Mauro Buti

Political & Social Networking…

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Lungimiranza…

Scritto da Mauro Buti 31 gennaio 2010

Il PD ha prontamente raccolto il campanello d’allarme del trionfo di Nichi Vendola, facendo tesoro dell’ennesima lezione subita alle urne.

Il candidato nella regione Campania non verrà scelto tramite le primarie (non sia mai, potrebbe vincere un nome diverso da quello indicato dall’apparato). Si chiude quindi il trionfale quinquennio di Antonio Bassolino, con un processo ancora in corso, in fremente attesa di essere mannaiato dalla nuova legge sul processo breve.

Il cambio di marcia e la nuova stagione vengono affidati all’attuale Sindaco di Salerno, il dalemiano Vincenzo De Luca. Attualmente indagato per truffa aggravata e falso.

Complimenti per la scelta, e auguri

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Racconti di Vita

Scritto da Mauro Buti 26 gennaio 2010

Nella trasmissione si menziona una lettera. L’ho spedita poco dopo essere stato invitato in maniera “ufficiale”, per aiutare la redazione a centrare l’attenzione sulla mia vicenda e su quello che potevo dire di interessante. In diversi mi hanno chiesto a riguardo, quindi per chiunque volesse leggerla ho deciso di inserirla nel sito nella sua versione integrale.

L’avventura più grande

Scritto da Mauro Buti 26 gennaio 2010

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Molti di voi già lo sanno, ma una ufficializzazione è d’obbligo. Alle Elezioni Regionali di Marzo correrò in Lombardia per Italia dei Valori, nella circoscrizione Milano e Provincia. Si tratta di un grandissimo onore, che mi è stato tributato come riconoscimento a diversi anni di lavoro e di impegno spesi nelle file del partito. Grazie di cuore, quindi. Al Presidente Antonio Di Pietro, e a tutti coloro che hanno creduto e continuano a credere in me.

Alcuni anni fa, mentre già intuivo che la mia carriera universitaria si sarebbe arenata contro lo scoglio di un sistema bloccato e inamovibile, ho preso una decisione drastica. Non era possibile continuare a lamentarsi all’infinito dello stato di cose nel paese, e non lottarci contro. E poiché la gestione di un paese in ultimo è deputata alla politica, ho ritenuto che l’unica soluzione logica fosse quella di individuare un partito vicino, e di darmi da fare al suo interno.

Così è stato. Ho cominciato un po’ intimorito, partecipando alla prima riunione politica che avessi mai visto in vita mia. E da lì le cose sono proseguite in maniera naturale, fino a trasformare un vago interesse in una attività abituale, parte della mia vita quasi quanto un lavoro vero e proprio.

Fare politica dal vivo, e partendo dalla base della base, è stata un’avventura incredibile e affascinante. Una lezione di vita e di metodo dura e formativa, che mi ha fatto crescere in una maniera impensabile a priori… L’attività che un partito svolge quotidianamente è parecchio diversa dal dibattere di massimi sistemi sulle pagine di un blog, o dai privilegi principeschi della “casta”. Somiglia più da vicino a giornate passate al freddo per raccogliere delle firme. A telefonate a non finire per avere una sala, per chiudere una mozione, o per gestire gli equilibri del gruppo. A pile e pile di volantini da distribuire, o di aggiornamenti da scrivere per il sito ufficiale. A serate spese stando intorno a un tavolo ad ascoltare, invece che fuori con gli amici con una birra in mano. Fra entusiasmi, arrabbiature, speranze e delusioni…

Cito uno dei miei mentori: “La politica è composta al 99% da attività oscure, faticose e ingrate, che spesso si portano avanti fra l’indifferenza generale. Ma di rado, solo di rado, si focalizza per un breve attimo e si trasforma in qualcosa di grande. Diventa un movimento partecipativo, immenso, inarrestabile, e ci regala l’inebriante sensazione di poter davvero cambiare le cose. Di poter fare qualcosa di bello per noi stessi e per gli altri. Per la comunità…

… salvo poi ritornare uguale a se stessa subito dopo”. :D

E così eccoci qua, alcuni anni dopo. Nella politica ho messo tutto il meglio che avevo da dare. Il cervello e le idee, così come la tenacia e il sacrificio. Ho sempre pensato, e penso tuttora, che solo un accurato mix di tutti questi ingredienti permetta a ciascuno di noi di fare la differenza, e di sopravvivere alle alterne fortune che la sorte ci regala fino a costruire qualcosa di importante.

