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Dignità all’italiana

Scritto da Mauro Buti 6 febbraio 2009

Dopo molti tentennamenti il premier Silvio Berlusconi ha preso una posizione netta nei confronti del caso Englaro. Secondo le dichiarazioni di Berlusconi Eluana “è viva” e “potrebbe avere dei figli”, quindi l’idea di interrompere l’alimentazione artificiale e lasciare che la natura faccia il suo corso è aberrante. Un omicidio.

È affascinante ricordare come si sia molto discusso riguardo alla volontà espressa dalla Englaro prima dell’incidente. Almeno finchè il tema da dirimere era la decisione fra la morte ed una vita da vegetale. Il problema etico e morale invece diventa irrilevante quando si parla di far partorire un bambino ad un corpo morto da circa 17 anni. Strano, vero? O piuttosto normalissimo, se pensiamo a quanto potrebbe essere facile trovare dei padri volontari, in mezzo alla schiera di avvoltoi che affolla l’ingresso della clinica “La Quiete”, ad Udine.

Le foto di Eluana la ritraggono sempre sorridente e nel pieno della vita, e coprono con un “utile” pudore lo stato reale delle cose. Che, è triste e indelicato ricordarlo, presumibilmente somiglia più da vicino a un corpo intubato, menomato nelle sue masse muscolari, e afflitto da gravi problemi di decubito.

Mi chiedo cosa direbbero gli italiani se avessero occasione di vederlo così come è oggi, quel corpo, e se capissero che versa in quelle condizioni da 17 anni. Vedere aiuta. Vedere è educativo. Deve essere per questo che alla televisione vediamo tutto quando si tratta di una decina di persone chiuse per tre mesi in una casa, e nulla quando si tratta di fatti e misfatti che ci coinvolgono e ci toccano a decine di migliaia.

La mossa politica è chiara. In una fase di fortissima incertezza per il futuro il governo sceglie la vita. O meglio ancora la sopravvivenza, specie di fronte a un futuro elettorale cupo e oscuro.
Dopo il duro scontro con il figliuol prodigo Casini, e le critiche subite da organi di stampa notoriamente radicali ed eversivi come Famiglia Cristiana, arriva l’abbraccio pacificatore con la Chiesa. Eluana non si tocca, così dice il decreto legge varato all’unanimità dal Consiglio dei Ministri proprio in queste ore.

Il Vaticano si abbandona ad una sobria e composta esultanza, lodando il “coraggio” del governo.
Berlusconi annuncia che è pronto a cambiare la Costituzione (una novità…), e che se il Colle rifiuterà di firmare il decreto convocherà le camere e produrrà una legge vera e propria entro tre giorni (auguri, specie considerando i tempi di reazione biblici a cui ci hanno abituato i nostri rappresentanti).

La questione passa nelle mani di Napolitano. Dopo il sonnellino durante il passaggio del Lodo Alfano, e la sacrosanta pennichella che ha coperto lo scandalo dell’epurazione della procura di Salerno, questa volta il Presidente della Repubblica è sveglio e vigile. 83 anni e non sentirli: per una volta Napolitano sembra quasi un giovanotto e afferma piccato: “Il decreto è incostituzionale. Non lo firmo”.

Nulla poterono i tentativi di essere più uguali degli altri, come i maiali di Orwell, o la serie di orrori perpetrati alla legge e alla giustizia. Per svegliare le coscienze addormentate, in Italia, non servono l’Alitalia, i picchetti degli operai, o le urla dei familiari delle vittime della mafia.

Fanno più audience le discussioni nobili, come quelle per mantenere in vita un vegetale stuprando 17 anni del dolore di un padre, forti dell’intramontabile concetto di Carità Cristiana.

I volontari per la procreazione proposta dal premier, inclusiva di 30 minuti in prima serata per una intervista con Emilio Fede, possono inviare un curriculum vitae a berlusconi_s@camera.it o, se preferiscono, a casting@grandefratello.it


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