Mauro Buti

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Uova e pomodori

Scritto da Mauro Buti 9 dicembre 2008

Il candidato più autorevole per una eventuale Presidenza della Repubblica espressa dal centrodestra viene accolto a uova e pomodori durante la sua visita a Siena. Il plotone di fuoco è composto da ricercatori e studenti di una delle più antiche università italiane, che salutano l’arrivo dell’ospite con il coro di “Buffone! Buffone!”.

Letta è un uomo sensibile e dai modi squisiti, un abilissimo mediatore devoto al servizio delle istituzioni. Ed è oramai inviso, come molti colleghi, a una importante fetta dell’opinione pubblica.

Nel frattempo l’altro Presidente della Repubblica, quello in carica, avoca a sè tutti gli atti del tremendo scontro fra Procure che si è prodotto in questi giorni. Quali siano le sue intenzioni in merito a 1700 pagine che potrebbero avere la violenza di una bomba non è dato saperlo.
Di certo è cronaca vedere come i fatti di scandalosa gravità denunciati da De Magistris, accuse credibili e precise a un sistema di potere occulto animato da logiche massoniche, siano stati stuprati a mezzo stampa fino a diventare una miserabile guerricciola intestina fra le toghe.

Così gli accusati diventano (come sempre) uguali agli accusatori, mentre il disprezzo delle regole e delle prassi finisce avvallato dal Consiglio Superiore della Magistratura in meno di ventiquattro ore. La decisione finale è a dir poco pilatesca: puniti gli uni come gli altri, e tutti dal preside. Da Napolitano.

La ridicola pantonima alla quale si sono ridotte le istituzioni pur di nascondere una verità oramai palese è imbarazzante. Eppure il re è nudo da un pezzo, almeno per chi non voglia strapparsi gli occhi pur di non vedere. La verità non trasuda solo dai fatti fisici e dagli atti delle procure: straripa e fuoriesce da ogni dove. È nelle trasmissioni in prima serata su Canale 5 così come nelle puntate di Anno Zero. Dentro alle file di viale Monza per aspettare il pane dei poveri, così come nelle discussioni radical chic in cui Briatore da addosso alla politica.

La verità è ovunque. È dietro ai falsi sorrisi della televisione. È dietro ai politicanti che riempiono i loro minuti di parole cieche, vuote, e false. È dietro ai Villari, e ai Latorre. È nei pomodori che sibilano vicino a Gianni Letta, ed è letteralmente stampata in faccia a Berlusconi.

La verità è una e semplice, Signor Preside(nte).
“Il capitano è fuori a pranzo, e i marinai hanno preso il comando della nave”.

Una paginetta alla sera prima di andare a dormire, e sapremo del futuro di Why Not entro tre o quattro anni al massimo. Ma in attesa di risolvere per i posteri l’annoso thriller e (sorpresona!) scoprire che dopo vent’anni di “Rinascita Democratica” ladri e derubati sono rimasti esattamente gli stessi, della nave che ne facciamo?

Sparta

Scritto da Mauro Buti 7 dicembre 2008

Nuova notizia: il governo ha approvato una richiesta da parte di alcune banche di mettere un freno alle assunzioni di personale disabile.

La risposta con cui il ministero da il sostanziale via libera è firmata dal direttore generale per l’attività ispettiva, Paolo Pennesi. Testuale, dal documento: “Non si ravvede quindi una valida motivazione che possa giustificare la non operatività della sospensione degli obblighi assuntivi, anche per le aziende di credito che hanno fatto ricorso al fondo in questione”.

Il governo taglia sulla protezione sociale ai disabili con parole studiate e affascinanti. Politichese. “Non c’è motivo per cui non si possa procedere con il lancio dalla rupe”.

Ci lamentiamo sempre di essere guidati da classi dirigenti cieche di fronte all’insegnamento che viene dalla storia. E spesso, o piuttosto quasi sempre, dimentichiamo che la storia ha insegnato tante cose. La maggior parte poco belle, specie se viste da vicino.

L’asettica barbarie di oggi è ripulita, ma è davvero tanto diversa rispetto a un tempo? La nostra vera identità si nasconde troppo spesso dietro a una immagine smagliante. Bianca come il sudario che avvolge i mattatoi e l’animelasco meccanismo di produzione in massa della carne. Bianca come le morti, bianche. Bianca come il sole abbacinante che abbraccia la fame e il dolore in mezzo mondo.

Ma coperti o meno da un rassicurante velo di “disumano pudore”, nella cruda realtà dei numeri e dei fatti, chi siamo davvero?