Per una persona che ama la politica, e che fa politica, il confronto elettorale è l’avventura più grande. Il sottoscritto non fa eccezione, e il suo spazio personale dovrà per forza di cose cambiare faccia in funzione di ciò. Nelle prossime settimane avremo quindi modo di scoprire insieme un lato molto più intimo e diretto del mio fare politica. Bisognerà “metterci la faccia”, e non mi tirerò certo indietro.

Correrò consapevole dei miei enormi limiti, e della mia totale inesperienza, ma senza risparmiare nemmeno una briciola di sforzi. Inseguendo prima ancora che un buon risultato l’idea di un approccio nuovo e diverso nei metodi e nei contenuti.

Perché il cambiamento che stiamo aspettando, alla fine, siamo sempre e solo noi…

Dedicato a te, con infinita stima, ammirazione e affetto. Perché mi manchi, perché penso sempre ad Aspen, Colorado, nel 1970, e perché senza di te nulla di tutto questo sarebbe mai potuto accadere…

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Gli equilibri della politica

Scritto da Mauro Buti 25 gennaio 2010

Massimo D’Alema e il suo pupillo Francesco Boccia hanno incassato nella giornata di domenica una ennesima sconfitta clamorosa per il PD.
Allo stato attuale delle cose, e non me ne vogliano i tifosi, la situazione del partito più grande dell’opposizione ricorda molto da vicino quella che sta vivendo nel campionato di calcio la Juventus. Le batoste si accumulano una dietro l’altra in una spirale vertiginosa e inarrestabile, ma nè l’allenatore nè la dirigenza riescono a rassegnarsi di fronte all’inevitabile. Eppure il momento di crisi è tanto e tale da rendere evidente come il bene della società possa passare solo da un “auto-esonero” collettivo.

Un grande ciclo è finito, e per aprirne uno nuovo occorre al più presto farsi da parte, e lasciare spazio ad altri soggetti.
Ma in politica, come ben sappiamo, è impossibile anche solo parlarne.

Il concetto di andarsene dopo una sconfitta non fa parte del vocabolario del buon Massimo, nè di quello della nomenclatura nazionale. Non a caso tutti continuano imperterriti a perdere senza mai nemmeno sognarsi di fare un passo indietro, e da circa 20 anni non vediamo una singola faccia nuova. Capezzone escluso, in effetti. Ma pur riconoscendo i meriti di Pannella nel formare nuovi dirigenti credo sia lecito sperare in qualcosa di diverso dai soli ex-radicali. Specie quelli che da un giorno all’altro si riscoprono strenui difensori del diritto alla vita di Eluana Englaro

Le primarie pugliesi e il plebiscito per Vendola confermano alcuni concetti chiave:

