Mauro Buti

Political & Social Networking…

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Bunga-Amenità

Scritto da Mauro Buti 31 ottobre 2010

E onde non dimenticare che al di là del dramma politico rimane pur sempre la struggente poesia del bunga bunga:

  • In foto uno dei motivi per cui adoro essere idivvino
  • A questo indirizzo, uno dei motivi per cui adoro Elio e le Storie Tese

Almeno per queste piccole cose: grazie Silvio! :D

L’ultimo bunga bunga…

Scritto da Mauro Buti 31 ottobre 2010

E così siamo all’epilogo.

Tutto è sempre possibile, ma questa volta non credo ci sia più margine. Forse non tutti se ne rendono conto, anche perché fra pruriti sessuali, minorenni, e bunga bunga può sfuggire il punto centrale di quanto accaduto, ma siamo arrivati a livelli che nemmeno in Italia sono più accettabili.
Il capo del governo telefona personalmente per fare pressione al questore, gli mente in maniera spudorata (“è egiziana e nipote del presidente Mubarak”), e fa rilasciare la sua amichetta minorenne in stato di fermo per furto. Una giovane marocchina, naturalmente sprovvista di documenti, che viene prelevata dalla fedele igienista dentale Nicole Minetti (meglio nota per essere stata appena eletta consigliere regionale in lista bloccata per preciso volere di Sua Maestà) e quindi lasciata a piede libero in barba a qualunque legge e qualunque regola.

Non so se sia più allucinante la vicenda in sé, o il fatto che Berlusconi si sia esposto personalmente per gestirla. Comunque sia è impossibile non ammirare l’amara e perfetta ironia del tutto. La lunga e inesorabile discesa cominciata a Casoria, con Noemi, e arrivata a una degna conclusione con Ruby. Il cerchio che si chiude, mentre il sole tramonta sull’impero di vizi e decadenza del “drago”.

Sullo sfondo, senza fare troppo rumore, l’Italia è come il Titanic: spezzata in due, lentamente affonda…

Abbiamo fatto 30, facciamo anche 31…

Scritto da Mauro Buti 28 ottobre 2010

Qualche giorno fa, e per la precisione il 22 di ottobre, il vostro affezionatissimo ha compiuto 31 anni. Ufficialmente non faccio più parte del gruppo giovani del mio partito, essendo diventato a tutti gli effetti un vecchiaccio. Va da se come il sottoscritto rimanga giovanissimo dentro (lo so, lo so, dicono tutti così:D ) quindi evitiamo facili ironie.

Nel corso della giornata la mia pagina facebook si è riempita di saluti e messaggi. Contando anche i ritardatari mi sono attestato oltre quota 130, totalizzando il record di auguri di tutta la mia personale carriera.

Well, che dire… Grazie. Adorabili voi, e adorabili le nuove tecnologie. Come regalo temo vi toccherà sopportare un’altra stagione di disavventure politiche. Restate sintonizzati, mettetevi comodi e armatevi di pop corn: il prossimo anno sarà a dir poco cruciale, e si preannuncia ricco di contenuti e di sorprese.

Buona visione!

Martedì off-shore a Telelombardia!

Scritto da Mauro Buti 20 ottobre 2010

Dopo una lunga assenza sono tornato a calcare la scena degli studi milanesi di Telelombardia (grazie a Stefano Golfari e Giorgia Colombo per avermi di nuovo invitato, naturalmente).

Mentre tornavo a casa stavo riflettendo su quanto riesca ad essere paradossale la scena politica italiana. Abbiamo avuto il coraggio di dibattere ancora una volta sulla casa di Montecarlo abitata dal cognato di Gianfranco Fini, e cioè su 300.000 euro di appartamento finiti nelle pericolose mani di una società off-shore… Nel frattempo solo qualche incosciente come Milena Gabanelli si è disturbato a ricordare alle platee come e dove siano stati costruiti i miliardi di Silvio Berlusconi. Che ancora oggi amministra e mantiene la sua fortuna con un uso spregiudicato delle società off-shore, sfruttando rapporti di strettissima amicizia con governi “chiave” come quelli di Antigua e Barbados.

Come è possibile non vedere al di là del proprio naso? La gente che sostiene Berlusconi e strilla contro le off-shore si renderà mai conto di averle incentivate proprio con il voto? Sanno cosa è lo scudo fiscale? La legge per cui i “bravi ragazzi” che si sono tenuti per anni i soldi all’estero li hanno potuti recuperare serenamente, puliti ed esentasse?

