Mauro Buti

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Intervallo

Scritto da Mauro Buti 7 aprile 2009

intervallopici2Le cose più interessanti succedono sempre mentre non si guarda, o quando ci si permette qualche breve attimo di riposo e distrazione. In pochi giorni, infatti, si sono susseguite diverse notizie che sarebbero degne di attenzione e di commento.

Un breve elenco sparso:

  • Il premier Berlusconi fa la sua prima figura da cioccolataio al G20, strillando nelle orecchie della regina Elisabetta per richiamare l’attenzione dell’abbronzatissimo Barack Obama
  • il premier Berlusconi fa la sua seconda figura da cioccolataio al G20, mentre Obama si chiede dove sia, dal momento che è l’unico a mancare per la seconda foto di rito e tutti lo stanno aspettando (la foto verrà scattata senza di lui)
  • il premier Berlusconi fa la sua terza figura da cioccolataio al G20, e rimane a telefonare mentre Angela Merkel e il resto della compagnia attendono di essere raggiunti per iniziare la cerimonia del 60° anniversario della Nato (che partirà con il nostro Presidente del Consiglio ancora al telefono)
  • Essendo che siamo a quota tre, e per questo giro (con un po’ di aiuto dall’alto) dovremmo avere finito, il premier Berlusconi ci ricorda come siano i media iniqui (già ridotti da tempo a miserabili scendiletto del potere) a calunniarlo, e segnala di essere tentato da “misure dure“.
  • Purtroppo non abbiamo finito, trattandosi pur sempre del premier Berlusconi. Mancavano ancora i ministri al cesso durante l’intervento del prode Tremonti, con il coronamento finale delle gran risate sulle “nomine rai in corso a casa mia“. Verrebbe da ridere in effetti, se non fosse che è vero. Per i pochi programmi ancora liberi nella tv pubblica (Annozero, su tutti) si prospettano giorni duri. Sta per tornare l’era dell’uso criminoso della tv pubblica, e degli editti bulgari?

Ma anche al di là degli eclatanti successi internazionali del nostro premier non mancano altre notizie interessanti e curiose:

  • L’idillio di Mr Obama con l’Europa dura poco, e si apre uno scontro netto sulla questione della Turchia. Difficile non pensare come si tratti solo di un preludio degli scontri a venire, dal momento che al di là delle grandi dichiarazioni in tema economico l’accordo raggiunto rimane, almeno per ora, un accordo di facciata
  • Il peggior terremoto dell’ultimo decennio distrugge l’Abruzzo. E non è che ci sia molto altro da dire in merito, in mezzo a un panorama desolante fatto di morti, feriti, palazzi antisismici crollati, e scontri di dubbia utilità fra rabdomanti delle catastrofi e capi della protezione civile dalla lingua troppo lunga. Ciò nonostante in un blog che parla di politica esprimere della solidarietà dopo un evento del genere è obbligatorio. Domani se faccio in tempo vado all’Avis a donare il sangue, e invito tutti i miei 25 lettori a fare altrettanto.
  • Beppe Grillo torna in televisione a Exit di Ilaria D’Amico. Da non crederci, e infatti le cose vanno maluccio e ne nasce una querelle riguardo alla quale vi propongo una versione e l’altra. Inutile dire come al di là dello scontro Grillo-D’Amico nessuno abbia parlato nella maniera più assoluta nel merito dei temi proposti dal comico genovese
  • Mr Rupert Murdoch, il proprietario di una delle più enormi catene di media mondiali, nonchè della nostra SKY, si permette di dire che: “La gente legge le notizie gratis su Internet, e questo deve cambiare“. C’è pronto già da tempo un gran bel post che parlerà di lui, dell’industria discografica, di internet e del futuro. Conto di proporvelo al più presto, naturalmente, ma dovrete portare ancora un pochino di pazienza.

Basta? Beh, direi proprio di si…

Almeno in attesa della nuova sortita internazionale del nostro “statista”, di un’altra mia conquista del piccolo schermo, o della prossima catastrofe climatica-economica-ambientale-globale.

Buon proseguimento…

Salvare il Mondo…

Scritto da Mauro Buti 3 aprile 2009

Come è bello e dolcissimo sbagliarsi, a volte…

Ero convinto che il G20 di Londra si sarebbe tradotto in un nulla di fatto, e invece l’uomo nuovo dell’Illinois, Mr Barack Obama, è stato in grado di chiudere un accordo fondamentale e di dare ai mercati una nuova spinta verso l’alto.

