapace, del resto, non avviene ad Arcore. Avviene ai danni di “bambini di undici anni, nemmeno troppo intelligenti”. Cioè degli elettori, secondo quella concezione amara ma inoppugnabile che Curzio Maltese assegna a Berlusconi stesso.

Siamo pazzi. Completamente pazzi. Ed è solo colpa nostra…

Il culo di Ruby

Scritto da Mauro Buti 18 gennaio 2011

Ruby, ti do quanti soldi vuoi, ti pago, ti metto tutta in oro ma l’importante è che nascondi il tutto, non dire niente a nessuno”.

Ma quanto può valere una Ruby in oro? “5 milioni, 5 milioni a confronto del macchiamento del mio nome”.

Ci mancherebbe il contrario, dopotutto Ruby Rubacuori era un nome più che rispettabile.
Così si arriva all’inevitabile conclusione: “Noemi è la pupilla, io sono il culo”. Sia nella pratica che in senso figurato, dopo sei-sette presenze ad Arcore da 800k al colpo…

Questa geniale e adorabile (ex) minorenne rischia di riuscire laddove decenni di sinistra hanno sempre fallito. Senza nemmeno contare quanto il paragone con Bersani, Veltroni e D’Alema sia impietoso.

Forza Ruby!!!

Barry Eichengreen sullo stato dell’economia mondiale…

Scritto da Mauro Buti 13 gennaio 2011

Come piccola chiosa alle valutazioni espresse nel post di inizio anno merita lettura l’intervista di Federico Rampini a Barry Eichengreen, docente all’università di Berkeley. Si dibatte sul “privilegio esorbitante” del dollaro e dell’economia US, sui rischi di medio e lungo termine, e sulle prospettive per l’eurozona.

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