  • le primarie sono una delle cose migliori che la politica italiana abbia prodotto negli ultimi decenni. Costituiscono l’unico metodo attualmente esistente per togliere ai partiti la sovranità assoluta, e negare loro la possibilità di commettere errori all’infinito senza rischiare nessuna punizione. Non a caso nel PD si mangiano le mani per aver commesso lo sbaglio di introdurle…
  • la politica dei due forni non è apprezzata dall’elettorato, e ho l’impressione che al di là delle presidenze di regione ottenute o perse, le urne la puniranno nel suo complesso. Il PD, ammesso di sopravvivere al voto regionale, dovrà riflettere su quanto sia costato il suo atteggiamento ambiguo e mellifluamente moderato in termini di consenso. Inseguire le bizze di un furbacchione navigato come Pierferdinando Casini può portare a una alleanza, certo. Ma se le alleanze distruggono il sostegno della base, fino a quando il gioco vale la candela?
  • il leader di una forza nazionale da 2%, fintantochè è credibile a livello umano, vale come e più di un candidato sostenuto dai partiti. Questo apre un mondo di possibilità ai piccoli, e soprattutto all’Italia dei Valori. Le primarie si possono fare anche in Campania. In Calabria. Si potrebbero e si dovrebbero fare ovunque. Se diventassero una prassi inserirebbero in un mercato monopolizzato, la politica, il concetto di concorrenza. La gente sostiene il candidato migliore a prescindere dalla sigla. In una situazione del genere i partiti per primi si trovano costretti a scegliere i propri nomi con oculatezza, e non solo secondo utilità e patti di scambio.

Le elezioni sono imminenti, gli equilibri politici oltremodo instabili, e l’impressione che qualcosa di nuovo stia arrivando si fa sempre più forte.
Di qualunque cosa si tratti, non giungerà mai un secondo troppo presto…

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Documenti & Politica

Scritto da Mauro Buti 25 gennaio 2010

  • Il manifesto all’origine dell’idea di Web! Il documento risale a quasi due anni fa, e dettaglia le prospettive di penetrazione di Italia dei Valori nel mondo di Internet, e l’urgenza assoluta di orientare le politiche del partito intorno alla rete.
  • L’arringa alle masse in occasione del Congresso Provinciale di Italia dei Valori per l’area di Milano Città.
  • La bozza della “fu” mozione giovani per il Congresso Regionale di Italia dei Valori per la Lombardia. La mozione venne poi ritirata per l’impossibilità di raccogliere un sostegno numerico sufficiente a supporto.
  • Il discorso fatto agli studenti dell’Università di Scienze Politiche di Milano in occasione della presentazione della prima lista del gruppo Valori & Merito. Una accusa diretta all’assassinio della meritocrazia, e alle colpe strutturali del “Sistema Italia”.
  • Le due lettere (la prima e la seconda) inviate ai giornali per protestare contro i terribili tagli portati dal Governo Berlusconi all’università e alla ricerca. Le lettere sono valse la partecipazione ad una puntata del programma Fahrenheit di Radio 3 (qui la registrazione), e un editoriale pubblicato sulla rivista “Il Salvagente“.
  • La lettera spedita alla redazione di “Racconti di Vita” dopo essere stato invitato a partecipare alla trasmissione
  • La scienza del nostro esperto di marketing, Marco Masotina, in un documento che delinea le possibilità e le metodologie di diffusione per una candidatura politica legata a doppio filo alle idee di Web!
  • Il mio programma elettorale per le Elezioni Regionali del 2010
  • Il manifesto di intenti e il nostro lavoro politico alla base della candidatura alle Elezioni Regionali del 2010
  • Il nostro primo documento politico di un certo spessore: “La Proposta del Territorio“. La mia mozione da candidato alla Segreteria Regionale della Lombardia per IdV.

Immagini, Trivia & Goodies

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A Telelombardia oramai sono quasi di casa… :)

Scritto da Mauro Buti 25 gennaio 2010

Ancora materiale video per i miei fedelissimi 25 lettori!

Di nuovo invitato a “Buongiorno Lombardia” da Giorgia Colombo e Stefano Golfari (grazie!!!), il vostro affezionatissimo ha dibattuto con Giorgio Grasso, della Lista Sgarbi. Insieme al mio sanguigno avversario politico abbiamo toccato il tema dei rapporti fra Prima e Seconda Repubblica (quelli di una affascinante similarità in tutti i tratti somatici peggiori, se mi si concede un parere…) e siamo ritornati sullo scottante tema del Processo Breve.

