Chi l’avrebbe mai detto?
19 maggio 2009
Le motivazioni della sentenza Mills sono state depositate oggi a Milano. 400 pagine di malloppo per scoprire una incredibile sorpresa: i giudici affermano che l’avvocato inglese mentì sotto giuramento durante due processi (All-Iberian e Tangenti alla Guardia di Finanza) per salvare Berlusconi e i suoi gruppi.
Chi l’avrebbe mai detto, dal momento che aveva solo 600.000 dollari di ottime ragioni per farlo, inviatigli direttamente dal dirigente Fininvest Carlo Bernasconi?
“In un paese serio il Presidente del Consiglio dovrebbe quantomeno dimettersi!” strilla Pino Sgobio, dell’ufficio politico del Partito dei Comunisti Italiani. A suo tempo lo fece notare anche Antonio Di Pietro, eppure temo che con buona pace di entrambi ci si dovrà rassegnare alla compagnia del buon Silvio ancora per parecchi anni.
Il Presidente del Consiglio, infatti, in Italia non è processabile. Così si gode beato l’auto-impunità da lui stesso resa Legge di Stato tramite il Lodo Alfano, e la serena consapevolezza che quand’anche il procedimento a suo carico riprendesse in un futuro lontano, lo farebbe ripartendo da principio. Con certezza assoluta di arrivare a prescrizione.
Avremo così un paradosso adorabile: la prima corruzione della storia in cui è presente il corrotto ma è assente il corruttore. E sono certo che almeno alcuni lettori non si faranno sfuggire la sottile ironia della cosa. La corruzione senza corruttore, del resto, è un simbolo perfetto della italianità moderna: un paese dove è alla luce del sole come in parecchi incassino, ma non è mai troppo chiaro chi paghi.



















