Una Storia Italiana
14 gennaio 2009
Per circa 320 milioni di euro il presidente di Air France-KLM Spinetta ha ottenuto una quota strategica (25%) nella nuova Alitalia. Il privilegio di non venderla a lui e di “pensarci un altro pochino”, invece, ne era costati circa 300 alcuni mesi fa.
Nel cambio il contribuente ci ha guadagnato qualche miliardo di euro di debiti che si accollerà al posto di Mr Spinetta, diverse migliaia di casse integrazioni aggiuntive, e la preservazione di quella indispensabile italianità garantita dai patrioti Colanninno & Co.
Chiunque li conosca, Colanninno & Co., naturalmente già sa che venderanno non appena gli accordi firmati lo renderanno possibile. Cioè circa fra quattro anni, in maniera da uscire lunghi, subito dopo la prossima tornata di elezioni politiche.
I francesi esultano in maniera (giustamente) scomposta.
L’imprenditore Toto si salva dalla bancarotta, dal momento che CAI ha acquisito sia Alitalia che la “sua” Air One (un’altra delle tante informazioni scomparse dai media pubblici), mantenendo a galla a nostre spese due compagnie devastate dai debiti, e creando un monopolio sulla lucrosa tratta Milano-Roma.
Berlusconi “risolve” un altro problema del paese, come sempre nella sua ineccepibile maniera. Prima si oppone all’esito della trattativa pubblica operata dal Governo Prodi, contribuendo in modo decisivo a far saltare la vendita ad Air France. Quindi vende ai suoi amici senza alcuna asta, offrendo loro un canale privilegiato e pagando i debiti di Alitalia con i soldi pubblici (gli stessi che non ci sono per le scuole che crollano, e per le università che sono sottofinanziate da 30 anni ma devono stringere la cinghia, perché anche quelle due lire le sprecano). Poi benedice gli amici quando si accordano, caso strano, proprio con Air France. Infine chiude in bellezza sottolineando come sia falso che lui abbia interferito, e come la colpa della mancata cessione a condizioni “vagamente” più favorevoli sia tutta da accollare ai sindacati (e ai comunisti, immagino).
Di fronte a tutto questo spreco il sottoscritto si concede un breve momento di sconforto pensando allo statista che grazie a meriti del genere da vent’anni circa oscilla fra il 20% e il 30% di consensi. L’uomo che presumibilmente guiderà il paese fino al 2013 battendo, beffa finale, il record di De Gasperi. Speriamo sia l’ultima debolezza, almeno per un po’. Anche perché con la complicità di un inizio di 2009 col botto il blog si sta politicizzando fin troppo, mentre vorrei che l’analisi e i commenti fossero ampi, trasversali, e spassionati.
Nei prossimi giorni spazio alla questione Palestinese (solo temporaneamente rimandata), quindi, e prima possibile spero di riuscire a proporre il ritorno dei post più intimisti e riflessivi chiaccherando in libertà sull’arte del governo, il compromesso, e il pragmatismo nella lotta politica.


