Buona visione, e speriamo che queste piccole presenze riescano a diventare una piacevole abitudine

All’inizio del primo video troverete un “piccolo” annuncio. Corrisponde a totale verità, e molto presto la questione guadagnerà lo spazio che merita anche su queste pagine.

Stay tuned… :)

Centimetro dopo centimetro

Scritto da Mauro Buti 20 gennaio 2010

Torno a parlare di un argomento che mi affascina tantissimo e seguo con passione oramai da qualche anno: la situazione politica negli States.

Ieri si sono tenute le elezioni per il seggio senatoriale lasciato vacante dalla morte di Ted Kennedy, in Massachusetts. Si tratta di un feudo democratico che per più di 60 anni era stato proprietà esclusiva della famiglia Kennedy, e che veniva considerato dai più come una roccaforte a prova di bomba. Nulla di più sbagliato: come previsto alla vigilia da una vecchia volpe della politica, il guru repubblicano Karl Rove, Scott Brown ha vinto con buon margine (+5%), assestando un colpo devastante all’immagine degli avversari.

Di tutto questo mi dispiaccio, ma non mi stupisco. Come ho avuto già modo di dire a inizio anno il successo del mandato di Obama si gioca solo ed esclusivamente sull’andamento dell’economia. Obama ha fatto molto per mantenere in piedi il sistema globale, e per stabilizzare le borse. Purtroppo la politica della mano morbida con le banche ha permesso al mondo finanziario di rialzarsi (almeno temporaneamente) dopo un colpo da possibile KO, ma comporta tutta una serie di costi accessori.
Finchè il mercato del lavoro rimane in crisi nera il relativo benessere di Wall Street lo si paga fra la gente comune, sulla “Main Street”. E per Obama il saldo è solo all’inizio…

Al di là delle grandi implicazioni politiche di una bocciatura impensabile alla vigilia, è il quadro politico americano nel suo complesso a mutare. Al Senato su 100 senatori abbiamo adesso 59 democratici (57 + 2 indipendenti “vicini”) e 41 repubblicani. La maggioranza rimane schiacciante, ma senza 60 senatori diventa impossibile opporsi alle procedure di “filibuster”, e cioè vietare alle opposizioni di prolungare i tempi di dibattito all’infinito al solo scopo di non permettere il passaggio di leggi sgradite.

Tradotto: la riforma della sanità, vero e proprio perno dell’agenda Obama nel 2010, è a enorme rischio. E insieme alla sanità, come ovvio, sono moltissime le tematiche divisive che fanno parte dell’agenda del primo presidente nero, e richiederanno d’ora in poi un approccio politico del tutto nuovo e diverso.

Nel frattempo le elezioni di mid-term del novembre 2010 si avvicinano, e con esse lo spettro di perdere il controllo anche della “House”, la Camera Americana, e di spianare la strada ad un clamoroso insuccesso alle presidenziali 2012.

Obama è un politico colto, affascinante e preparatissimo. Sono certo che reagirà di petto, imponendo un cambio di passo ai democratici, e rinnovando i suoi piani ambiziosi. Ciò nonostante il colpo subito è stato durissimo, e le condizioni al contorno sono anche peggiori. Specie se, come credo, la situazione economica è ai limiti della governabilità. Il momento è difficile, e la luna di miele con le promesse di qualcosa di nuovo e diverso è finita. Dopo averci regalato a piene mani il suo fascino per più di due anni, Obama è chiamato a riconquistare i nostri cuori con la tenacia, la determinazione, e la resistenza. Deve dimostrare di essere un buon incassatore, e rialzarsi. Proprio come chiede di fare al suo paese.

Le cose non cambiano mai da sole. Per cambiarle bisogna lottare contro un sistema radicato, ostile e refrattario alla novità anche a costo della sopravvivenza. Avanzare gettando il cuore, oltre che la testa, al di là degli ostacoli. Più spesso sommersi dal fango e dalle difficoltà che dalle lodi.

Centimetro dopo centimetro…

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