Oggi a Wall Street il Dow Jones ha perso altri 4 punti percentuali, fermandosi poco sotto quota 6600. Sembrano solo un lontano ricordo i giorni di dicembre nei quali il mercato sondava speranzoso quota 9000, illudendosi di trovare una via d’uscita rapida e indolore.
Non tutti si erano illusi, ovviamente. L’economista Nouriel Roubini, meglio noto come la cassandra della borsa americana, aveva etichettato la timida risalita con un filo di disprezzo: “Just Another Bear Market Sucker’s Rally”.
Durante le fasi di contrazione del mercato (il bear market, appunto) si verificano sempre movimenti in controtendenza. Gli analisti li sintetizzano crudelmente sotto il nome di “sucker’s rally”: le corse dei coglioni. Chi arriva primo, infatti, ha giusto un istante per godersi il momentaneo picco positivo, dal momento che subito dopo la situazione precipita ben al di sotto del punto di partenza.
Si potrebbe discutere per ore dei foschi scenari tratteggiati da Roubini a colpi di “L-shaped stag-deflation” (una recessione destinata a stagnare e prolungarsi negli anni), e di “3.6 trillion losses” (3600 miliardi di dollari come stima delle perdite già incamerate dallo stato americano per la crisi). Almeno nell’umile analisi portata avanti su queste pagine, però, vorrei cercare di rimanere semplice.
E allora proviamo a sintetizzare questa settimana drammatica in poche parole. Gli ultimi giorni di contrattazione mostrano come il mercato abbia preso una decisione definitiva, e si stia spostando senza più alcuna remore verso il futuro che la maggior parte degli investitori si aspetta da tempo: il crollo.
Fa male, vero?
Del resto di questi tempi riesce fin troppo facile parlare di economia e fare male. Tutte le nostre peggiori paure si stanno tramutando in realtà davanti ai nostri occhi, in una paradossale rivincita dei cantori dell’apocalisse. Così futile e così umanamente colma della perversa soddisfazione che anima il marito infuriato, pronto a evirarsi pur di fare dispetto alla moglie.
Viene troppo facile, fare male. Bisogna mordersi la lingua, perchè si rischia di finire a recitare la litania di “Io l’avevo detto…” del Puffo Quattrocchi.
Mi piacerebbe riuscire a dire di più. Vorrei avere più forza e più tempo per discutere e sviscerare tanti altri argomenti oltre all’economia. Per parlare delle nostre piccole beghe, dalle intercettazioni, alla proposta sulle pensioni, passando per il testamento biologico… O piuttosto per dibattere di nucleare, e riflettere su quale possa essere l’energia del futuro.
Invece le parole dure di Roubini obbligano ad un freddo realismo. Ci costringono ad affrontare una realtà nella quale siamo solo spettatori. Testimoni passivi di un evento storico dalla portata colossale.
Allora se in prospettiva storica quello che conta è capire, e se è vero che ultimamente parlo e scrivo troppo (correggerò il tiro nei prossimi post, lo giuro), cedo il microfono e lascio in miei 25 lettori in compagnia di un documento straordinario, che traduco (e taglio) nei limiti delle mie possibilità solo per il piacere che almeno qualcuno, in Italia, lo legga.
Signori e signore, lettori e lettrici di seipolitico, solo per voi in esclusiva assoluta: Andrew Ladhe. L’unico gestore di Hedge Fund che registrò un +800% nei mesi della crisi, per poi decidere subito dopo di abbandonare il business portandosi via un incredibile malloppo. E scrivendo qualche riga di commiato:
Oggi non vi scrivo per soddisfazione maligna. Considerando il dolore che quasi chiunque sta soffrendo, sarebbe del tutto inappropriato. E non sto scrivendo per fare altre predizioni, perchè la maggior parte delle predizioni che ho fatto nelle mie precedenti lettere si sono già verificate o si stanno verificando. Al contrario, scrivo per dire addio.
Di recente sulle pagine del Wall Street Journal ho letto di un manager di hedge fund che veniva citato fra virgolette: “La cosa che ho imparato del business degli hedge fund, è che lo odio”. Non potrei essere più d’accordo. Sono sempre stato in questo gioco solo per i soldi. Il frutto che pendeva basso, facile da raccogliere (ad esempio gli idioti i cui genitori pagavano per gli MBA ad Harvard e la scuola preparatoria a Yale), era là da prendere. Queste persone che erano (spesso) indegne dell’educazione che avevano ricevuto (o teoricamente ricevuto) sono salite in cima a compagnie come AIG, Bear Stearns e Lehman Brothers, oltre che ai livelli più alti del nostro governo. Tutto questo comportamento volto a privilegiare le aristocrazie ha finito solo per rendere più facile il compito di trovare gente abbastanza stupida da scegliere il lato opposto delle mie compravendite. Dio benedica l’America.