Ne dubito. Anche perchè se sapessero non si preoccuperebbero di 300.000 euro: le off-shore sono questione di miliardi di euro, non di bruscolini. Miliardi di tasse rubati allo stato, che poi si trasformano nei tagli e nei pianti dell’università, della scuola, delle forze dell’ordine…

In Italia oramai manca l’abc del legame logico causa-effetto. L’elementare azione di unire i puntini numerati per scoprire che, “ehi, magia!”, tante cose sono collegate fra loro e se si inizia a vederle tutte assieme appare agli occhi un disegno un filo inquietante.

Siamo ridotti a festeggiare come un trionfo della libertà la Gabanelli che va in onda, e nel frattempo facciamo spallucce rispetto alle enormi pressioni che ha subito. Ci dimentichiamo di chi in onda non c’è andato, in barba agli ascolti e ai soldi che la RAI ha perso pur di epurare personaggi scomodi. Freedom House dice che il nostro è un paese semi-libero dal punto di vista della libertà di stampa, dietro Samoa, Guyana e Papua Nuova Guinea, ma mica c’è da preoccuparsi. Dove sta il problema se la RAI viene gestita in modo da fare concorrenza a se stessa, e affonda a spese dello stato mentre Mediaset si frega le mani? Dove sta il problema se in parlamento si traccheggia sul Lodo Alfano e l’impunità di Re Silvio, mentre su economia e lavoro il paese è allo sfascio?

Si va alla deriva senza opporsi. Quasi senza accorgersene. E per chi lotta non c’è il tempo nè di soffrire, nè di lamentarsi. Si deve sempre correre, sudare, sbuffare e faticare. Svegliarsi alle sei ed essere freschi e pronti per quei cinque minuti fatidici in cui finalmente si parla. Obiettivo: essere davvero bravi e riuscire a far staccare almeno un paio di occhi dal dito. Basta solo qualche centimetro per vedere la luna, e la luce che illumina placidamente la voragine di follia in cui stiamo sprofondando…

Un taglia & cuci della mia partecipazione a Telelombardia (parte uno)
Un taglia & cuci della mia partecipazione a Telelombardia (parte due)

Pubblicità

Scritto da Mauro Buti 18 ottobre 2010

Uno strappo alla regola su queste pagine rigorosamente “ad-free” per pubblicizzare il lavoro di un amico di IdV.

È appena uscito il libro “Nomi, Cognomi e Infami“, di Giulio Cavalli.
Giulio ha 33 anni ed è, nell’ordine:

Il libro è bello, oltre che istruttivo, quindi non stiamo a menare il can per l’aia: il link dove fare il vostro dovere è questo.

@Startup Weekend

Scritto da Mauro Buti 14 ottobre 2010

Di solito su queste pagine parlo quasi esclusivamente di politica. In attesa di avere prove video di quanto successo domenica (ma è successo davvero?), però, mi concedo uno strappo alla regola e segnalo ai lettori un evento molto interessante al quale parteciperò questo fine settimana.

Si tratta dello Startup Weekend. Una sorta di laboratorio non-stop della durata di tre giorni che si terrà al The Hub di via Paolo Sarpi 8. Traduco la descrizione presente sul sito della manifestazione: “Startup Weekend recluta un gruppo altamente motivato di sviluppatori, manager, entusiasti, guru del marketing, artisti e altro per un evento di 54 ore volto a costruire comunità, compagnie e progetti. Una fantastica possibilità per allacciare rapporti con altri soggetti appassionati e abili, e forse per trovare uno o due co-fondatori e trasformare la propria idea in realtà.

Ci vediamo in Paolo Sarpi a partire da venerdì. Di giorno al The Hub, e di notte al vicino Saloon of The Artists. Per riflettere di fronte a una birra sul futuro, le imprese, la politica, l’armi, gli eroi, ecc. ecc.

Una giornata speciale…

Scritto da Mauro Buti 11 ottobre 2010

(Un ringraziamento al Della per il suggerimento sul video, e soprattutto per un voto ben speso! :D )

E così è passato anche il Congresso Regionale del 10/10/2010.
La mozione Buti, rappresentata non senza una certa emozione dal vostro affezionatissimo, ha ottenuto circa il 27% dei voti. Ha vinto con ampio margine il colosso imbattibile, l’On. Sergio Piffari, che oggi comincia il suo quarto mandato alla guida della Segreteria Regionale di Italia dei Valori.

