Mauro Buti

Political & Social Networking…

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Angeli & Demoni

Scritto da Mauro Buti 28 settembre 2009

Angela Merkel trionfa alle elezioni politiche tedesche, regalando alla destra un altro fondamentale tassello del mosaico europeo. Il segnale che arriva dagli stati più importanti dell’Unione è chiaro: in controtendenza rispetto a quanto avvenuto in America sono le forze conservatrici a cavalcare la crisi e a tenere in pugno il timone dell’Europa. Sarkozy è saldamente al comando in Francia, in Gran Bretagna si profila una sconfitta di proporzioni colossali per il New Labour di Mr Brown, mentre in Italia il premier Berlusconi ha appena dichiarato festoso, in occasione della prima kermesse nazionale del PdL, che: “Saremo qui per sempre”.

Allegria.

Una piccola rassegna del discorso di Milano tenuto dal nostro “caro leader”:

  1. Politica estera, sull’incontro con Obama: “Vi porto i saluti di uno che si chiama… uno abbronzato… Ah, Barack Obama. [...] Voi non ci crederete, ma sono andati a prendere il sole in spiaggia in due, perché è abbronzata anche la moglie“. Il sense of humor, prima di tutto…
  2. Successi di governo (un sempreverde): “Abbiamo introdotto un nuovo elemento nella politica italiana: la moralità“. Applausi a scena aperta, scene di giubilo in Vaticano e nella cella dell’ex amico Giampi Tarantini.
  3. Opposizione e comunisti (un altro sempreverde): “questa sinistra che non è cambiata. Vorrebbe trasformare il paese in una piazza urlante che condanna, quando in passato sono stati adoratori di tiranni sanguinari come Stalin, Mao e Pol Pot”. Così parlò l’amico di Gheddafi e Putin. E dell’eroico stalliere Mangano, se è per questo…
  4. Crisi. “Abbiamo agito prima degli altri, abbiamo garantito gli ammortizzatori sociali a tutti coloro che hanno perso il lavoro“. Ovazione di 90 minuti da parte del popolo dei precari e degli under 30, e panico in platea per un principio d’infarto accusato dal ministro Tremonti (gli ammortizzatori durano un anno, non per sempre, e non è dato di sapere quale sarà la reazione del milione di neo-disoccupati alla chiusura dei rubinetti…)

Prima di chiudere una menzione veloce anche ad Annozero. La trasmissione ha fatto record di ascolti (cinque milioni e mezzo di telespettatori, mentre il premier monopolizzando la prima serata era arrivato a stento a tre) ed è stata premiata con una istruttoria da parte del governo, e un “velato” invito a boicottare il canone RAI da parte di Vittorio Feltri.
Il tutto non perchè ci propinano Silvio e non se lo fila nessuno, ma perchè non bisogna lasciare spazio a Santoro, dal momento che se lo guardano tutti.

Viviamo in tempi strani. Secondo la maggior parte degli analisti economici la crisi è figlia di un eccesso di liberismo e della politica economica tipica delle destre e dei conservatori, eppure tutto questo non ha aiutato le forze progressiste del vecchio continente a guadagnare un significativo vantaggio. Al contrario sembra preludere a una fase politica ancora più prudente e meno riformista di quella degli ultimi anni. Un lusso che in Italia non possiamo permetterci…

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Cabaret

Scritto da Mauro Buti 24 settembre 2009

lapacepuo

Di questi tempi l’Italia continua a ricordarci con una certa frequenza come non esista limite alcuno al peggio. Ed è vero, naturalmente: non c’è.

Papi Silvio, amico intimo del gerarca russo Putin, unico leader occidentale ad omaggiare e foraggiare il colonnello Gheddafi, entusiasta partecipante al conflitto in Afghanistan (in aperta violazione del ripudio della guerra, sancito dalla nostra vetusta e sorpassata costituzione…) è stato “proposto” per il Premio Nobel per la Pace. Sembra troppo grossa per essere vera? Controllare per credere: l’inno a sostegno della prestigiosa candidatura potete ascoltarlo e ammirarlo qua sopra, mentre per gli appassionati di Cabaret è obbligatorio un breve passaggio sul sito ufficiale dell’iniziativa.