Esultano le borse, ed esulta l’Italia, dove Fiat si gode la spinta di Chrysler e vola siglando un clamoroso +27%

Obama è stato in grado di mediare, fra i tanti, anche un compromesso fra il presidente francese Sarkozy e il premier cinese Jintao relativo ai paradisi fiscali. Una impresa non semplice, se si considera quanto siano contrapposti gli interessi delle varie parti in causa. Sull’accordo però pesa come un macigno l’ombra di una probabile intesa a due già siglata sull’asse America – Cina.

Come hanno già fatto notare diversi analisti, fra i quali il nostro Vittorio Zucconi durante l’ultima puntata di AnnoZero, il rapporto fra le due nuove superpotenze somiglia da vicino a quello fra un tossico e uno spacciatore. Non possono vivere separati (troppi investimenti cinesi in dollari, troppi dollari americani a comprare la produzione a basso costo cinese), e così continuano a restare abbracciati in una stretta mortale che spinge la crisi verso il suo inevitabile climax.

Al di là del successo momentaneo di Londra lo scenario si sta delineando, e il piano di Obama sembra essere sempre più chiaro. Accettare un compromesso sulle inevitabili piccole forme di protezionismo che sono già emerse (e continueranno ad emergere nei prossimi mesi), ma preservare i canali fondamentali del mercato globale. Nel frattempo mantenere basso il valore del dollaro con forti iniezioni di liquidità e spingere l’economia reale. Il meccanismo non è certo nuovo, ed è identico a quello che in Italia ha creato il boom degli anni 60 e 70, e il mostruoso deficit odierno.

Faccio debito e svaluto la moneta. Così facendo stimolo le esportazioni, dal momento che costo pochissimo, e spingo una economia in recessione aiutando il paese a rialzarsi. Tutto giusto, non fosse per il terzo incomodo. Se questo scenario si verifica, infatti, a finire stritolata sarà l’Europa e la sua politica monetaria prudente e votata alla stabilità.

I leader del vecchio continente non accetteranno mai una situazione così negativa senza contropartite enormi, e l’America non sembra avere nè la volontà nè la possibilità di metterle sul piatto.

Qua sotto si possono ammirare due mappe: mostrano la distribuzione mondiale della capitalizzazione bancaria nel 1999, e nel 2009. Non è certo un mistero: oggi sono i capitali cinesi a mantenere artificialmente in vita l’economia USA, e la politica di Obama deve mantenere ad ogni costo aperto il canale di accesso a quel denaro.

Il problema è politico e in assenza di un correttivo l’Europa rischia di trovarsi in un angolo, costretta a rispondere al fuoco incrociato dei due colossi con l’unica e terribile arma che le resta. La “bomba atomica” della guerra mondiale economica che viviamo oggi, e cioè il protezionismo.

Se l’analisi appena fatta si avvicina anche solo di poco alla realtà, presto torneremo a un mercato chiuso e caratterizzato dagli accordi bilaterali. E si tratterà di un mercato del tutto incapace, per la sua stessa natura, di mantenere dimensioni anche solo paragonabili rispetto a quello attuale.

Godiamoci tutti un meritato respiro di sollievo, quindi, ma non distogliamo l’attenzione. Perchè ancora molto deve accadere, e ancora molto deve cambiare, prima di lasciarci questa crisi alle spalle…

Dopo la radio, la televisione…

Scritto da Mauro Buti 2 aprile 2009

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E il prossimo passo, ovviamente, sarà la conquista del mondo:)

Un piccolo fuori tema per segnalare ai lettori che il vostro affezionato amanuense avrà tempo e modo di dare spazio alla sua verve anche sul piccolo schermo. Questa domenica sarò ospite della trasmissione Racconti di Vita per raccontare l’epopea dei ricercatori precari in italia, e per qualche (brevissima, lo giuro) riflessione sullo stato attuale del paese e dell’università.

Qualche dettaglio in più sulla puntata, che si intitolerà “Un passo indietro?“, potete trovarlo a questo indirizzo.

Buona visione a tutti coloro che vorranno essermi vicino in questo momento “campale”!

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