Cosa vuol dire preparare un congresso? In due parole: un delirio. Stendere i documenti politici, discutere, mediare, recuperare le firme, discutere, mediare, compilare le liste, discutere, mediare. Un lavoro mostruoso, durato diverse settimane, per arrivare a scoprire una notizia fantastica. Ben il 27% di una regione che consta oltre 3000 tesserati supporta la nostra idea di politica. Sogna lo stesso futuro trasparente, aperto e moderno che abbiamo immaginato noi per il partito.
E a livello giovanile va ancora meglio. La mozione più vicina alla nostra, quella di Luciano Messenio, ha sfondato quota 60%. Complimenti, neo-eletto coordinatore regionale giovani!

Non siamo ancora maggioranza, ma non c’è dubbio alcuno: il cuore dei giovani del partito batte vicino a noi. Vicino a internet e alle nostre proposte sul web. Vicino alle primarie!
Il risultato di ieri è clamoroso anche per come è maturato. Proponevamo al congresso una serie di modifiche innovative e importanti per l’attività di Italia dei Valori in Lombardia. Proponevamo una mozione rivolta al futuro, piena di speranza e di idee.

Di fronte all’enorme esperienza dell’On. Piffari abbiamo tentato di mostrare all’assemblea dei contenuti nuovi. E pur non avendo ricevuto sostegno diretto da nessuno degli eletti più importanti in Lombardia (e alcune defezioni hanno fatto proprio male al cuore) il risultato numerico è stato lusinghiero. Anche perché ad aver raccolto i voti è la proposta ben prima del candidato!

Ieri sera coi ragazzi si faceva festa per il risultato di Luciano, e gongolavo. Certo, io avevo perso. E immagino non fosse troppo difficile prevederlo… Una persona di cui ho (mio malgrado, via… :D ) enorme stima in una conversazione sul tema aveva archiviato la questione dicendo: “Piffari è imbattibile. E tu correresti mai contro qualcuno di imbattibile?”

Well, immagino che a posteriori si possa e si debba rispondere di si.

Ne è valsa la pena. Perchè al di là della mia sconfitta, il risultato che abbiamo ottenuto come gruppo è un successo politico sostanziale. Credo lo testimoniassero i faccioni sorridenti e l’atmosfera elettrizzante che si respirava ieri sera. Una serata magica, di quelle che “non vorresti mai andare a dormire”. Una serata che credo abbia fatto breccia in parecchi cuori oltre al mio.

Ovunque sul floor congressuale sono arrivate parole di incoraggiamento, strette di mano, abbracci. In tantissimi mi hanno ringraziato, e mi hanno detto che erano orgogliosi di me.
Grazie. Ieri sono stato sull’orlo della lacrimuccia a più riprese, non posso negarlo. E sono stato troppo più orgoglioso io di voi. Un gruppo compatto, coeso, pragmatico. Impeccabile nei conteggi, nelle analisi, nelle riflessioni. Umile e disposto al sacrificio. Una macchina che affrontava per la prima volta una missione impossibile, e si è mossa oliata e perfetta, come se non facesse altro da anni.

Ho perso, certo. Ma ha perso il singolo, mentre il gruppo ha vinto. Ha fatto politica in maniera fantastica, e ha ottenuto col suo lavoro e le sue forze dei risultati clamorosi e inattesi. Non ho nessun dubbio: un gruppo del genere ha di fronte a sé proprio il futuro luminoso che si merita. Lo dice la nostra Proposta del Territorio: “L’entusiasmo e la passione stanno tornando. E stanno tornando per vincere!

Non volevo fare dei ringraziamenti personali, per non fare torti a nessuno, ma non resisto e mi concedo una piccola deroga.

Grazie, grazie, grazie. Un milione di volte grazie per l’incredibile lavoro a Stefano Ungarelli. Un amico vero e un politico bravissimo. Parecchio più del vostro affezionatissimo, a dirla tutta.
E grazie a Gennaro Gatto. Ieri al momento del voto mi hai spezzato un pochino il cuore. Grazie per i numeri da vero “mago del vento”, grazie per l’impegno, per i milioni di telefonate, e naturalmente grazie anche per “non ho mai perso un congresso“. Già… Continui a non averne perso nessuno, infatti, a differenza del pluri-perdente che ti parla. Porta pazienza verso questi testoni abbonati alla sconfitta e agli sbagli, in attesa di fare due chiacchere. Ciascuno nella posizione che gli spetta, con dei ceci a disposizione sui quali inginocchiarsi…

Grazie a tutti, di tutto.
Ieri è stato il più bel giorno che ho vissuto da quando ho cominciato a fare politica. Anche solo per un giorno così “ne vale davvero la pena”. Di tutti i sacrifici. Dei soldi. Delle centinaia di ore perse lavorando gratis.

Troppo belli. Troppo bello.

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