Mauro Buti

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Il Silenzio degli Innocenti…

Scritto da Mauro Buti 9 marzo 2009

Il Corriere della Sera dedica poco più di un trafiletto, ma le stime per il 2009 della Banca Mondiale sono di cruciale importanza, perché ufficializzano uno dei meccanismi più attesi e più crudeli della crisi in corso: il soffocamento dei deboli. In Italia, nel nostro piccolo, già vediamo che a rimanere in ginocchio sono per primi i lavoratori precari e gli operai.

Ragionando ad un macrolivello superiore accadrà lo stesso:

L’economia globale registrerà un segno negativo per la prima volta dalla seconda guerra mondiale e il commercio internazionale toccherà i livelli minimi degli ultimi 80 anni. La crisi internazionale determinerà inoltre una riduzione dei finanziamenti per i Paesi poveri e in via di sviluppo per diversi miliardi di dollari. Un gruppo di 129 paesi subirà quest’anno un taglio di finanziamenti compreso tra i 270 e i 700 miliardi di dollari e le istituzioni internazionali non saranno in grado di coprire neppure la stima più bassa di questa forchetta. [...] Neppure un quarto delle nazioni considerate più vulnerabili riuscirà ad alleviare l’impatto della crisi economica con il varo di pacchetti di salvataggio e la creazione di posti di lavoro.

In pratica chi è già debole e povero soffrirà in misura maggiore. Non potrà rivitalizzare con un intervento statale una economia dissanguata dal crollo degli export e della richiesta di materie prime, e soprattutto vedrà sparire una serie consistente di finanziamenti internazionali (quelli alla base del famoso “debito” accumulato dal terzo mondo). Le prospettive sono fosche: quanto viene tolto oggi difficilmente tornerà domani, anche se i tempi si faranno migliori.

Si sta quindi delineando il pericoloso scenario che si temeva a ottobre. Paesi sottosviluppati in condizioni già tragiche vedranno incrementati i loro drammi sociali a colpi di emigrazione clandestina, guerre interne, tirannia, governi forti, ed oppressione. Aumenteranno i divari fra ricchi e poveri, e le condizioni di vita estreme alimenteranno in un circolo vizioso disperazione e terrorismo.

La situazione politica internazionale rischia di diventare sempre più instabile, e questo proprio durante una fase di grande dissesto economico. Qualunque sia la soluzione che le classi dirigenti troveranno per la situazione attuale, farà bene a non passare troppo lontano dall’Africa e dal Medio Oriente. Sacrificare i “più deboli”, del resto, potrebbe costare un prezzo che oggi non possiamo più permetterci di pagare…

One Response so far.

  1. [...] referendum. E della Libia in una delle tante chiacchere sulla crisi economica, quando si diceva che l'effetto più immediato dello shock sarebbero state conflittualità e guerre, specie nei paesi più [...]


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