E ‘l naufragar m’è dolce in questo mare…

No Commented mercoledì, novembre 25th, 2009

Under: blog

La Giunta per la Autorizzazioni della Camera non ha dato il suo assenso all’arresto dell’onorevole Nicola Cosentino. Cosentino è un membro del Governo, per la precisione il Sottosegretario all’Economia con delega al CIPE (in pratica il tesoriere che custodisce il forziere più ricco e ambito d’Italia), ed è stato fino a poche settimane fa il candidato più credibile del PdL per la presidenza della regione Campania.

L’accusa di “concorso esterno in associazione mafiosa” non è stata sufficiente per autorizzare l’arresto, e non è bastata nemmeno per far tramontare in maniera definitiva l’ipotesi della sua candidatura. Mi chiedo cosa debba accadere perchè il nostro paese riscopra l’esistenza dei motivi di opportunità politica e istituzionale, a questo punto, se nemmeno l’ipotesi di un delitto di mafia e una precisa e motivata richiesta da parte dei pm può imporre la necessità di fare un passo indietro.

Ma come stupirsi? L’opposizione della Giunta ad ogni richiesta ricevuta per questioni di giustizia è sempre stata un fulgido esempio di collaborazione bipartisan. Almeno in qualcosa i nostri politici sanno ancora comportarsi con ragionevolezza e coerenza.

Al di là delle sorti di Cosentino nello specifico, per il quadro generale cambia poco o nulla. Oramai la barca fa acqua da tutti i lati.

Nuove falle si aprono a cadenza giornaliera, in una spirale autodistruttiva che sembra inarrestabile. E pensare che tutto era cominciato con una innocente festicciuola a Casoria

Allora in pochi mi credevano quando parlavo dell’inevitabile caduta del governo, dell’assommarsi dei segnali, e della centralità della questione economica. Oggi il crollo sembra questione di pochi mesi, se non di giorni, e il quadro più credibile dell’oscuro futuro che ci aspetta lo condivido inaspettatamente con un editorialista che di solito apprezzo meno di una volta all’anno: Angelo Panebianco.

Ma se Fini può fare la parte del paladino degli immigrati, Bersani quella del democristiano che snobba le manifestazioni di piazza, e Bossi quella del responsabile esponente di una forza di governo, allora ci sta che il sottoscritto possa trovarsi per una volta d’accordo anche con Panebianco.

Strana politica, strani tempi, e strani compagni di letto

Posted via email from Mauro Buti

No TweetBacks yet. (Be the first to Tweet this post)

Leave a Reply