Discussioni su un paese moderno

Scritto da Mauro Buti 6 dicembre 2008

Dopo settimane di proteste infuocate. Dopo gli studenti e i ricercatori in piazza, con numeri capaci di raggiungere centinaia di migliaia di persone. Dopo le polemiche sui tagli spietati, e sulle crude necessità di bilancio.

Dopo tutto questo bastano 53 minuti al governo per far comparire dal nulla 120 milioni di euro, e sedare sul nascere le prime minacce dirette da parte della Chiesa Cattolica. Quando Dio chiama, come possono dei servi non ascoltare la sua Voce?

E così nulla alla scuola pubblica, quella dei semplici e dei poveri, come ben noto i primi nemici di Cristo. E istantanea udienza e denaro vero alla scuola privata dei farisei.

I fondi per le scuole paritarie “vengono ripristinati”, ha assicurato il sottosegretario all’Economia Giuseppe Vegas a margine dei lavori della commissione Bilancio del Senato sulla finanziaria. “C’è un emendamento del relatore che ripristina – dice Vegas – il livello originario, vale a dire 120 milioni di euro. Possono stare tranquilli, dormire su quattro cuscini“. Nonostante le rassicurazioni, anche il Papa ha fatto sentire la propria voce: “Gli aiuti per l’educazione religiosa dei figli – ha detto Benedetto XVI – sono un diritto inalienabile”. (Repubblica)

Possono dormire fra quattro cuscini, certo.
E la gente, invece, come dorme?

Il ministro Gelmini ha appena aperto un canale su youtube. Bella mossa, Maria Stella: i ragazzi non vedono l’ora di parlare del loro diritto inalienabile all’educazione (religiosa).

Allucinante…

Scritto da Mauro Buti 2 dicembre 2008

Intendiamoci: non è che ci si aspettasse che il circo della terza età insediato a Palazzo Chigi producesse una risposta fattiva o credibile alla crisi. Detto questo non mi aspettavo nemmeno di vedere una feroce e superflua azione sui remi, volta ad accelerare la caduta verso il baratro.

Berlusconi va scientificamente a cercare i contesti nei quali c’è più consenso da perdere. Sembra quasi che li scelga apposta, è incredibile.
In pochi giorni:

1) è andato ad attaccare i “circensem”. L’unica ancora di salvezza a freno di un popolo infuriato e privo del “panem”. L’attacco a Sky è fuori da ogni logica politica: c’è *solo da perdere*. Si perde per il palese conflitto di interessi, si perde perchè si tocca il calcio, si perde perchè andare allo scontro frontale con un media che raggiunge 4,6 milioni di persone non è proprio saggio in un momento nel quale il consenso è in calo. C’è il guadagno di colpire un concorrente, certo. Però è ben poca cosa in un momento nel quale si va comunque tutti male…

2) ignora la questione vigilanza Rai e si prepara ad eleggere il cda a colpi di maggioranza. Il tutto mentre l’opposizione è sempre più intenzionata a delegittimare la commissione. Anche gli italiani, notoriamente abituati a tutto, potrebbero vederci un “vago” eccesso di autorità…

3) distrugge una delle poche leggi intelligenti fatte negli ultimi anni, eliminando gli incentivi per i pannelli solari e l’efficienza energetica. Sprofonda ancora di più il paese nel nero di un protocollo di Kyoto oramai irrangiungibile e palesa come l’Italia non creda né nelle risorse rinnovabili, né in un futuro migliore e più rispettoso dell’ambiente comune. E facendolo si aliena il consenso giovanile e il consenso degli italiani “pazzi d’amore” per Obama.

4) lascia la “ex” Alitalia ferma a terra, nella speranza che nessuno si accorga che sono partite le casse integrazioni e la società è fallita. Figuriamoci: gli aerei non partono, gli impiegati non lavorano, ma senza dubbio “va tutto alla grande”. La realtà è che lo fanno per noi: “per evitare congestioni durante le feste” (Scajola. Quello del celeberrimo “Albenga-Roma”, la tratta aerea ad personam…)

Se Berlusconi continua così il crollo di consensi potrebbe essere anche più rapido e drammatico di quello che pensassi. Si apre anche la possibilità, che prima consideravo remota, di un ribaltone clamoroso in Abruzzo, che aprirebbe scenari imprevisti e molto affascinanti per il futuro politico del paese.

Ma comunque vada in Abruzzo le cose non cambiano. Presto Berlusconi si troverà a governare un paese che lo odia e che lo vede come il colpevole primo e più simbolico di un terribile stato di cose.

Sono terrorizzato quando penso a come reagirà…

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