
Su queste pagine abbiamo parlato di tutte le tragedie sofferte dai mercati in questi mesi convulsi, quindi mi sembra doveroso menzionare anche il giorno da leoni vissuto ieri da Wall Street. Sulle ali dell’inaspettato e positivo risultato dichiarato da Citigroup il Dow Jones ha totalizzato un impressionante +5,80%, tornando nei pressi di quota 7000 e lasciando gli investitori a interrogarsi su quale possa mai essere il futuro dei mercati.
Non mi lascerei andare a facili entusiasmi (la borsa vive sempre momenti di forte fluttuazione in seguito a crescite e decrescite di grande entità), ma si tratta pur sempre di una buona notizia, e giunge in un momento nel quale ogni buona notizia è una boccata di ossigeno, e allieta la navigazione a vista in un mare in tempesta.
In mezzo a tanti broker persi fra dubbi e perdite, vale la pena di menzionare chi vive in controtendenza, muovendosi sempre fra guadagni e solide certezze.
Una rapida rassegna della saggezza del premier Berlusconi in merito alla crisi in corso:
- ottobre 2008: “la crisi delle banche non si espanderà all’economia reale” (figuriamoci, come mai potrebbe?)
- gennaio 2009: “la crisi non è grave“
- marzo 2009: “la crisi è pesante ma non tragica“
In realtà non è difficile capire perché Berlusconi non dia troppo peso alla crisi, se è vero (come ovviamente è vero) che durante il momento di flessione il nostro premier ha intascato circa 160 milioni di dividendi. Il tutto, come sempre, in virtù della graziosa concessione delle frequenze statali di cui Mediaset gode da decenni alla modica cifra dell’un per cento del suo fatturato.
In una situazione del genere va da se che ci sia grande voglia di scherzare. Sulle fidanzate del ministro degli esteri Frattini, sulla preoccupazione sempre più costante per l’età che avanza (“io mi sento i miei 35 anni di sempre”), e naturalmente anche sul cosiddetto “incentivo ai licenziamenti” che l’opposizione insiste, con la testardaggine tipica dei comunisti, a chiamare Assegno di Disoccupazione.
Così, mentre i precari muoiono senza fare troppo rumore, e gli operai facendone almeno un pochino (disoccupazione: +46% a gennaio e febbraio, 370.000 posti di lavoro persi), c’è tempo per una ultima buona notizia. In un solo anno di governo Berlusconi l’evasione fiscale sembra essere ritornata ai consueti e rassicuranti livelli, galoppando verso 20-24 miliardi di diminuzione del gettito, rispetto a un sommerso complessivo che sorpassa abbondantemente i 200.
Avanti tutta, presidente!














