Il premier Berlusconi ha annunciato una nuova misura risolutiva per aiutare il popolo colpito dalla crisi: l’ennesimo decreto legge per approvare un ambizioso “piano casa”, e ridisegnare il volto della nostra penisola.
La proposta prevede la possibilità di aumentare la superficie abitabile di ciascun edificio del 20% e oltre, arrivando fino al 30% o al 35% per premiare chi usa tecniche costruttive basate sulla bioedilizia e chi adotta pannelli solari e fonti di energia rinnovabili. Non mancano gli inevitabili sgravi fiscali, con una riduzione delle imposte del 20%, che potrà arrivare fino al 60% per le prime case. Per il proprietario e per i parenti fino al terzo grado…
Due considerazioni lampo:
- Il premier si dice sicuro di non dover affrontare abusi e obbrobri perchè “confida nel senso estetico degli italiani”. Calcolando che la fede del premier è l’unico strumento di tutela previsto finora, e che gli italiani sono pur sempre le stesse persone tristemente note per lo scempio delle coste meridionali e sarde (qualche esempio sparso, preso a caso dalla cronaca più recente), forse si imporrebbe una riflessione maggiore.
- In questo durissimo momento di crisi si continua a parlare a vuoto di tutelare i deboli e coloro che stanno perdendo il lavoro. E si tratta, senza dubbio alcuno, degli stessi soggetti che hanno a disposizione stabili da ampliare beneficiando di sgravi fiscali. O piuttosto no? Rilanciare un settore come l’edilizia fa sempre bene, ma i poveri vivono nei condomini e nelle case popolari, mentre della legge approfitteranno maggiormente i proprietari delle ville e i grandi speculatori. Al di là di una lodevole ricaduta a livello occupazionale, è difficile non notare come il governo continui imperterrito a proporre soluzioni che “danno ai ricchi”. In particolare sembra che a gioire sarà soprattutto chi avrà modo di pagare con i soldi statali (perchè tali sono i cosiddetti “sgavi fiscali”) i lavori su abitazioni di proprietà minimaliste e dimesse. Un po’ come Villa Certosa in Sardegna, per fare il solito “esempio a caso”…
C’è sempre di che stare allegri e ottimisti, di questi tempi. Perchè la crisi colpisce alla cieca, ma per fortuna le nostre classi dirigenti e le nostre caste continuano a vederci benissimo…














