Mauro Buti

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In vista del congresso di domani è tornato in azione anche il nostro agguerritissimo mini-ufficio stampa, che tante soddisfazioni regalò durante l’epopea elettorale delle regionali di marzo.
Grazie di cuore a tutti gli amici che mi stanno aiutando!

Milano, 9 ott. – “Domani a Bergamo sarà una grande avventura”, ad affermarlo è Mauro Buti, già candidato alle Elezioni Regionali del 2010 per Italia dei Valori, e ora aspirante Segretario della Regione Lombardia. “La nostra mozione propone una visione credibile e concreta per il futuro. Affrontiamo il voto dei delegati convinti di aver lavorato tutti al meglio delle nostre possibilità, e di aver fornito anche a livello nazionale spunti e occasioni di riflessione. Ad esempio per quanto riguarda il nostro piano di diffusione a basso costo della connettività wireless, e per la tutela dei diritti digitali, o nella proposta di consultazioni primarie per definire le liste in caso di voto anticipato con l’attuale legge elettorale”. Prosegue Buti: “Ci proponiamo di lottare a viso aperto contro la commistione fra affari, politica, e criminalità che affligge la regione, contro i meccanismi di lottizzazione da parte dei partiti, e di essere vigili e presenti su temi cruciali come quello dell’istruzione e quello del lavoro”.

Mauro Buti, 30 anni, laurea e dottorato in ingegneria delle telecomunicazioni, è il candidato più giovane che abbia mai concorso ad una segreteria regionale per Italia dei Valori. La sua mozione si confronterà domani a Bergamo con quella del segretario uscente, On. Sergio Michele Piffari.

Mi candido come Segretario di IdV in Lombardia!

Scritto da Mauro Buti 9 ottobre 2010

Qualcuno dei frequentatori più assidui del blog avrà notato che sono assente da qualche tempo. Non è un caso. L’ultimo periodo di lavoro politico è stato intensissimo, e lo sforzo è culminato proprio oggi.

Alle ore 11:30 ho consegnato la documentazione nella sede regionale del partito, ed è diventato ufficiale. A 30 anni mi candido per la Segreteria Regionale di Italia dei Valori in Lombardia. Domani, 10 Ottobre 2010, mi scontrerò a congresso con un gigante come l’On. Sergio Piffari, deputato e segretario uscente.

Credo che quanto successo oggi sia un inedito nella storia del mio partito. Non mi risulta che in passato ci siano state altre candidature di ragazzi della mia età per ruoli di questo enorme rilievo. Vincere vorrebbe dire assumersi la responsabilità di tutta la Regione Lombardia, e diventare un interlocutore diretto del mio presidente, Antonio Di Pietro.

Partiamo con tutto l’entusiasmo del mondo, e naturalmente anche con la giusta dose di umiltà di fronte a chi politica la fa da decenni, e con risultati di un certo rilievo.
Andiamo a congresso per portare avanti una proposta e per sottoporla agli iscritti. Perché ci tenevamo a parlare e ad avere voce.

Per chiunque avesse la forza di sorbisi un documento politico di un certo volume la mia mozione è a disposizione:

In questa candidatura c’è tutto quello che ha significato fare politica in questi anni. Il lavoro. Le notti in bianco. I dubbi. I sacrifici. Il coraggio che ci vuole per metterci la faccia, sempre. Per prendere decisioni sofferte e difficili. Per vivere in un gruppo che palpita, soffre, si confronta, si separa, si riunisce. Che vive e respira la stessa passione.

Domani sarò investito della responsabilità di rappresentare questo gruppo. Di essere portavoce di centinaia di persone che hanno sostenuto e appoggiato con entusiasmo il nostro sforzo. Darò il 101%. In tutti questi giorni ho dato il 101%, e sono intenzionato a spremermi fino all’ultima goccia.

Vorrei essere capace di dire quello che provo in questo momento. Di spiegare perché ieri mi tremavano le mani mentre finivamo di preparare i moduli, e firmavo.
Non ci riesco. Ma chi mi conosce un pochino può facilmente immaginarselo…

Corro perché credo in un futuro diverso, nel quale la politica torni appannaggio dell’entusiasmo e dell’energia propositiva dei giovani.
Corro perché è una passione, un impegno, qualcosa in cui credo. E in ultimo per i miei genitori. Per i miei amici.

Non siamo ancora riusciti a cambiare il mondo. Ma l’avreste mai detto tre anni fa che saremmo stati qui, adesso?

Per chiunque voglia starmi vicino, vi aspetto domenica a Bergamo. Trovate qua i dettagli.

Cento di questi giorni… :)

Scritto da Mauro Buti 1 ottobre 2010

Il premier più giovane al mondo spegne 74 candeline, a ben 16 anni di distanza dalla celeberrima "discesa in campo". Come di consueto festeggia leggiadro disquisendo di associazioni a deliquere a forma di magistratura, e di massime di vita per tenere lontani medici e malanni ("Io colleziono una storiella al giorno… e anche una ragazza al giorno". La mela a quanto pare è demodée…).

Povero Silvio. Solo contro tutti, mentre gli ex-alleati recalcitranti lo tengono sulla corda, e gli insegnano a sberle cosa vuol dire fare politica in aula, e non alla tv. Ridotto ad accattivarsi simpatie tra i nemici dipietristi, cercando solidarietà mentre passa "un compleanno di m…"

Dai che sei stanco. La vogliamo dare un po' di soddisfazione a tutti questi nipotini che ti reclamano? :)

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