Mauro Buti

Political & Social Networking…

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Che cos’è il Genio?

Scritto da Mauro Buti 24 aprile 2009

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Finalmente: buone notizie!

Scritto da Mauro Buti 22 aprile 2009

Dopo aver gettato dalla finestra qualche miliardo di euro per l’affaire Alitalia, il governo mostra di nuovo la sua propensione al risparmio. E ci mancherebbe il contrario, in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo.

Non ci sono soldi per la scuole e l’università, non ci sono soldi per i precari e i disoccupati, non ci sono soldi dentro alle “social card”, non ci sono soldi per le casse integrazioni, ma ci sono centinaia e centinaia di milioni di euro da buttare pur di non far andare a quorum il referendum sulla legge elettorale, accontentando così una preoccupatissima Lega Nord.

Per una buona causa, i soldi si trovano sempre. E così, 20 anni dopo, la Lega di lotta e di governo cambia definitivamente sponda, e sposa la causa di quella Roma sprecona e ladrona contro la quale si scagliava un tempo. Sic transit gloria mundi…

Nel frattempo, silenziose e sornione, si alzano le stime del Fondo Monetario Internazionale riguardo al costo della crisi e al nostro debito pubblico: per il 2010 adesso si parla del 121%.

Il premier Berlusconi continua tenace nel suo inseguimento al record siglato a suo tempo dall’amico Bettino. Auguri…

Arte Moderna

Scritto da Mauro Buti 20 aprile 2009

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Una ritrae, quasi senza veli, il premier Silvio Berlusconi e il ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna. L’altra ha come soggetto la moglie del presidente del Consiglio, Veronica Lario, a seno nudo e con due ali d’angelo: sono le due opere dell’artista palermitano Filippo Panseca, che hanno suscitato non poche polemiche a Savona, dove sono state esposte in nell’ambito della mostra «Art & Savonnerie», inaugurata al Priamar. [...]

Filippo Panseca è diventato famoso negli anni Ottanta per le sfarzose scenografie dei congressi del Partito Socialista. Suo è anche il logo del garofano.

Ehi, che sorpresa… (2)

Scritto da Mauro Buti 17 aprile 2009

viacrucis2333AnnoZero di ieri sera: vittoria netta negli ascolti contro la De Filippi.

Una trasmissione di approfondimento politico si scontra con un varietà, e trionfa.
Portando lustro, gloria, e soprattutto soldi a una rete come Rai2. Una rete che vive di alterne fortune, di alterna qualità dei programmi, e di alterni rientri economici dal punto di vista pubblicitario.

Alla gente AnnoZero piace. Per un motivo o per l’altro viene seguito, per un motivo o per l’altro fa esattamente quello che una trasmissione di approfondimento politico deve fare, e cioè innesca il dibattito e la discussione. E così facendo svolge un preziosissimo servizio pubblico, in un paese disinteressato e disinformato come il nostro.

Costa così tanta fatica ammettere la verità?
In mezzo a tanti giornali che non vendono più, in mezzo a tanta gente bravissima a criticare gli altri e pessima fare il suo mestiere, Santoro è un professionista di rara competenza. Un vanto e un notevole valore aggiunto per la sua azienda.

Il resto è fuffa, così come è fuffa stabilire quando sia simpatico, antipatico, arrogante, eccessivo, irriverente mentre svolge (bene) il suo lavoro. Non a caso a creare le polemiche è proprio chi fa capo all’azienda direttamente concorrente…

Ehi, che sorpresa…

Scritto da Mauro Buti 15 aprile 2009

silvio_berlusconi2222Secondo il “Supplemento al Bollettino Statistico dedicato alla Finanza pubblica“, della Banca d’Italia, il nostro debito è appena schizzato oltre quota 1700 miliardi.

C’è poco da fare, del resto. C’è crisi, lo sappiamo tutti…

Nel frattempo il gettito fiscale, dopo un solo anno di governo Berlusconi, è crollato perdendo nel primo bimestre del 2009 circa il 7,2% nel confronto con l’anno precedente.

Aumenta l’evasione fiscale, e aumenta il debito pubblico. Non è una novità: qualcuno dei miei 25 lettori ricorderà senz’altro come fosse già successo qualcosa del genere. Fra il 1983 e il 1987, gli anni ruggenti del socialismo “alla Bettino Craxi“, in Italia il rapporto debito/pil aumentò dal 70% al 90%, e il deficit fece un balzo in avanti da 234 a 522 miliardi di euro (fonte: wikipedia).

Bei tempi, vero?

Silvio tallona da vicino l’amico Bettino con oltre 5 punti percentuali di aumento del debito/pil nel primo anno di mandato, e delle prospettive per il 2013 che potrebbero lanciarlo verso il primato assoluto.