Buon divertimento. :)

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Notizie

Scritto da Mauro Buti 23 settembre 2009

Renato Brunetta, controverso ministro della funzione pubblica, ha arruolato come consulente un uomo dalla sicura moralità e dalla curiosa storia politica. Si tratta di Gianni De Michelis, ex ministro socialista dell’epoca Craxi, meglio noto per essere stato condannato in via definitiva a 2 anni e 6 mesi per corruzione nell’ambito delle tangenti autostradali del Veneto, e a 6 mesi per la celeberrima maxitangente Enimont (pene entrambe sospese con la condizionale).
De Michelis, passato alla Storia d’Italia per le sue feste e per la sua nomea di viveur (oltre che per le condanne, naturalmente), non mancherà di dare un prezioso contributo alla crociata moralizzatrice dell’amico Renato. Un uomo chiamato da Enzo Biagi “avanzo di balera” e capace di lasciare conti da 490 milioni di vecchie lire in hotel da 370 mila lire a notte per coprire “gli extra e le spesucce” ha sicuramente qualcosa da insegnarci in tema di fannulloni, del resto…

Zitto zitto, lemme lemme, come da tradizione per i migliori colpi di Berlusconiana memoria, l’adorabile scudo fiscale si è appena esteso anche ai reati di natura tributaria. Chi l’avrebbe mai detto: evadere le tasse in Italia rimane una attività diffusa, amata, e promossa a livello statale. Diverte e non impegna. Gli anni passano e cambiano tante cose, ma per fortuna almeno in alcune piccole tradizioni Silvio rimane una garanzia

Caso Rai & Annozero. Di fronte all’impedenza sul contratto di Marco Travaglio, Michele Santoro lancia un ultimatum: “Marco ci sarà, se non c’è lui non c’è Annozero. Annozero e Travaglio sono la stessa cosa”. La RAI deve già a Santoro un corposo mucchio di soldi per non averlo mandato in onda negli anni del diktat bulgaro. L’impressione è che si passerà molto presto da “corposo” a “sfacciato”, con buona pace delle casse statali. Applaudono e ringraziano i diretti concorrenti di Mediaset, forti di un proprietario “super partes” e privo di qualunque interesse diretto nella faccenda. Deve essere proprio per questo che si prepara un piccolo blitz per occupare anche Rai 3, l’ultima rete pubblica rimasta in mano all’opposizione. Ma non fatevi una cattiva idea: non è che in Italia non si possa fare libera informazione. Ci si può benissimo provare, poi sta al buon senso di ciascuno capire che forse non è il caso…

Dulcis in fundo, economia. Tremonti vara trionfalmente la sua “finanziaria leggera”. In realtà i tagli erano tutti nella triennale precedente, comprese le mannaiate a scuola e università che stanno per entrare a regime e segheranno il lavoro a un centinaio di migliaia di persone. Piangono anche Regioni e Province, che infatti disertano la riunione di Palazzo Chigi in merito alla nuova legge e si lasciano andare a qualche dichiarazioni al vetriolo sulla consistenza del denaro promesso dal governo. E se tutto questo non basta per incrinare l’ottimismo di Tremonti, ecco i dati freschi sulla disoccupazione: nuovo record a 7,4%, e quasi 400.000 posti di lavoro persi negli ultimi tre mesi. Con buona pace del presidentissimo non c’è bisogno di tifare per la crisi: sembra farcela benissimo anche da sola.

Ne riparleremo. Nell’attesa, una piccola chicca di chiusura per farvi tornare il sorriso…

Posted via email from Mauro Buti


Un post atipico e molto breve per segnalare l’ennesima inchiesta “ai limiti della realtà” firmata dall’Espresso. Tommaso Cerno ed Emiliano Fittipaldi ricostruiscono la frequenza con la quale il nostro Presidente del Consiglio si dedicava alle sue serate di piacere, e dipingono un quadro che farà invidia a molti miei coetanei. Una sortita galante all’incirca ogni tre giorni…

Bisogna senza dubbio riconoscere al premier una grande vitalità, e un atteggiamento davvero giovanile per un vecchio di 73 anni. (Rezpect, nonno!!!)

