Uova e pomodori
9 dicembre 2008
Il candidato più autorevole per una eventuale Presidenza della Repubblica espressa dal centrodestra viene accolto a uova e pomodori durante la sua visita a Siena. Il plotone di fuoco è composto da ricercatori e studenti di una delle più antiche università italiane, che salutano l’arrivo dell’ospite con il coro di “Buffone! Buffone!”.
Letta è un uomo sensibile e dai modi squisiti, un abilissimo mediatore devoto al servizio delle istituzioni. Ed è oramai inviso, come molti colleghi, a una importante fetta dell’opinione pubblica.
Nel frattempo l’altro Presidente della Repubblica, quello in carica, avoca a sè tutti gli atti del tremendo scontro fra Procure che si è prodotto in questi giorni. Quali siano le sue intenzioni in merito a 1700 pagine che potrebbero avere la violenza di una bomba non è dato saperlo.
Di certo è cronaca vedere come i fatti di scandalosa gravità denunciati da De Magistris, accuse credibili e precise a un sistema di potere occulto animato da logiche massoniche, siano stati stuprati a mezzo stampa fino a diventare una miserabile guerricciola intestina fra le toghe.
Così gli accusati diventano (come sempre) uguali agli accusatori, mentre il disprezzo delle regole e delle prassi finisce avvallato dal Consiglio Superiore della Magistratura in meno di ventiquattro ore. La decisione finale è a dir poco pilatesca: puniti gli uni come gli altri, e tutti dal preside. Da Napolitano.
La ridicola pantonima alla quale si sono ridotte le istituzioni pur di nascondere una verità oramai palese è imbarazzante. Eppure il re è nudo da un pezzo, almeno per chi non voglia strapparsi gli occhi pur di non vedere. La verità non trasuda solo dai fatti fisici e dagli atti delle procure: straripa e fuoriesce da ogni dove. È nelle trasmissioni in prima serata su Canale 5 così come nelle puntate di Anno Zero. Dentro alle file di viale Monza per aspettare il pane dei poveri, così come nelle discussioni radical chic in cui Briatore da addosso alla politica.
La verità è ovunque. È dietro ai falsi sorrisi della televisione. È dietro ai politicanti che riempiono i loro minuti di parole cieche, vuote, e false. È dietro ai Villari, e ai Latorre. È nei pomodori che sibilano vicino a Gianni Letta, ed è letteralmente stampata in faccia a Berlusconi.
La verità è una e semplice, Signor Preside(nte).
“Il capitano è fuori a pranzo, e i marinai hanno preso il comando della nave”.
Una paginetta alla sera prima di andare a dormire, e sapremo del futuro di Why Not entro tre o quattro anni al massimo. Ma in attesa di risolvere per i posteri l’annoso thriller e (sorpresona!) scoprire che dopo vent’anni di “Rinascita Democratica” ladri e derubati sono rimasti esattamente gli stessi, della nave che ne facciamo?

