Ci sono troppe persone che dovrei sinceramente ringraziare per il mio successo. Tuttavia non voglio sembrare come un attore di Hollywood mentre riceve un Oscar. I soldi sono un premio più che sufficiente. Inoltre chiunque sia incluso nell’interminabile lista di coloro che meritano un ringraziamento è ben consapevole di farne parte.
Non maneggerò più denaro per altre persone o istituzioni. Ho abbastanza denaro per me. Qualcuno che stima ragionevolmente quanto io abbia guadagnato potrebbe essere sorpreso di vedermi andar via con un bottino di guerra così piccolo. Ma va bene così, sono soddisfatto di quello che ho ottenuto. Più che questo, lascerò agli altri la felicità di ammassare netti da 9, 10, o anche 11 cifre, vivendo nel frattempo delle vite di merda. [...]
Sinceramente non ho alcuna opinione sul mercato attuale, se non che continuerà a scendere per un po’ di tempo. Forse per anni. Sono soddisfatto di stare seduto a lato, ed aspettare. Del resto sedermi e aspettare è stato proprio il modo in cui sono diventato ricchissimo. E adesso posso recuperare la mia salute, distrutta da anni di stress nei quali ho dovuto sempre competere per avere spazio nelle università, nelle scuole, e nel mondo del lavoro. Il più delle volte proprio contro coloro che avevano tutti quei vantaggi (genitori ricchi) che io non avevo. Possa la meritocrazia essere una parte del nuovo Governo, che ha bisogno di essere fondato.
E sul tema del governo, mi piacerebbe fare una modesta proposta. Primo: punto l’indice sugli evidenti errori commessi quando vennero presentate di fronte al Congresso delle proposte di legge, con l’obiettivo di mettere un freno alle pratiche predatorie di prestito che oggi hanno portato diverse istituzioni sull’orlo del fallimento. Quelle stesse istituzioni hanno regolarmente riempito le casse di entrambi i partiti di modo che i politici votassero contro delle leggi a garanzia dei comuni cittadini. E’ un insulto, eppure a nessuno sembra importare. Dalla morte di Thomas Jefferson e Adam Smith sembra che ci sia penuria di filosofi degni, in questo paese. Specialmente di quelli impegnati a migliorare il governo. Il capitalismo ha funzionato per 200 anni, ma i tempi cambiano, e i sistemi diventano corrotti. George Soros, proprietario di una incredibile fortuna, ha detto che vorrebbe essere ricordato come un filosofo. Il mio suggerimento è che questo grande uomo dia il via a un forum di menti eccezionali per discutere un nuovo sistema di governo che rappresenti davvero gli interessi dell’uomo comune, e riesca nel contempo a creare stimoli e “premi” abbastanza allettanti per attrarre i cervelli più brillanti. Di modo che proprio questi possano servire in ruoli di governo, se possibile senza doversi per forza appoggiare alla corruzione per godere del privilegio di sviluppare i loro interessi e i loro stili di vita. Il forum potrebbe essere simile a quello utilizzato anni fa per creare il sistema operativo Linux, che combatte da anni contro il monopolio di Microsoft. Io credo che da qualche parte ci sia una risposta. Ma, almeno per ora, il sistema si è chiaramente arenato. [...]
Lascio ai lettori anglofili il piacere di scoprire l’ultima ed eversiva provocazione di Mr Ladhe, che va troppo fuori tema per essere inclusa in questo post.
Anche io credo fortemente che da qualche parte ci sia una risposta. Ma temo sempre di più che nella nostra ricerca di una risposta (e qui cito un grandissimo artista americano come Bruce Springsteen): “there’s a joke somewhere, and it’s on me”. Cioè che ci sia uno scherzo da qualche parte, e noi in prima persona ne siamo le vittime.
- Paolo che fai là seduto sotto un lampione, a notte fonda?
- Ho perso le chiavi di casa e le sto cercando.
- E le hai perse vicino al lampione?
- Non ne ho idea, ma è l’unico posto dove almeno c’è luce.
A presto e buon proseguimento di visione.