Il rovescio della medaglia, naturalmente, sono quei piccoli e banali appuntamenti politici e istituzionali finiti alle ortiche per la nobile missione di coltivare soubrette, aspiranti veline, amichette e puttane. Il popolo votante ringrazia: finalmente c’è chiarezza sul cronico “mal di schiena” di Palazzo Chigi, e ci sono nuovi motivi per sentirsi pieni di orgoglio di fronte alle prestazioni del presidentissimo

Prima di chiudere, due notizie lampo che riprendo con piacere dal blog di un caro amico:

1) un gruppo di mafiosi da l’assalto a una caserma dei carabinieri in reazione al fermo del nipote di un boss per percosse a un extracomunitario. A Palermo? Non diciamo sciocchezze, è accaduto qualche giorno fa nei pressi di Bologna…

2) Massimo Ciancimino, il testimone chiave che ha fatto tremare il mondo della politica con le sue recenti rivelazioni sul celeberrimo “papello” di trattativa fra lo Stato e Cosa Nostra, non è stato ammesso al processo di appello per concorso esterno in associazione mafioso a carico di Marcello Dell’Utri.

Una doppietta affascinante, non trovate?

Posted via email from Mauro Buti

Curioso…

Scritto da Mauro Buti 15 settembre 2009

In Italia, come noto, non esiste alcun problema relativo all’informazione. Lo dimostrano in maniera lampante i fatti.
Negli ultimi giorni:

1) La principale trasmissione “antagonista” al potere Berlusconiano, Annozero di Michele Santoro, è bloccata nel limbo a causa di annosi problemi tecnici legati a contratti e personale. Annozero dovrebbe cominciare il 24 di settembre (il condizionale è d’obbligo). Ad oggi, però, sulle reti nazionali non si hanno notizie in merito. Gli spot pubblicitari volti a promuovere una delle poche trasmissioni in forte attivo del palinsesto RAI sono stati oscurati, e non hanno trovato spazio in televisione. In compenso sono già fra i video più visti in assoluto su Youtube

2) Parlavamo di difficoltà legate ai contratti. Volete provare a indovinare quale siano i dieci minuti di trasmissione più delicati da approvare? O è troppo facile?

3) Porta a Porta di questo martedì, relativo alla consegna delle nuove abitazioni alla popolazione abruzzese, andrà in onda a reti unificate. Per non disturbare l’insetto nazionale nel suo trionfale encomio al miglior governante degli ultimi 150 anni sono state spostate sia la prima puntata di Ballarò che quella di Matrix. Non si tratta di decisioni concertate, naturalmente, o se ne dovrebbe preoccupare l’Antitrust. Lo stesso che persegue Google News per abuso di posizione dominante, e poi si lascia sfuggire giusto un insignificante, miserabile monopoliuccio in ambito televisivo.

A fronte di questa situazione, come ovvio, il “Presidente di Garanzia” della Rai, Mr Galimberti, non accenna a dimettersi e si limita a qualche pigolio di protesta.
Non è il solo Presidente ad attraversare un periodo poco fortunato, a quanto pare. E se è inutile infierire oltre sul nostro Presidente del Consiglio, l’unico in un paese occidentale che può preferire delle puttane ai suoi appuntamenti istituzionali senza finire eiettato dalla poltrona, è curioso notare quanto sta accadendo alla Terza Carica dello Stato, Gianfranco Fini.

Dopo essersi smarcato dalla linea del “lider maximo” in tema di mafia (che poi è quella consueta relativa alla giustizia in generale: i giudici sono tutti pazzi) Mr Fini ha regalato un inquietante accenno alle altrui frequentazioni massoniche, segnalando la sua distanza da “grembiulini e compassi” in occasione del seminario del PdL di Gubbio.
Il risultato? Scontato: crocifissione pubblica da parte della macchina mediatica Berlusconiana, per interposta persona di Vittorio Feltri.

