
Dopo tanti giorni insanguinati finalmente una tregua che sembra durare. Puntuali, giusto prima dell’insediamento del nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America, le truppe israeliane si apprestano ad uscire da Gaza.
Un rapido bilancio, in numeri e dichiarazioni:
- 1300 morti palestinesi, dei quali circa 400 bambini. 5300 feriti
- 500 miliziani morti secondo Israele (a fronte di una forza complessiva nell’ordine delle 10.000 unità). 48 dichiarati da Hamas
- 13 morti israeliani, dei quali 3 civili
- Hamas (parole del premier Ismail Haniyeh): “Allah ci ha concesso una grande vittoria, non per una fazione o un partito ma per tutto il popolo. Abbiamo fermato l’aggressione e il nemico non è riuscito a realizzare nessuno degli obiettivi”
- Israele (commenta il premier uscente, Ehud Olmert): “Se il cessate il fuoco sarà stabile, Israele uscirà dalla Striscia di Gaza, che non ha mai avuto intenzione di riconquistare”
Traduce il sottoscritto: 1300 cadaveri sono restati a terra per poco più di una miserabile questione elettorale. Noi abbiamo Berlusconi che per raccogliere voti affossa Alitalia e ci regala qualche miliardino di debito, altrove sono diverse le cose che muovono sondaggi e opinione pubblica.
Alla fine, però, cambia poco.
Tutti sono contenti, tutti ci hanno guadagnato, e tutti hanno vinto. Festeggia la destra israeliana e festeggiano i militanti di Hamas, che si fregano le mani in attesa della prossima infornata di uomini-bomba. Perdono giusto i figli di nessuno, quelli che diventatano concime, stritolati dall’inesorabile avanzare della Storia. Poca roba, tutto sommato, in un mondo così sovraffollato.
La nostra adorabile palla di terra e fango non rinuncia all’occasione di fare un po’ più schifo, e continua a funzionare secondo i semplici e pragmatici principi che da sempre le danno vita. Così è, se vi pare. E così rimane.
Soffoco a fatica un conato di disgusto, mentre tento di ricordarmi che la politica è terra fredda, e le analisi lucide non lasciano troppo spazio al sentimento.
Un ultimo appunto e una domanda che lascio aperta. Se è vero, come è vero, che il rapporto delle vittime è di circa 1:100, una trasmissione a caso che si proponga di fare informazione e dibattito come si deve comportare? Sicuramente deve mostrare sia i razzi Kassam che le bombe su Gaza, per una questione di “par condicio” intellettuale. Ma deve dedicare lo stesso tempo alle due cose, o conservare anche su schermo quella proporzione di 1:100 che hanno evidenziato i fatti?