In bocca al lupo, allora. A lui e a noi…

Anno Primo

Scritto da Mauro Buti 14 aprile 2009

piccoli_fascisti1piciIl governo a reti unificate ha deciso che si deve chiudere AnnoZero. Ed è una notizia, soprattutto perchè si tratta di una delle poche questioni capaci di riappacificare il premier Berlusconi e il Presidente della Camera Gianfranco Fini. Inutile entrare nel merito della scusa, sappiamo tutti che il motivo specifico è del tutto irrilevante. L’obiettivo è dichiarato da tempo: basta voci fuori dal coro.

Non so se Santoro faccia bene o male al PD, a Di Pietro, o piuttosto a Berlusconi. Di sicuro so che in un mare piatto e senza onde solo Santoro tentava di essere diverso, e di dare voce a una Italia diversa. Che pure esiste, e ha un peso, se è vero come è vero che Santoro fa regolarmente record di ascolti sulla sua rete, e finanzia il suo lavoro con una parte dei corposi introiti pubblicitari che la trasmissione procura alla RAI.

Fa male pensare che sia eversivo mandare in onda Santoro, mentre è del tutto normale che inquisiti come Moggi (il re di calciopoli) e Del Turco (il socialista che è affondato insieme a tutta la sua giunta in Abruzzo) pontifichino in prima serata sulla loro innocenza. Senza che nessuno faccia un fiato, senza contraddittorio, senza nemmeno disturbarsi ad avere uno scrupolo per le centinaia di migliaia di cittadini truffati e umiliati dal loro comportamento.

La politica italiana di oggi vive nella dorata illusione che non esista più la realtà. Perchè solo quanto ha copertura televisiva è davvero reale: il resto è il resto di niente.

Ma anche dominando i media, anche creando il pensiero unico, anche isolandosi in un sistema partitico blindato e inaccessibile, anche realizzando al 95% il Piano di Rinascita Democratica, l’illusione non basterà mai a scacciare paura e terrore.

Perchè la realtà rimane: il re è nudo, l’economia è in ginocchio, la coesione sociale è a rischio. E nel frattempo il pensiero libero è già volato via. Lontano dai potenti, troppo vecchi e corrotti per capire che un futuro diverso è cominciato da tempo. Informazione e comunicazione fluttuano libere in un nuovo media, dopo aver abbandonato senza rimpianti quella scatola colorata che ha dominato il mondo occidentale per decenni.

Con calma e pazienza serbano la memoria collettiva, e la verità, e così facendo mettono le basi per una atroce rivalsa. Perchè quando verrà il momento nessuno si potrà nascondere dal freddo e brutale Giudizio della Storia.

Non eri Einstein. Non eri niente.

Scritto da Mauro Buti 9 aprile 2009

q07_185643931(L’immagine è rubata dallo splendido The Big Picture, del Boston Globe. Il titolo, invece, cita un interessante esponente della blogosfera italiana. Una parte della dedica va in maniera sacrosanta a me stesso, ma molto prima e con molto più rispetto il post è per gli studenti rimasti sottoterra ad Aquila. È dedicato alla rabbia e all’amarezza di tutti coloro che oggi guardano allibiti come stiano davvero andando le cose. Spero faccia male perchè è stato difficile scriverlo. Ma il cuore si deve indurire, e gli occhi devono diventare di ghiaccio. Perchè si riesca ancora a combattere quanto è così palesemente ingiusto e sbagliato in questo paese)

Che dire…

Che dire di fronte alle case distrutte dal terremoto in Abruzzo? Che dire mentre i media riportano senza sosta immagini di morte, dolore e distruzione? Forse non c’è nulla da dire. Il circo va avanti. Un altro giro di ruota. Si prosegue ancora, destinazione sempre incerta.

Napolitano: “Ci sia un esame di coscienza, nessuno è senza colpa”.

È vero, presidente. Nessuno è senza colpa.
E allora iniziamo a guardare in faccia alle nostre, di colpe. Le colpe dei giovani, dei quali mi sento orgoglioso esponente nonostante la soglia dei 30 alle porte. La colpa di essere stati deboli, per cominciare. Di avere assistito inermi. Di esserci illusi di un mondo “fresco & frizzante”, come un bell’aperitivo milanese, mentre bevevano solo gli altri.

Peccato, ragazzi. Mi sanguina il cuore a dirlo, ma è finita la pacchia.
Non ce ne siamo accorti, e gli altri clienti hanno spazzolato il bancone. Però sereni, per tornare a casa si è scelto bene: guida quello che ha bevuto più di tutti… :)

Gli edifici in macerie mostrano a tempo pieno chi siamo e dove siamo.

E non è solo brutto e male. Siamo la protezione civile. Siamo i volontari che donano il sangue. Siamo la gente che si sente coinvolta. Siamo il dolore, lo sgomento. Siamo anche la parte buona di noi stessi.