Nel mentre, fra le imbarazzate risatine di circostanza e i colpi di gomito, una delle due forze politiche di governo si permette una giornata di libertà in riva al Po, e sputa per l’ennesima volta sulla Costituzione Italiana, urlando in pubblica piazza i suoi lodevoli propositi di seccessione. Risultato: una prima pagina di giornale su tutte le testate in edicola, e nemmeno un minuto sui telegiornali.

Ehi, visto che in Italia non esiste nessun problema relativo all’informazione? :)

Posted via email from Mauro’s posterous

Niente di nuovo sul fronte occidentale

Scritto da Mauro Buti 11 settembre 2009

Il Presidente del Senato Renato Schifani ha commentato oggi in merito alla diatriba scatenata dalle parole del premier Berlusconi sull’operato dei magistrati italiani in tema di mafia. L’uscita di Berlusconi aveva causato una irrituale reazione d’orgoglio nell’Associazione Nazionale Magistrati (la stessa già nota per aver assistito senza battere ciglio alla distruzione delle inchieste di Luigi De Magistris, all’annientamento della procura di Salerno e alla defenestrazione dell’ex procuratore Luigi Apicella). L’ANM aveva infatti risposto duramente, dicendosi indignata dalle “inaccettabili” parole del premier.
Pronta la reazione del Presidente della Repubblica Napolitano, che getta acqua sul fuoco ricordando ai magistrati di usare “serenità e prudenza“, specie in reazione ad un Primo Ministro che con altrettanta misura parla della “follia pura” di persone che “da Palermo a Milano guardano ancora a fatti del ’92, del ’93, del ’94 [...] pagate dal pubblico per congiurare contro di noi che lavoriamo per il bene del Paese”.

Davvero terribile pensare che i magistrati italiani lottino ancora per far luce sulla Strage di Capaci e su quella di Via D’Amelio, non è vero?

Sulle parole del sedicente “di gran lunga il miglior presidente del Consiglio dei 150 anni della storia italiana” (immagino che Cavour stia ringraziando per la sensibilità e la modestia, mentre si rivolta nella tomba…) abbiamo imparato da tempo a sorvolare con un sorriso. Specie da quando è un fatto acclamato come la ragion di stato e gli impegni ufficiali possano attendere se “c’è la bionda e ne vale la pena” (Tarantini dixit e noi non possiamo che fidarci…).

Ma vale lo stesso la pena di soffermarsi sulle inquietanti parole della nostra Seconda Carica dello Stato. Leggiamole insieme:

La magistratura mi piace di più quando si occupa, a volte addirittura pagandone il prezzo in prima persona, del contrasto diretto e senza quartiere alla mafia per distruggerne l’organizzazione territoriale, sradicandone le sue radici velenose e profonde. Mi piace meno quando alcuni singoli magistrati, seguendo percorsi contorti e nebulosi ed avvalendosi di dichiarazioni di collaboratori di giustizia che parlano per sentito dire, tendono a riproporre teoremi politici attraverso l’evocazione di fantasmi di un passato lontano che avrebbe visto congiure contro il regolare assetto delle istituzioni.

Il messaggio è di una chiarezza disarmante, e lascia basiti. La magistratura piace quando si occupa dell’organizzazione territoriale, e cioè dei pesci piccoli, e quando non ipotizza congiure e teoremi che riguardano personalità politiche, cioè quando non coinvolge i pesci grossi. Il momento nel quale piace di più, naturalmente, è quando segue il dorato esempio di Falcone e Borsellino e si immola, lasciando a chi resta dei comodi eroi da commemorare con una lacrimuccia, fra un sospiro di sollievo e l’altro.

In questa vicenda non manca nessuno. Premier, Presidente del Senato, Presidente della Repubblica…
La deriva di cui sono innocenti vittime le nostre istituzioni e i nostri valori non conosce più nè freni nè pudore.

Posted via email from Mauro’s posterous

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