Eppure guardiamo quasi senza battere ciglio gli edifici antisismici crollati. Gli ospedali nuovi di pacca costruiti col calcestruzzo tagliato, con il cemento armato marcio. Come racconta Marco Travaglio ad AnnoZero

E di fronte a una cosa del genere che dire? È sempre quello il problema…

Non è poi così diverso dalla monnezza a Napoli, dopotutto. O dai comuni coi milioni di deficit. O da Mastella alle europee. Dai processi a Bassolino. Dai baroni in università. Dai primari lottizzati, prorprio come i dirigenti Rai. Da Brunetta che chiama gli studenti “guerriglieri”. Da Fede in televisione, mentre tutti i nostri migliori comici stanno a casa. Ci mancherebbe, non sia mai: non sono all’altezza. E poi c’è pur sempre Berlusconi al G20, per chi ha voglia di farsi un sorriso

La verità è sempre là fuori, basta solo guardarla. E un caso come l’Abruzzo offre il vantaggio di mostrarla meglio. La si può fissare dritta negli occhi. Non in televisione, nei talk show con i pareri colti degli opinionisti. La verità è dove sta sempre. In mezzo alla gente, fra la polvere e i calcinacci. Dove speculazione e sciacallaggio fanno banchetto di dolore e sofferenza. Sta in quei mattoni caduti che sembrano la Gomorra di Saviano: sangue nudo e crudo su cui si poggiano le fondamenta del nostro paese.

Eppure anche di fronte a tutto questo non vediamo nulla. Non vediamo quello che succede davvero, e perchè… Non andiamo a fondo. Non ci chiediamo di chi sia la colpa. Non riusciamo mai nemmeno ad ammetterlo fra i denti, di chi sia la colpa. La dividiamo, certo. Ma poi bariamo sulle parti che spettano a ciascuno, e allora non vale…

E come stupirsi?

Siamo pur sempre in Italia. Il paese in cui la regola aurea è fare i furbi e rubare. Non lo sapevate? Ehi amici, ma dove vivete? Evasione fiscale oltre 270 miliardi di euro. Un quinto del prodotto interno lordo. A dichiarare oltre 100.000 euro oggi è lo 0,9% dei contribuenti…

Viviamo in un mondo sommerso. E spero che almeno qualcuno fra voi sia di quelli con le bombole d’ossigeno, ma al di là delle situazioni personali è evidente come qualcosa non funzioni. Ci deve essere per forza un errore di fondo, da qualche parte.

Quindi, questa colpa? Qualcuno ne ha una più grossa? E soprattutto ciascuno pagherà in proporzione alla sua? Ommioddio, chi se li deve pagare, alla fine, i famosi aperitivi?

Oggi in italia il concetto di colpa e di proporzione si sta perdendo. Era già accaduto in passato, prima di tangentopoli, e sta succedendo di nuovo. Niente colpe, niente responsabilità…  Dietro alle sbarre i morti di fame, sempre fuori gli approfittatori e i colletti bianchi.

E il problema è più profondo di così. Il problema è dappertutto. Ovunque. È nello stato complessivo delle cose. Accartocciato e arroccato. Inamovibile, inattaccabile, indiscutibile. E forse lo si può riassumere in una singola domanda, mortalmente importante: “Che futuro stiamo sognando, oggi?“.

Spesso sembra una domanda che in Italia non ci poniamo più. Non si sogna nessun futuro, perchè oggi si sopravvive giusto col vecchio e col passato. Ma perchè? Perchè non voler mai ascoltare, non voler mai vedere, non voler mai cambiare? Perchè la parte più vera delle tragedie passa sempre sotto silenzio?

Da quanto tempo non crediamo in nulla di affascinante, di strano, di diverso? Da quanto tempo ripetiamo sempre gli stessi sbagli? Come società siamo diventati prigionieri della parte peggiore di noi stessi, bisogna accettarlo. E se esiste davvero una colpa comune, che condividiamo tutti, è proprio questa. Abbiamo rinunciato a vedere e a capire.

Tutto sta cambiando continuamente. Spirano fortissimi, ovunque, venti di novità e rivoluzione. E non sarà necessariamente per il meglio, specie se invece di cavalcarli ci lasciamo travolgere. In un momento di crisi come questo la nostra scelta sociale è la stessa di tutti: possiamo decidere se vogliamo adattarci, o se preferiamo morire. Accettare la macchina a vapore, o insistere con i telai a mano. Credere nella vecchia maniera, nel solito modo di fare, nel privilegio acquisito, in quella diseguaglianza sociale che abbiamo oggettivamente e scientificamente prodotto in decenni. O piuttosto in qualcosa di nuovo. Almeno una volta. Almeno un pochino. Anche solo una miserabile goccia di cambiamento. Potrebbe fare la differenza, mentre si arranca in un deserto di inamovibile staticità…

Il vero terremoto dei nostri giorni affligge la società e la politica ben prima della terra. E il pericolo è tremendo, perchè anche di fronte alle piccole scosse di assestamento che precedono il sisma vero, e che finalmente sentiamo tutti, la nostra società non vuole cambiare. Non vuole adattarsi. Non vuole spostarsi. Non è nè flessibile nè antisismica. Come la Casa dello Studente di Aquila.

Quale futuro state sognando, oggi?

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